

e-Mtb ed agonismo vanno d'accordo, sì, ma interessano pochi praticanti.
E' un tema che abbiamo già trattato e sul quale oggi torniamo a parlare alla luce della decisione dell'UCI di cancellare la Coppa del mondo di e-Mtb XC 2026.
Le motivazioni?
Eccole:
"Questa decisione è stata presa a seguito di una valutazione della serie e della constatazione che il suo sviluppo, sotto la responsabilità di WES Management, non ha raggiunto gli obiettivi di crescita internazionale previsti".
In sostanza la formula non è piaciuta e non è riuscita a creare il seguito sperato.
Ma perché non piace?
E soprattutto quali sono le ragioni per cui l'UCI ha deciso di inaugurare una categoria agonistica (l'XC elettrico, in sostanza) che non esiste nella realtà?
Anzi, praticamente non esiste nemmeno quel tipo di bici...

Per rispondere dobbiamo tornare indietro di qualche stagione, 2018-2019, quando le competizioni riservate alle bici elettriche rischiavano di passare sotto l'egida della Federazione Motociclistica Internazionale.
La quale stava muovendo i propri passi nella stessa direzione.
Se un mezzo a due ruote ha un motore è di interesse della FMI.
Ma se un mezzo a due ruote con un motore ha anche i pedali è di competenza dell'UCI.
E da qui è nata una bagarre "organizzativa", senza però raccogliere mai grandi consensi, né partecipazione.
Senza cioè intercettare l'interesse della grande massa di utenti e-Mtb che, a quanto pare, alle competizioni "elettriche" non è granché interessata.
Un mix di agonismo ed abilità tecniche
Le cose rischiano una stagnazione evolutiva.
Per ora ad avere un certo seguito sono le gare di enduro e-Mtb, che coinvolgono talenti veri della guida offroad capaci di performance di alto livello.

Un vero e proprio mix di abilità tecniche, forza e resistenza come non si vede altrove in campo Mtb.
Quindi, ci sta che l'UCI abbia sbagliato strada, ma non griderei allo scandalo.
Si tratta di prendere bene le misure con il segmento e-Mtb (che non è proprio una nicchia) e di capire se e come declinarlo in chiave agonistica.
Per ora non c'è un fermento agonistico di base che coinvolga questa tipologia di bici.
Mancano le proposte di gare amatoriali "elettriche", l'analogo delle Granfondo su strada o in Mtb per capirci.
Manca proprio la base.

Come creare una base agonistica "elettrica"?
Non saremo noi a crearla.
Noi, cioè gli utenti di età "-anta" che di competizioni ne abbiamo fatte da giovani e che ora cerchiamo altro con una bici elettrica.
Noi, gli "-anta", magari cerchiamo aggregazione e condivisione, senza classifiche, quindi senza agonismo.
Loro, i giovani, invece, devono ancora venire.
Siamo a mio avviso nel pieno di un cambio generazionale che deve fare i conti con una complicazione mica da poco: il costo di una e-Mtb per un uso intenso.
La bici elettrica non è un mezzo facile per iniziare, perché costa di più di una Mtb tradizionale ed è anche più pesante.
E il peso della bici (24 Kg) conta tanto se il tuo fisico sulla bilancia sta intorno ai 40-50 Kg.

Quindi?
Siamo da punto a capo.
Perché per iniziare a giocare e a ingarellarsi con le bici elettriche servono una community di utenti appassionati e quindi una rete sentieristica, denaro e giovani curiosi e talentosi.
Insomma, un bel po' di fortuna.
Ma sono convinto che presto o tardi saranno i più giovani ad indicarci un nuovo utilizzo di questo mezzo.
Privi di preconcetti e pronti ad una nuova cultura della bici.
Quella con un motore elettrico, cioè l'apoteosi della blasfemia che diventa una nuova cultura.
O forse una sotto-cultura.
Ma credo proprio che dovremo abituarci a questa idea.

Non dico che siamo vecchi.
Dico che dovremmo avere l'intelligenza di lasciare che i giovani ci mostrino una delle tante strade possibili.
In fondo sono loro il nostro futuro, no?
Certo!
Ma siamo sicuri che a loro interessi davvero la Mtb elettrica?

E se ai giovani l'elettrica non piacesse proprio?
Sono fiducioso verso le nuove generazioni e vedo in loro un grande potenziale.
In campo Mtb stanno emergendo con forza nella Dh, ma anche Xc ed enduro non sono da meno.
Cioè, la gloria del risultato passa attraverso impegno e fatica.
Se sono un ciclista del motore elettrico posso bellamente farne a meno.
E se sono un discesista non so proprio cosa farmene.
Quindi, l'elettrica, ai loro occhi, è un oggetto che nega l'essenza, la bellezza e la gloria della vera Mtb.
E come dargli torto?
E allora se quest'ultima ipotesi fosse vera, significherebbe che le competizioni e-Mtb rischiano di non avere alcun futuro, né prossimo, né lontano, come eventi di massa.
E' questo il loro destino?
E' possibile che per questa categoria di bici la formula "win on Sunday, sell on Monday" non funzioni proprio?
Qui tutti i nostri articoli, test e approfondimenti sulle e-Mtb
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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