Sono tornato in sella alla mia vecchia e-Mtb e...

Francesco Savona
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Sono tornato in sella alla mia vecchia e-Mtb e...

Francesco Savona
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È una di quelle giornate che promettono avventure, il sole splende alto nel cielo e l’aria tersa, della primavera appena entrata, mi accarezza il viso.
Dopo una stagione invernale passata a testare le nuove e-Mtb, finalmente sono tornato in sella alla mia vecchia e-Mtb.
In particolare si tratta di una light e-Mtb, una Specialized Turbo Levo SL, del 2020 (qui i dettagli), che avevo accantonato in garage da cinque mesi (foto in basso).

sono tornato in sella alla mia vecchia e-Mtb

Una light e-Mtb che nel corso di questi anni ho "upgradato" con componentistica robusta, per supportare gli strapazzi dei percorsi tecnici da enduro che amo percorrere.
Quindi, escursione da 150 mm su entrambi gli assi, ammortizzatore Öhlins TTX22 Air e forcella Fox Factory con steli da 36 mm di diametro (l'originale montava una Fox 34), due dischi da 203 mm (al posteriore, di serie, era da 180 mm) e robusti pneumatici Maxxis con carcassa DD, con "salsicciotto" al posteriore, per un peso di poco inferiore ai 19 Kg, con pedali e gomme tubeless.

sono tornato in sella alla mia vecchia e-Mtb
Poco meno di 19 Kg per la mia Specialized Turbo Levo SL, con motore da 35 Nm e batteria da 320 Wh

La curiosità di tornare sulla "mia bici" e, perché no, un pizzico di nostalgia (acceso anche dall'ultimo video di Simone Lanciotti su questo argomento), mi spingono a indossare il casco e a prepararmi per una giornata di guida che, a mia insaputa, si rivelerà un viaggio nel tempo.
Un vero ritorno al passato!
Salendo in sella alla mia light e-Mtb (foto in basso), noto subito il peso contenuto: 19 Kg contro i circa 23-25 Kg delle recenti e-Mtb da enduro.

Sebbene la differenza di peso sia immediatamente percepibile così come anche il ridotto livello di assistenza fornito dal motore (i suoi 35 Nm, oggi, richiedono un'attenta scelta dei percorsi...), non sono però queste cose a colpirmi di più.
Le geometrie della mia bici, fino a pochi anni fa all’avanguardia, ora mi sembrano antiquate.
Basta guardare il tubo superiore: praticamente orizzontale, rispetto a quello super sloping degli ultimi modelli (foto in basso), un espediente tecnico pensato per abbassare il baricentro (e migliorare, quindi, agilità e maneggevolezza), ma anche per consentire un inserimento più profondo del reggisella telescopico (e permettergli quindi escursioni superiori).

Sono tornato in sella alla mia vecchia e-Mtb e...

Al primo colpo di pedale, capisco di aver sottovalutato quanto mi sia abituato alle moderne geometrie delle ultime e-Mtb.
Il tubo piantone, in taglia L della mia Turbo Levo SL, è da 74,7°, l'angolo sterzo è un po' "chiuso" (66°) e il reach "corto" (455 mm).
Insomma, la posizione di guida non è così aperta e confortevole come quella trovata sulle mie recenti compagne di avventura (in basso, la nuova Focus Sam2), dove mediamente troviamo tubi piantone più verticali (77° e rotti), angoli sterzo molto aperti (64°) e reach attorno ai 470 mm.
Numeri, quest'ultimi, in grado di mettere chiunque a proprio agio anche sui percorsi più impegnativi!
Per non parlare dello stack contenuto a 633 mm.

FOCUS MY25 SAM2 Press Ride Camp Francesco Savona5

Mentre scendo lungo il sentiero con la mia Specialized, cerco di mantenere un buon ritmo, ma il confronto con le moderne e-Mtb diventa inevitabile.
Queste ultime, con le loro geometrie aggressive e il baricentro più basso, si sono trasformate in un’estensione di me stesso: ogni curva è fluida, ogni discesa una danza.
Le sospensioni sono perfettamente tarate per assorbire le asperità del terreno, rendendo ogni ostacolo una piccola sfida da superare con eleganza.
Insomma, caratteristiche che mi hanno permesso di affrontare i trail con una stabilità e una fiducia sorprendenti, anche nelle situazioni più tecniche.
In sella a quelle bici mi sono sentito invincibile, capace di affrontare qualsiasi sfida.

Dopo pochi minuti con la "mia cara vecchia" e-Mtb, invece, la sensazione è completamente diversa.
Ogni curva, nonostante il peso decisamente inferiore, richiede "uno sforzo" maggiore. Devo piegarmi in avanti, cercando di contrastare la tendenza della bici a scivolare.
Le geometrie più conservative non incoraggiano la guida "cattiva" sui trail; anzi, ogni movimento sembra portarmi in una direzione diversa da quella desiderata.
La bici reagisce in modo più lento, e mi ritrovo a fare i conti con un bilanciamento dei pesi non sempre ottimale, mentre i pensieri si affollano nella mia testa.

Ecco cosa si intende per vecchia scuola”, penso.
E parliamo di un prodotto comunque ancora valido tutt'oggi, arrivato sul mercato "solo" cinque anni fa.
E' incredibile quante cose siano cambiate in soli 5 anni in campo e-Mtb...

sono tornato in sella alla mia vecchia e-Mtb

Le discese, che con le nuove affronto con sicurezza, ora sembrano un terreno... minato.
La ridotta stabilità nella parte anteriore della bici richiede una maggiore attenzione.
Ogni radice, ogni sasso che emerge dal terreno, diventa una piccola insidia.

Perché non è più facile come una volta?”, mi chiedo, mentre tento di mantenere il controllo.

La leggerezza della bici non è sufficiente a compensare un'impostazione in sella vecchio stile; anzi, sembra che ogni grammo risparmiato abbia un costo in termini di prestazioni, divertimento e stabilità sul terreno.

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Poco meno di 25 Kg per la nuova Scott Patron e-Ride 2025

In 5 anni è cambiato tutto

Durante questa uscita, ho riflettuto su quanto sia cambiata la tecnologia delle e-Mtb negli ultimi anni, ma anche concetti come bilanciamento dei pesi e facilità di guida.
Le moderne e-Mtb sono progettate per adattarsi al biker e al terreno, per offrire un’esperienza di guida che esalti la confidenza di guida, nonostante i pesi, in molti casi, non siano contenuti (foto in alto).
Le geometrie più aperte e più basse, la posizione del biker più centrale, insieme a un baricentro ottimizzato, rendono più facili anche i percorsi più impegnativi.
Poi c'è il tema motori motori elettrici: non solo più potenza, ma anche erogazione più fluida, predittiva e più rapida.
Un altro mondo, in soli 5 anni.

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L'integrazione tra motore e telaio nelle moderne e-Mtb ha raggiunto un livello sopraffino

Finito il giro, con il sudore che scorre ancora sulla fronte e la fatica nelle gambe, mi rendo conto di quanto io sia diventato dipendente dalle innovazioni presenti sulle moderne e-Mtb.
Certo, la mia cara vecchia light e-Mtb ha un fascino nostalgico tutto suo, un legame con i miei primi approcci al mondo dell'elettrico, ma non posso negare che le nuove geometrie e le nuove tecnologie abbiano rivoluzionato il modo di vivere la mountain bike, nonostante l'aumento generalizzato dei pesi: giocosità e facilità di guida, adesso, sono alla portata di un numero maggiore di appassionati.

In conclusione...

Sono tornato in sella alla mia vecchia e-Mtb e questo mi ha definitivamente fatto comprendere che la mountain bike è in continua evoluzione.
Ovvio, direte, ma aggiungo che se prima il peso era una discriminante fondamentale nel giudicare una e-Mtb, oggi non è tutto.
Nonostante la prima voce che si guarda nella scheda tecnica di un nuovo modello, oltre alla capacità della batteria, sia il dato della bilancia, mi sono ricreduto anche io.
Il peso oggi conta fino a un certo punto, il bilanciamento dei pesi invece è tutto, ed è ciò che fa la differenza nella guida di una moderna e-Mtb.
Molto più del peso.
Mentre ripongo la mia e-Mtb nel garage, so già che domani continuerò a testare nuove soluzioni tecniche, sempre più performanti, sempre più moderne, con la promessa di divertimento e prestazioni sempre migliori.
Insomma, ci aspetta un futuro davvero emozionante.

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Sull'autore
Francesco Savona

Mi affascina il mondo delle e-bike, soprattutto quello legato alle bici da trail e da enduro, specialità nella quale ho corso per qualche anno, quando ancora l'elettrico non esisteva. Ma sono anche un amante dei lunghissimi giri alpini, per intenderci quelli epici, da bici in spalla... Ho anche un trascorso professionale ventennale nell'ambito editoriale delle moto

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