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La gara di Pogno del 4Enduro è stato un evento molto importante per questa specialità in ambito italiano, perché l’attenzione verso l’enduro è in continua crescita.
350 i partenti, come leggerete più avanti nel resoconto di Francesco Savona, sono un numero che parla da sé e il livello dei concorrenti è ancora in crescita.
I sentieri di Pogno sono molto conosciuti da migliaia di appassionati e permettono di fare velocità con un minimo di tecnica di guida.

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Lorenzo Suding in azione all’Enduro dei Gufi – Foto Tommaso Donghi


A vincere sono stati Lorenzo Suding (dopo il successo alla prima del Toscano Enduro Series, leggete qui) e Laura Rossin, ma alle loro spalle la competizione è stata tiratissima.


Matteo Raimondi non è riuscito a salire sul gradino più alto del podio per 2”170…
Ieri, all’Enduro dei Gufi, è stato una giornata di grande divertimento, anche per Francesco Savona che ha partecipato e ci racconta come è stato gareggiare a Pogno.
A lui la parola…
SL

Tutto esaurito, con oltre 350 partenti, per la terza prova del divertente trofeo 4Enduro che, dopo le due gare tenutesi a Roasio (qui il nostro report) e Coggiola, “sbarca” a Pogno (NO) per l’8° Enduro dei Gufi, penultimo appuntamento de circuito che si candida a diventare il riferimento per l’enduro nel Nord Italia.

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La “location” è di quelle importanti e già negli anni passati sede “consolidata” di diverse competizioni di livello nazionale (e non), come il Superenduro e il Campionato Regionale Enduro Piemonte.
Per me è il secondo appuntamento agonistico della stagione, dopo avere saltato, con mio grosso rammarico, la riuscitissima competizione di Coggiola.

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Francesco “Cico” Baroni e Davide Sottocornola prima del via

Il percorso è caratterizzato da lunghe risalite su asfalto e da discese flow con qualche passaggio tecnico qua e là; tre le Speciali in programma, per un totale di circa 38 km e 1450 metri di dislivello.
I trail sono “da urlo”, grazie all’ottimo lavoro di preparazione svolto dai ragazzi dei Gufi e dai team Cicobikes e Locca, con la “supervisione” del mitico Cico Baroni.
Questi sono anche i trail dove si allenano Davide Sottocornola e Simone Martinelli, che qui sono di casa.

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Francesco Savona, a sinistra, pronto per lo start

Rasco 2000, la prima Speciale, è la più discesistica delle tre e parte con un primo pezzo pedalato, per poi “tuffarsi” verso valle, alternando tratti veloci a tratti tecnici, resi “insidiosi” dalle numerose radici affioranti; la seconda Speciale, Canalon, è uno dei trail storici della zona: veloce, adrenalinico, è un flow pazzesco che termina con una serie di tornantini pendenti e molto stretti; in più, proprio sul finale, Cico ha ideato un inedito tratto fettucciato che porterà i concorrenti fin dentro l’abitato di Pogno.
Infine, Monti di Prerro, la più lunga e, a detta di tutti, la più enduristica della giornata: una Speciale non troppo difficile, ma da non prendere sotto gamba, vista la lunghezza del percorso, che alterna tratti da pedalare “a fuoco” a tratti estremamente guidati con continui cambi di ritmo!

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Davide Sottocornola in azione nella gara di ieri.
Foto Tommaso Donghi

Come sempre, la giornata di gara è preceduta da una sola ricognizione “pedalata” del percorso, più che altro necessaria per “annotare” i punti critici, in maniera tale da poterli affrontare in sicurezza e capire come dosare al meglio le energie nel giorno della gara; anche questo è Enduro.
Visto che a Pogno le risalite pedalate sono notoriamente lunghe e in alcuni tratti abbastanza “in piedi”, lascio a casa “l’impegnativa” Michelin Wild Grip R a favore di una più scorrevole Maxxis Aggressor sul posteriore (foto in basso).

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La domenica mattina, alle 7:00 sono a Pogno per ritirare il pettorale e il pacco gara.
La partenza, a ordine invertito, è fissata per le 9:00. Il tempo, dopo le prime due gare bagnate, questa volta è ottimo, col termometro che segna 20° C. Soliti brevi convenevoli con lo speaker ufficiale e via lungo il breve, ma ripido trasferimento che mi porta all’inizio della PS1.

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Francesco Savona in azione – Foto Photo-Shop

Ci siamo, giù gli occhiali e via. Mi sento bene, le gambe girano e spingo sui pedali, cercando di alzare il limite… e, infatti, proprio sul più bello, a metà Speciale mi ritrovo per aria senza nemmeno avere il tempo di capire come. Prendo una bella botta, mi rialzo e trovo la bici col manubrio storto; poco importa, faccio leva con la ruota su un albero e lo raddrizzo alla meglio. Mi aspetta adesso la parte più tecnica della speciale che affronto a tutta, cercando di recuperare il tempo perso.
Non va poi così male, peccato per la scivolata.

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La bici usata in gara, una Rocky Mountain Altitude Msl


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Nemmeno il tempo di rifiatare, levare le protezioni e mi ritrovo ad affrontare l’ennesimo trasferimento su asfalto, questa volta lungo e “arrabbiato”, con l’incognita data dal tempo di risalita piuttosto “tirato”.
E infatti alla partenza della seconda Speciale saranno tanti “i buchi” in griglia di partenza dovuti ai numerosi ritardi, complice anche il caldo che non ha certo aiutato i concorrenti.
Io arrivo a 7’ dalla partenza, non male, così ho giusto il tempo per rifiatare.

È il mio turno: “Tre, due, uno, via!”
La voglia di fare bene è tanta e cerco di far scorrere la bici, con traiettorie pulite, questa volta non voglio commettere errori, anche perché il fondo in alcuni punti è abbastanza polveroso e insidioso.
La Speciale è lunga, lunghissima, sembra non finire mai, ma stringo i denti: qui è vietato distrarsi.
Le velocità di percorrenza sono molto alte e commettere un errore significherebbe quasi certamente abbandonare la gara.
Ci siamo: entro nel fettucciato finale a ridosso dell’abitato e passo esausto, ma tutto sommato soddisfatto, le fotocellule.
Adesso non mi resta che dirigermi al CO, rifocillarmi e affrontare l’ultima lunga risalita che in poco più di un’ora mi porterà all’inizio della PS3.

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Foto Photo – Shop

La stanchezza comincia a farsi sentire nelle gambe, ma non posso mollare.
Per fortuna la compagnia è buona e tra una chiacchiera e l’altra mi ritrovo poco sopra i 900 metri di quota per fiondarmi nell’ultima lunga Speciale, la Monti di Prerro.
Arrivo su con le gambe dure come il marmo, ho anche un principio di crampi alla gamba sinistra, ma ho circa dieci minuti di tempo prima di ripartire che sfrutto per rilassare i muscoli.
Sono stanchissimo e fa caldo.
Ormai l’obiettivo è uno solo, portare a casa la gara.
Parto.
Una serie di contropendenze veloci ed eccomi alla temutissima rampa pedalata; purtroppo ho le gambe imballate, i crampi sono in agguato e così niente “scatto” in salita, mi limito a gestire la parte pedalata in attesa che la ruota punti verso valle… e verso le fotocellule.

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Ecco il risultato che conta: il sorriso a fine gara


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Gara “maschia” e di soddisfazione questa di Pogno, fisica e impegnativa, vuoi per la lunghezza delle risalite, vuoi per le Speciali interminabili come è giusto che sia, vuoi per il caldo che ha messo a dura prova tutti i concorrenti.
Una gara di Enduro con la “E” maiuscola, molto bella e ben organizzata, forse una delle migliori di sempre qui a Pogno.
Non mi resta che darvi appuntamento per l’ultima prova del trofeo 4Enduro, che si terrà presso l’Oasi Zegna il prossimo 7 maggio!
A proposito, Fulvio Lupato, organizzatore dell’evento, ha dichiarato ai nostri microfoni che sarà una finale degna di una EWS!
Non mancate…

Qui gli altri report dentro la gara di Francesco Savona

Per informazioni 4Enduro.it

Redazione MtbCult

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