Forcella da Mtb: il diametro degli steli fa realmente la differenza?

Daniele Concordia
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Forcella da Mtb: il diametro degli steli fa realmente la differenza?

Daniele Concordia
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Il diametro degli steli è il parametro che si prende maggiormente in considerazione al momento dell'acquisto di una forcella da Mtb, insieme alla sua escursione.
Con il passare degli anni, gli steli tendono ad essere sempre più grandi in tutte le specialità, con l'obiettivo di rendere le forcelle sempre più rigide e quindi più precise.

Ma è davvero così importante il diametro degli steli?
Quali sono gli altri fattori che influenzano la rigidezza di una forcella da Mtb?
E soprattutto, di quanta rigidezza abbiamo bisogno realmente?

Proviamo a fare chiarezza, rispondendo a queste (ed altre) domande e approfondendo il discorso.

Diametro degli steli e rigidezza della forcella

La rigidezza torsionale e laterale di una forcella è fortemente influenzata dal diametro degli steli per questi motivi:

- Maggiore diametro = maggiore sezione resistente: le forze laterali e torsionali che agiscono sulla forcella (ad esempio in curva o su impatti asimmetrici) vengono meglio contrastate da un tubo con diametro maggiore.
- Momento d’inerzia più alto: nella meccanica dei materiali, la resistenza alla flessione di un tubo è proporzionale al momento d’inerzia, che aumenta esponenzialmente con il diametro.
- Meno flessioni = maggiore precisione: se la forcella flette meno lateralmente o in torsione, la ruota segue meglio la linea impostata dal manubrio, migliorando la precisione e la confidenza.

Se dovessimo prendere in considerazione solo le leggi della fisica e della meccanica non avremmo dubbi: più gli steli sono grandi, più la forcella è rigida.
Ma in realtà, quando si parla delle prestazioni di una forcella da Mtb entrano in ballo anche altre dinamiche e altre caratteristiche che potrebbero renderla più o meno rigida, quindi anche più o meno precisa e piacevole da utilizzare.



Rigidezza della forcella: gli altri fattori fondamentali

Oltre al diametro degli steli, entrano in gioco altri dettagli tecnici, che spesso vengono sottovalutati.

1) Tipo di costruzione (mono o doppia piastra): ovviamente, le forcelle a doppia piastra sono molto più rigide grazie ai due punti di ancoraggio con lo sterzo. Quelle mono piastra sono più leggere ma meno rigide.

2) Materiali: l'alluminio, il magnesio o il carbonio possono offrire diverse caratteristiche di rigidezza e peso. Anche il trattamento termico o l’utilizzo di leghe particolari può influire.

3) Tecnica costruttiva: due forcelle realizzate con gli stessi materiali e con gli steli dello stesso diametro possono essere più o meno rigide, perché diverse in termini di design e tecnica costruttiva. Esistono delle lavorazioni particolari (tipo rinforzi o nervature sulla testa della forcella), che possono cambiare il comportamento di un materiale quando sottoposto a torsioni e vibrazioni.

Le tecnologie moderne permettono di simulare queste sollecitazioni in fase di progettazione per realizzare un prodotto finito più performante.

4) Forma e spessore dei foderi: i materiali e la tecnica costruttiva dei foderi possono cambiare la rigidezza laterale/torsionale della forcella stessa.

5) Sovrapposizione delle boccole: è un dettaglio molto sottovalutato, ma a mio avviso fondamentale per la rigidezza e la precisione di una forcella, soprattutto di quelle mono piastra. Per capire il motivo bisogna spiegare come funziona una forcella.
Le boccole sono manicotti rivestiti in Teflon inseriti all'interno dei foderi, dentro ai quali scorrono gli steli. Solitamente ci sono due boccole in ogni fodero, per un totale di quattro in una forcella.

La sovrapposizione delle boccole sarebbe la distanza tra le boccole superiori e inferiori in ogni fodero: più le boccole sono distanti, più la forcella è in grado di sopportare i carichi generati dalla guida sui sentieri sconnessi e quindi le flessioni esercitate sulla struttura.
Nel complesso, una maggiore sovrapposizione delle boccole rende la forcella più rigida, scorrevole e precisa.

diametro degli steli
Qui, invece, le boccole della forcella DT Swiss F232 One

Recentemente, FOX ha lavorato su questo dettaglio con la nuova 34 SL, ma anche sulle nuove 36 e 36 SL.
Per lo stesso motivo, alcune forcelle (come la Bright Racing Shox a steli rovesciati) sono dotate di un sistema di scorrimento con boccole mobili, grazie al quale la distanza tra di esse aumenta mentre la forcella affonda, migliorando la rigidezza, la scorrevolezza e quindi anche il feeling di guida.

6) Lunghezza e inserimento degli steli: più gli steli sono lunghi (forcelle con escursione abbondante), minore è la rigidezza della forcella. Ma allo stesso tempo, un'ampia superficie di contatto tra steli e foderi rende la struttura più rigida. Quindi, più che la lunghezza degli steli visibile dall'esterno, conta il loro inserimento all'interno dei foderi in rapporto all'escursione totale.
Su alcune forcelle da Xc, le aziende tagliano al minimo i foderi per ridurre il peso generale, ma ciò potrebbe causare un'elevata flessione in senso antero-posteriore, soprattutto se il rider è pesante e/o guida in modo aggressivo.
Questo aspetto è strettamente collegato alla sovrapposizione delle boccole, perché la distanza tra di esse è calcolata anche in base all'inserimento degli steli.

7) Tolleranze: un fattore legato anche alla scorrevolezza della forcella, che in parte può influenzare anche la sua rigidezza, insieme alla precisione.
Non è raro trovare delle forcelle prodotte in serie con tolleranze esagerate (soprattutto sul lato aria), che creano vibrazioni e sbacchettamenti. O, al contrario, con tolleranze troppo precise che non fanno scivolare bene gli steli nei foderi. Come sempre, serve il giusto compromesso.

diametro degli steli
Quelle di colore bianco (rivestimento in teflon) sono le boccole. Una tolleranza sbagliata può incidere sulle performance della forcella.

8) Perno ruota: un asse passante da 15 o 20 mm è molto più rigido rispetto a uno quick release da 9 mm. Il bloccaggio dell’asse (come i Boost da 110 mm o i sistemi Torque Cap di RockShox) può aumentare la superficie di contatto e migliorare ulteriormente la rigidezza.

9) Offset (o rake): questo dettaglio non è legato direttamente alla rigidezza strutturale, ma può influenzare la sensazione di precisione dello sterzo. Da questo punto di vista conta molto la relazione tra angolo di sterzo del telaio e rake della forcella.
Ne abbiamo parlato qui:

Peso e bilanciamento

Fino ad ora abbiamo parlato dei fattori “interni” alla forcella, ovvero le caratteristiche tecniche, ma ci sono anche altri fattori da prendere in considerazione quando bisogna scegliere il giusto diametro degli steli.


Innanzitutto entra in ballo il fattore peso, quello del rider ma anche quello della forcella e della bici utilizzata.
Iniziamo dal peso del rider, che ovviamente può influenzare la scelta di una forcella rispetto all'altra: un atleta leggero avrà meno bisogno di tanta rigidità sulla forcella, rispetto ad un atleta pesante.
Anche se, le capacità tecniche e quindi la velocità che si raggiunge in determinati frangenti possono portare un atleta leggero a scegliere una forcella con steli più grandi.
In ogni caso, bisogna sempre ricordare che una forcella con steli più grandi (e magari maggiore escursione) è anche più pesante e quindi diversa da manovrare, potrebbe richiedere più forza nei cambi di direzione e/o un periodo di adattamento.

E quando si parla di peso bisogna menzionare anche quello della bici, perché in fin dei conti a noi interessa avere la giusta “armonia” tra telaio e forcella, quindi il diametro degli steli e l'escursione di quest'ultima devono abbinarsi bene alle caratteristiche tecniche della bici.
Ad esempio, su una Mtb da Xc non avrebbe senso montare una forcella con steli da 38 mm, come non avrebbe senso montare su una e-Mtb da enduro una forcella da 32 o 34 mm.
Ma occhio anche a non esagerare: ad esempio, se una e-Mtb nasce con una forcella da 36 mm ed escursione da 150 mm, aumentare oltremodo il travel e il diametro degli steli non è detto che porterà dei vantaggi, anzi, potrebbe renderla più pigra e meno piacevole da guidare.
È un discorso di geometrie, ma anche bilanciamento dei pesi e capacità di portare al limite un determinato mezzo.
Come vedete, la situazione è molto soggettiva e prevale sempre il buonsenso.

Diametro degli steli: è importante, ma...

Il diametro degli steli è un parametro da prendere in considerazione, ma non è tutto.
La rigidezza e la precisione di una forcella, soprattutto se mono piastra, è determinata da diversi fattori, che messi insieme fanno ottenere un prodotto più o meno performante e più o meno adatto alle proprie necessità.
Ad esempio, la DT Swiss F232 One è una forcella da Xc molto rigida e precisa, anche se ha degli steli con un diametro di “soli” 32 mm. Non ho fatto test in laboratorio, ma dopo averla provata in tante situazioni posso dirvi per certo che non c'è molta differenza rispetto ad una FOX 34 o ad una RockShox SID con steli da 35 mm con la stessa escursione, in termini di rigidezza e prestazioni generali.

Per quale motivo?
DT Swiss ha trovato un ottimo compromesso su materiali, tecniche costruttive, design, tolleranze e tecnologie interne, ma allo stesso tempo ha scelto di non scendere troppo con il peso della struttura portante, infatti, la F232 One è più pesante delle altre forcelle con steli da 32 mm (circa 1600 grammi).
Come detto in precedenza, quantità di materiale (quindi peso aggiuntivo) e rigidezza sono spesso correlati.

Se volete saperne di più su questa forcella, ecco il test:

Per concludere...

Il diametro degli steli è un fattore importante, ma va valutato insieme a tutti gli altri, anche in base alle necessità individuali e alla bici sulla quale andrà montata la forcella.
Un'elevata rigidezza non è sempre necessaria, mentre conta di più trovare quel compromesso che permetta di avere un mezzo preciso, ma anche “giocoso” e maneggevole.

diametro degli steli

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Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

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