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Una gara di enduro in California vista con gli occhi di un italiano, Luca Colasanto, che si è trasferito per lavoro a San Diego.
E ha portato ovviamente con sé la sua bici.
Luca proviene dal mondo enduro italiano e ha voluto fare una full immersion in quello californiano a Fontana, in occasione della prima tappa dell’California Enduro Series.
SL

FONTANA – Il California Enduro Series è il campionato enduro più importante dello stato, sette gare da Nord a Sud che offrono un’ampia varietà di terreni e scenari californiani.
Fontana è la location dove si svolgerà il primo round del campionato, quindi mi aspetto un’attenzione ancora maggiore da parte di media e riders per l’evento che, di fatto, inaugura la stagione agonistica 2016.
Purtroppo so di partecipare alla gara solo il giorno prima, visto il forfait dei ragazzi con cui mi ero organizzato in precedenza, ma tuttavia riesco a “scroccare” un passaggio ai ragazzi dell’Alpine Ride Shop: padre e due figli che parteciperanno con me alla gara.

california enduro series
Pronti per la partenza. Luca (primo da sinistra) insieme alla famiglia dell’Alpine Ride Shop

Mi libero in fretta e furia dal lavoro e preparo tutta l’attrezzatura per questa partenza che ormai consideravo annullata, neanche ho il tempo di preparare la bici e mi imbarco su un treno locale fino al luogo dell’appuntamento con i ragazzi dello shop.
Fontana è a due ore circa da San Diego (dove Luca vive, ndr), il viaggio fila liscio senza traffico e i ragazzi si dimostrano delle persone eccezionali, trattandomi da subito come un membro della famiglia nonostante non mi avessero mai visto fino a due ore prima.

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Verso Fontana

La sera prima della gara la sfrutto per recuperare un po’ di energie e per preparare la bici nel bagno del motel, in pieno stile americano.

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Bici pronta? Non ancora, meglio una lavata e un check veloce la sera prima.

La mattina seguente l’adrenalina inizia a farsi sentire, mi sveglio elettrizzato e pronto alla nuova esperienza che aspettavo da mesi. Mi vedo con i miei compagni di viaggio intorno alle 6:30, visto che dobbiamo ancora iscriverci ed effettuare le prove delle Speciali prima della partenza della gara.

La mia bici
La bike con cui correrò è una Specialized Stumpjumper FSR Carbon Expert 29”, una bici che rappresenta un ottimo compromesso tra pedalabilità e prestazioni in discesa.

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Ormai uso la SJ da qualche mese e ho la confidenza necessaria per affrontare una gara di questo livello. Il montaggio è quello originale per la versione Expert, ad eccezione della forcella Pike Rct3 da 150mm al posto della originale da 140mm e della piega flat Specialized S-Works da 78mm.

La location
Fontana è una località residenziale vicino Los Angeles, il centro abitato è letteralmente immerso nelle colline e a breve distanza si possono vedere montagne di altezze generose. Il terreno sembra generalmente roccioso e secco, un classico qui nella California del sud, quindi so più o meno cosa aspettarmi in termini di grip.

L’area paddock
L’area paddock è quella che mi stupisce subito una volta arrivati, sembra di essere ad una gara dell’Enduro World Series, non mancano i furgoni ufficiali Sram, Shimano, Specialized, Fox, Intense, ecc.

california enduro series

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Il motorhome dell’organizzazione è degno dei grandi eventi e i rider hanno a disposizione un’ampia area parcheggio, tutto sembra preparato al meglio per la prima tappa della stagione!

Il format
Il format di gara è leggermente diverso da quello a cui sono abituato, innanzitutto le categorie sono divise per età e per livello di abilità del rider, potendo scegliere tra: Beginner, Sport, Expert e Pro.
C’è da dire che la forbice di età è più ampia di quella italiana, quindi alla fine il numero totale delle categorie è quasi lo stesso.
Non abbiamo i tempi di trasferimento visto che non c’è neanche un ordine di partenza, c’è solo l’orario di start e di finish, entro il quale si devono completare tutte le 4 Speciali nell’ordine previsto.
Sono previsti due turni di prova e i rider dovrebbero provare esclusivamente in questi due turni, che sono il giorno prima della gara e un’ora e mezza prima dell’inizio della gara, nel nostro caso dalle 7:00 alle 8:30.
Purtroppo il tempo non è sufficiente per pedalarsi 4 Ps, quindi ne scegliamo una a caso e proviamo solo quella una volta, tanto per risvegliare i muscoli e per capire un po’ di cosa stiamo parlando.
La speciale che scegliamo è la prima che affronteremo in gara, in classico stile californiano, ovvero veloce e flow, ma con improvvisi tratti molto ripidi e rocciosi, in stile Dh, e un lunghissimo tratto pedalato in piano che porta alla parte finale, ovvero una specie di pumptrack fino all’arrivo.

I trasferimenti
Dopo un minimo di recupero siamo finalmente pronti alla partenza, tabelle attaccate e casco allacciato (non è obbligatorio l’integrale) ci dirigiamo verso la prima PS.

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Il gruppone si avvia verso lo start, la prima risalita è essenzialmente su asfalto e con una pendenza non troppo impegnativa. Dopo venti minuti circa siamo alla partenza e ci mettiamo in fila aspettando il nostro turno.

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Prima dello start della Ps

La gara
Classico conto alla rovescia e mi butto nella prima speciale, l’unica che ho provato, pedalo subito forte e cerco di ricordare il sentiero, il primo tratto è impegnativo e veloce, con il terreno secco e pronto a tradirti da un momento all’altro.
Sento la bici che risponde bene, le sospensioni si dimostrano subito tarate “giuste” per il tipo di trail e riesco a sfruttare la maggior parte delle linee veloci.
Certo, non aver provato a sufficienza mi fa perdere l’occasione di piccoli taglii di cui mi accorgo solamente dopo essere passato.

Il tratto pedalato verso la fine della Speciale è devastante, lungo che sembra non finire mai, per poi buttarsi in una sezione ritmica con salti e sponde fino all’arrivo.
La seconda Speciale è completamente al buio, non so minimamente cosa aspettarmi, parto cercando di allungare lo sguardo verso quello che mi aspetta, fortunatamente non c’è neanche un albero e riesco a vedere abbastanza oltre la mia ruota anteriore.
Proprio quando sento di avere il feeling giusto perdo l’anteriore in un tratto mezzacosta e finisco per terra, non ci metto tanto e recuperare la bici e risalire in sella, riparto sperando di non aver perso troppo tempo inconsapevole che verso la fine della Speciale mi aspetta un lunghissimo rilancio con tanto di strappo su ghiaia, una vera tortura.

california enduro series

Finisco la seconda Ps con il cuore in gola e le gambe che fanno male, quindi decido di prendermi una ventina di minuti di pausa per mangiare qualcosa e poi ripartire.
La quarta Speciale è la più semplice tecnicamente, senza particolari strappi ma con una pendenza tale che ti costringe sempre a stare sui pedali e spingere, un continuo rilancio e un’infinità di curve strette, ma niente di realmente impegnativo dal punto di vista della guida.

L’ultimo trasferimento è caratterizzato dal caldo, la temperatura dalla mattina è aumentata notevolmente e pedalare con l’integrale non è cosa facile, il tratto che collega allo start è corto ma arrivo in cima veramente accaldato, quindi preferisco aspettare un po’ prima della partenza.
So che è l’ultima Ps quindi devo essere il più pulito possibile per non buttare tutto il buono fatto precedentemente, si inizia subito con un tratto pedalato che aumenta sempre più la pendenza fino a diventare una vera e propria salita.
Successivamente la Speciale è caratterizzata da lunghi rettilinei che portano a diversi tornanti molto segnati, in cui bisogna scegliere con attenzione la traiettoria per non rimanere incastrati e perdere tempo, trovo un paio di punti particolarmente rocciosi e inaspettati che supero con qualche sbavatura, ma nel complesso guido bene e spingo forte sull’ultimo allungo pedalato in discesa che porta al traguardo finale.

Conclusione
Al mio ritorno al paddock mi aspettano bibite fresche messe a disposizione dal grande Tony dell’Alpine Ride Shop, piccola sosta al venditore ambulante di tacos e mi metto bello tranquillo ad aspettare i risultati.

california enduro series
Uno sguardo ai risultati e…
california enduro series
…ecco la sorpresa: 3º assoluto nella categoria Sport.

Incredibile vedere la quantità di ragazzi e di donne che hanno partecipato alla gara, il più piccolo ha 12 anni e si è sparato tutta la gara.
Il dislivello complessivo è basso per noi italiani, chiudo la gara con poco meno di 700 metri di dislivello, ma vi assicuro che durante le Speciali da pedalare ce n’era eccome!
Al momento delle classifiche arriva la sorpresa, terzo nella categoria Sport!
La guida attenta e senza strafare ha pagato, ho spinto tanto dove c’era da pedalare e ho amministrato nel tecnico.
Un risultato che dà morale per le prossime competizioni, si ritorna a casa consapevole di dove bisogna lavorare e delle mie possibilità, proverò a cambiare categoria per mischiare le carte in tavola e vedere che succede, alla prossima gara qui in California!