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Perché la Capoliveri Legend Cup piace così tanto?
Quest’anno siamo partiti anche noi alla volta dell’Isola d’Elba, per partecipare al Campionato Italiano Marathon e per raccontarvi le sensazioni e le emozioni della gara, ma anche per mostrarvi i fantastici scenari che regala quel posto.
Iniziamo subito con un video-racconto del nostro weekend: preparativi, alimentazione, riscaldamento, gara e post-gara.
Alle 20:30 del 13 ottobre… Premete play!

Ora, però, torniamo alla domanda iniziale: perché la Capoliveri Legend Cup piace così tanto?
Perché la marathon dell’Isola d’Elba è un appuntamento fisso di tantissimi bikers, siano essi atleti di alto livello oppure semplici appassionati senza velleità di classifica?
Bene, dopo aver vissuto l’evento dall’interno abbiamo trovato diverse risposte…

Capoliveri Legend Cup



Perché il posto è fantastico
Panorami da cartolina, clima estivo anche ad ottobre, percorso che si affaccia quasi sempre sul mare.
Non ci sarebbe bisogno di dire molto altro, al vero appassionato spesso bastano ed avanzano queste caratteristiche per innamorarsi di un evento, ma come se non bastasse, la Capoliveri Legend Cup è ancora più bella perché…

Capoliveri Legend Cup
Foto: Sportograf
Foto: Sportograf

Perché è vera Mtb
Pochi sterrati scorrevoli, sono ridotti all’osso.
Molti single track, in salita e in discesa.
Fondo ottimo anche se piove, quindi super divertente in tutte le situazioni.
Insomma, la Capoliveri Legend Cup è vera Mtb, potremmo paragonarla alla Roc d’Azur, come genere di percorso, anche se come paesaggi la gara dell’Elba è ancora più spettacolare e forse più alla portata di tutti (la Roc in alcuni punti è davvero al limite dell’enduro).

Capoliveri Legend Cup

Capoliveri Legend Cup

Perché è dura per quanto è bella
Sì, il biker è sempre un po’ “masochista”.
Portare a termine gare durissime è sempre motivo di orgoglio, un trofeo immaginario da mostrare agli amici, un ricordo da portare con sé negli anni, uno stimolo per fare meglio in futuro…
La Capoliveri Legend Cup è uno di questi eventi, perché anche se il chilometraggio potrebbe ingannare (80 km) c’è da fare i conti con 2900 metri di dislivello, che si affrontano senza un attimo di respiro, con salire e discese in successione, quasi sempre ripide e spesso anche tecniche.
Insomma, non è così banale portarla a termine senza crampi o vistosi cali nel finale, infatti ogni anno miete parecchie vittime, anche illustri.
Però… Però ragazzi, a noi piace soffrire, c’è poco da fare.
E la sfida contro sé stessi è sempre eccitante.

Capoliveri Legend Cup
Daniele Mensi in preda ai crampi negli ultimi 5 km. Stava lottando per la maglia tricolore…

Perché è organizzata come si deve
Maurizio Melis ci mette il cuore, così come tutti i suoi collaboratori.
Ogni dettaglio, dall’area ospitality alla zona partenza-arrivo, al percorso, ai ristori, al personale sanitario… Insomma, tutto è curato alla perfezione.
Quest’anno c’è stato un inconveniente sul percorso in occasione del test event mondiale, ma siamo sicuri che allo staff servirà da lezione per il prossimo anno. Nulla di così grave…
Per il resto, è difficile trovare una pecca all’organizzazione della Capoliveri Legend Cup e anche quest’anno, che il problema Covid ha complicato la situazione, Melis & Co hanno gestito il tutto nel migliore dei modi. E’ stata davvero la prova del nove…

Perché l’ospitalità è super
A prescindere dalla gara, ci è piaciuto come i residenti dell’Elba siano ospitali e sorridenti con i visitatori. Hotel, bar, ristoranti e attività commerciali sanno come trattare i turisti ed ovviamente questo incide nella riuscita dell’evento nel suo complesso.
Spesso la gara è una “scusa” per fuggire un paio di giorni dalla realtà, svagarsi, visitare posti nuovi e con questi presupposti scegliere la meta desiderata è ancora più semplice.

Il “Muro della Leggenda” all’interno del paese è sempre un’attrazione anche per gli abitanti. Foto: Sportograf
Daniele Concordia in azione sul Muro della Leggenda. Foto: Aurora Bandinelli

Perché è un “piccolo grande evento”
Uno dei punti di forza, a nostro avviso, è il fatto che Capoliveri è un piccolo paese e tutto si concentra in pochi chilometri, anche il percorso.
L’evento non è dispersivo, questo permette di vivere il weekend con meno stress, provando parte del percorso senza difficoltà, prendere un gelato e tornare in hotel in bici. E magari incontrando i professionisti a spasso per il centro storico, fare foto, due chiacchiere…
Potrebbe sembrare banale, ma anche questo può incidere nella riuscita di un evento di questo tipo.

Perché non è solo una gara…
Tutti i punti trattati finora portano ad una conclusione: la Capoliveri Legend Cup è molto di più che una semplice gara.
E’ un appuntamento fisso per molti, un evento in cui non si può mancare, un momento di svago e un’occasione per portare con sé la famiglia, gli amici o chiunque altro con cui condividere un weekend di sport in un posto favoloso.

Capoliveri Legend Cup

Insomma, torneremo sicuramente a Capoliveri, forse proprio per il mondiale marathon del prossimo anno, ma speriamo anche prima, magari per girare sui sentieri con più tranquillità.
Chissà…

P.S: Perché, secondo voi, la Capoliveri Legend Cup piace così tanto?
Se volete aggiungere qualche considerazione, commentate sotto all’articolo.

Qui il test in gara della RDR Ares Xtreme:

VIDEO TEST – In gara alla Capoliveri Legend Cup con la RDR Ares Xtreme

Qui la cronaca e i risultati del Campionato Italiano Marathon 2020:

Campionato italiano marathon 2020: Porro (bis) e Gaddoni alla Capoliveri

Qui tutti gli altri articoli sulla Capoliveri Legend Cup.

Per altre informazioni CapoliveriLegendCup.it

Daniele Concordia

Ciao, mi chiamo Daniele Concordia e sono nato nel fuoristrada! La Mtb e il motocross sono le mie passioni più grandi, amo l'adrenalina, la fatica e le sensazioni che regala lo sterrato in tutte le sue forme. Ho corso tanti anni in mountain bike, tra Xc e Granfondo nelle categorie agonistiche, ma prima di tutto sono un amante del mezzo e della tecnica in generale. Dal 2012, dopo aver ottenuto la Laurea in Scienze Motorie allo IUSM di Roma, ho avuto la fortuna di fare della mia passione il mio lavoro, non solo come biker, ma anche come intermediario tra aziende, atleti e lettori. Seguitemi su Mtb Cult, qui sotto potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Daniele Concordia