scritto da Redazione MtbCult in Storie il 23 Mar 2016

Fango e cadute alla Copa Internacional in Brasile

Fango e cadute alla Copa Internacional in Brasile
        
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I due rider statunitensi Russell Finsterwald e Todd Wells ci portano dentro la gara brasiliana Copa Internacional ad Araxá, cui hanno preso parte lo scorso 4, 5 e 6 marzo.
Entrambi testimonial Sram, ci raccontano come sono riusciti a superare le difficoltà dovute alle condizioni critiche del tracciato e anche un po’ alla sfortuna e a trarre comunque il meglio da questa esperienza.

VM

Dal momento in cui Todd Wells ed io ci siamo diretti a fare la colazione la mattina della prima prova, il cielo sembrava già minaccioso. Non ci chiedevamo se sarebbe piovuto ma quando e con quanta forza.

Eravamo ad Araxá, in Brasile, da appena due giorni per la gara Mtb Copa Internacional.
Siamo arrivati qui da Tucson, in Arizona. Le 24 ore di viaggio sono andate benissimo, come meglio non potevamo sperare. I nostri voli sono arrivati in orario, l’attrezzatura è arrivata con noi, e il nostro autista ci ha accolti non appena siamo usciti dal ritiro bagagli dell’Aeroporto di Uberlandia.

Copa Internacional

Copa Internacional

Perché andare fino in Brasile per una gara?
Beh, per me, la gara era un’occasione per assicurarmi punti UCI aggiuntivi necessari per migliorare il mio posto di partenza alla prima gara di Coppa del Mondo della stagione. Per Todd, la gara è stata l’opportunità di testarsi in corsa e vedere una nuova parte del mondo.

La gara ha la qualifica SHC, che solo una manciata di altre gare nel mondo condividono (come ad esempio la Cape Epic e la Cyprus Sunshine). Questo ha portato qui molti big provenienti da tutto il mondo – la maggior parte alla ricerca di punti UCI per la qualificazione olimpica.

Araxá, la città ospitante, si trova 500 km a nord ovest di San Paolo e ha visto arrivare quasi 30.000 persone tra piloti, team e spettatori, tanto che tutte le strutture ricettive erano al completo.

Copa Internacional

Copa Internacional

La prima prova consisteva in un giro a cronometro della pista di cross country. Ho iniziato la ricognizione intorno all’1,30, sotto nuvoloni che parevano doversi scatenare da un momento all’altro.
So che gli orari sudamericani possono essere un po’ imprevedibili e infatti mi è stato detto che l’orario di partenza sarebbe stato entro 40 minuti, cioè tra le 2,30 e le 3 ma più probabilmente intorno alle 2,50. Non propriamente un orario svizzero…

Proprio quando sono partite le ultime donne, una pioggerellina leggera è cominciata a venire giù, ed è rapidamente progredita quando sono partiti i primi uomini per diventare in breve un vero acquazzone.
Ho dovuto affrontare un percorso completamente diverso rispetto a quello che avevo provato prima… fiumi d’acqua che scorrevano lungo la pista, fango dappertutto e una pioggia costante hanno reso le cose sicuramente interessanti, per non dire altro.
Todd e io in queste condizioni eravamo un po’ titubanti, ma abbiamo comunque ottenuto il 12° posto per me e 19° per lui.
Appena pulivi le biciclette già dovevi rifarlo da capo.
Non c’era una sola parte delle bici o di noi stessi non coperta di fango.

Copa Internacional

La seconda prova è iniziata presto la mattina dopo con la qualificazione per la short track. Todd ed io, non so bene come, siamo arrivati 4° e 5° e ci siamo qualificati per la finale.
Le finali della Short Track maschile si sono svolte dopo la gara femminile, quindi abbiamo avuto più di un’ora di attesa.
Era quasi l’ora di pranzo per me piuttosto che l’ora di gareggiare!
La finale di Short Track è durata più di 40 minuti ed è stata una sofferenza per noi visto che negli Stati Uniti siamo abituati a una durata di circa 25 minuti.

Copa Internacional

La short track la mattina presto ha significato andare a letto presto la sera prima della prova di cross country. Fortunatamente, non dovevamo gareggiare prima delle 2 di pomeriggio così abbiamo potuto farci una bella dormita.
Facendo un giro la mattina, già era impressionante vedere quanta gente era arrivata per assistere alla gara. C’erano macchine parcheggiate lungo la strada intorno al luogo di gara per diversi chilometri.

Copa Internacional

Copa Internacional

La terza prova era l’ultima, ed entrambi Todd e io avevamo grandi speranze di arrivare nella top 10. Dopo trenta secondi di gara, però, questa speranza è stata rapidamente spazzata via, quando mi sono scontrato con un altro rider in gara. Non è certo l’ideale.

Mi sono rialzato e ho cercato di raddrizzare la bici – compito non facile quando hai intorno a te altri 70 piloti che lottano per arrivare primi.
Mi sono ritrovato ultimo.
Così ho raggiunto la zona tech, raddrizzato ancora una volta il manubrio, stretto i bulloni e ho iniziato la missione del giorno di superare il maggior numero di persone possibile.

Non è mai l’ideale dover rincorrere in gara ma hai una grande spinta motivazionale quando riesci a superare parecchie persone.
Al penultimo giro ho visto Todd nell’area tech per un cambio ruota: era in ottava posizione quando è caduto.
Io ho recuperato fino al 23° posto, superando circa 70 concorrenti.

Copa Internacional

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Todd e io abbiamo conluso la gara rispettivamente 17° e 18°.
Che non è come avremmo sperato, ma c’erano anche alcuni aspetti positivi: ho segnato una discreta quantità di punti UCI, abbiamo conosciuto alcuni nuovi amici, e abbiamo avuto modo di vedere un posto nuovo e affascinante.
Ho sempre desiderato vedere il Sud America, e visitare il Brasile per la prima volta mi ha confermato che è unico e meraviglioso. Il cibo, la gente e la cultura sono tutte cose che mi attirano.
Speriamo di riuscire a fare un altro paio di viaggi in Sud America quest’anno. I Pan Ams sono in Argentina ad aprile e le Olimpiadi a Rio de Janeiro il prossimo agosto.
Per ora, si torna a Tucson al lavoro.
La stagione è in corso e non potrei essere più elettrizzato per le gare a venire.

(Foto: Russell Finsterwald, Alemao Silva, Marcos Ferreira)

        
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