In questo articolo proverò a fare una profezia: ecco dove sarà la tua Mtb fra 20 anni.
Ognuno di noi, a seconda di quanto longevo è il proprio rapporto con la Mtb, ne cambia un numero molto variabile e la domanda è: ma che fine fanno poi?
Dove andranno a finire?
Ecco dove sarà la tua Mtb fra 20 anni
Qualcuno le tiene e cambia il modo di usarle (come la Specialized Enduro nel video), qualcuno le vende, altri le regalano a figli, parenti o amici e qualcun altro ancora le butta, perché magari in pessimo stato di conservazione o irrimediabilmente danneggiate.
Quindi, le strade possibili sono davvero tante.
E mi chiedo: qual è la fine più degna che una ex bici super fiammante o, più in generale, una bici possa fare?
Finire in mano ad un altro appassionato?
Essere usata da qualcuno come mezzo di trasporto capace di migliorargli nettamente le condizioni di vita (conoscete World Bicycle Relief? merita la vostra attenzione).
Restare nel garage del primo proprietario (spesso però a prendere polvere)?
Finire in una discarica?

Di sicuro l'ultima opzione è quella meno degna, a meno che la bici in questione non sia irreversibilmente danneggiata.
Mi viene da pensare, però, che le nostre bici di oggi, pensate per il divertimento e, ammettiamolo, anche per farci sentire "alla moda", quando finisce l'innamoramento (perché magari è uscito il modello nuovo oppure è cambiato questo o quel dettaglio sulla geometria oppure chissà cos'altro) finisce anche il desiderio di usare quel mezzo per il divertimento.
E viene parcheggiato oppure venduto.

Questa non la vendo. Forse...
Ricordate quell'articolo?
Quanti di voi non l'hanno mai pensato della propria bici.
Come fosse una dichiarazione d'amore sempiterno verso un oggetto che regala grandi emozioni e soddisfazioni e ci fa sentire forti e potenti.
"No, non la venderò mai!"
Eppure...
A meno di non avere a disposizione grande spazio e di non dover vendere la propria bici per acquistare quella nuova (quanti se lo possono permettere?), le nostre amate Mtb di oggi sono destinate a diventare dei mezzi di trasporto.
Perdendo la loro finalità ludico-sportiva per diventare una semplice e comunque ancora straordinaria semplificazione per gli spostamenti.
La bicicletta torna ad essere "solo" una bicicletta.
Ma questa è una delle migliori fra le ipotesi possibili, perché incombono comunque opzioni come "oblio polveroso" e discarica.


E le bici elettriche?
Altra bella domanda.
La possibile difficoltà che posso immaginare è che una e-bike è più complicata di una bici, perché a bordo ci sono anche l'elettronica e componenti elettrici aggiuntivi.
Ovvero, altre parti soggette ad usura e rottura (che si vanno ad aggiungere alle parti meccaniche), i cui pezzi di ricambio non hanno una reperibilità incondizionata a vita.
E le batterie?
Fintanto che restano a bordo della loro e-bike e continuano ad essere utilizzate, tutto sommato non vedo problemi.

Problemi che invece potrebbero comparire se le batterie rimanessero inutilizzate (e magari anche scariche) per anni.
Sia chiaro: già oggi non mancano le competenze per gestire o rigenerare pacchi batteria malandati, ma è un dettaglio in più a cui pensare.
Da un punto di vista etico-morale tutto tornerebbe, però: la bici elettrica mi dà di più (cioè supporto alla pedalata in salita) se sono disposto io a darle un po' di attenzione in più (un numero maggiore di componenti ed elementi da tenere sotto controllo) rispetto a una bici tradizionale.
Ma questo, in tutta franchezza, è uno scenario che sto solo ipotizzando perché non abbiamo ancora evidenze.
In fondo non sono ancora passati 20 anni dalla prima Mtb elettrica, quindi bisogna aspettare ancora un po'.

Cosa possiamo fare nel frattempo?
Se è vero che il futuro dipende dall'oggi, nel frattempo, noi, che cosa possiamo fare?
Segnalo con un certo sollievo che la bike industry, dopo la legnata del post-Covid, sembra stia imparando (alcuni marchi di più, altri di meno) a gestire meglio i volumi di produzione.
Meno bici, fatte e allestite meglio e che durano più a lungo.
Questo rigore quasi da austerity, però, non so quanto a lungo durerà, perché tutto ciò che è "industry" significa "prima il profitto, poi il resto", senza troppo curarsi del futuro.
Quindi, è possibile che fra qualche tempo tutto tornerà come prima oppure (e spero tanto in questa seconda ipotesi) finirà l'era dei model year grazie all'acquisita consapevolezza che sono poche le persone disposte-capaci di cambiare la bici ogni anno (e questo non è solo un fenomeno italiano) e che le innovazioni vere non arrivano ogni 365 giorni.
Quindi, cosa possiamo fare nel frattempo?
Tenere la bici più a lungo?
Sì, può essere una strategia, ma questo presuppone che la scelta dell'eletta venga fatta con maggiore contezza, frenando un po' quell'impulsività che inevitabilmente divampa quando ci troviamo davanti a un bel giocattolone che possiamo acquistare.
Quel giocattolone, la bici, deve durare di più, quindi mettiamoci un po' più di cervello.
Adesso chiedo a voi di dire la vostra partecipando al sondaggio: due domande semplici che però dicono molto: grazie!
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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