scritto da Simone Lanciotti in Tecnica il 04 Mag 2019

VIDEO – Quella Gary Fisher di Paola Pezzo ci dice che…

VIDEO – Quella Gary Fisher di Paola Pezzo ci dice che…
        
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COMANO TERME – Quella Gary Fisher Genesis di Paola Pezzo ha fatto sognare migliaia di biker e di appassionati di sport in tutto il mondo.
Ma soprattutto, lei, Paola Pezzo, in sella a quella bici ha fatto emozionare ed esaltare noi, biker italiani, che nel 2000, alle Olimpiadi di Sidney, tifavamo per lei e speravamo nella doppietta d’oro.
Dopo i Giochi di Atlanta nel 1996, dove la Mtb fece il suo debutto fra gli sport olimpici, le aspettative su Paola Pezzo erano molto alte.
E lei, per non deluderle, si preparò alla grande, anzi, alla stra-grande.

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

E un po’ del merito di quella vittoria va anche alla bici con la quale Paola vinse quel giorno a Sidney e proprio l’altro giorno, a sorpresa, mi è capitato di incontrare lei e quella bici in un evento che vi sveleremo solo più avanti.
Per ora vi lasciamo al video nel quale è proprio lei, Paola Pezzo, a parlarci della sua bici e di quella gara di 19 anni fa.
Sulla bici, però, c’è ancora molto da dire e lo facciamo raccontandovelo nelle didascalie delle foto pubblicate più in basso.

Una delle cose che più mi ha stupito è questa Gary Fisher Genesis pesava circa 9 Kg, cioè un peso che 19 anni fa era davvero un grandissimo risultato, soprattutto se si considera che non era una vera e propria hardtail…

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Infatti troviamo un ammortizzatore ad aria Rock Shox, uno dei primissimi, con sistema Dual Air, ovvero con la camera dell’aria negativa per regolare la sensibilità di funzionamento. Questo sistema di sospensione, però, aveva solo lo scopo di alleviare la schiena di Paola Pezzo in gara, perché prima della gara di Sidney aveva avuto dei problemi con la schiena. Inoltre, posizionato in questa maniera l’ammortizzatore aveva un ruolo strutturale, cosa che lo esponeva ad un’usura precoce e lo rendeva prima del previsto inservibile.

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Anche sulla forcella Rock Shox Sid troviamo un dettaglio molto in voga in quegli anni…



Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

…ovvero il sistema Dual Air, che Rock Shox utilizzò ancora per altri 11-12 anni, poi lo sostituì con il sistema automatico attuale.

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Fa un certo effetto, o no?

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Altro dettaglio oggi sconcertante: gomme da 26″ x 2,0″

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Si tratta delle prime Hutchison Python, qui ancora con camera d’aria

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Queste gomme erano molto popolari nei primi anni 2000. E in questa foto troviamo un altro particolare stupefacente…

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

I freni V-Brake dello Shimano XTR!

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Si tratta della seconda iterazione della serie XTR che aveva ancora “solo” 9 rapporti

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Il pignone più grande aveva “solo” 34 denti e la cassetta partiva da un 12!

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Su questa bici troviamo ancora lo sporco e la terra di quel giorno a Sidney.
Paola Pezzo non ha mai voluto lavare questa bici e l’ha gelosamente custodita fino ad oggi. Un legame affettivo indissolubile!




Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Tre corone che Paola, quel giorno, non utilizzò.
Infatti si limitò ad usare solo la mediana e la più grande. La più piccola, quella da 22 denti, era per le salite più lunghe e ripide che nella gara Xc olimpica del 2000 non trovò.

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Follia pura, oggi, stringere un manubrio da circa 50 cm. Eppure nel 2000 era lo standard. Guardate quanto sono vicini i comandi del cambio fra di loro…

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Paola, per avere una presa più comoda, aveva fatto limare il comando del deragliatore, per evitare che il pollice urtasse contro di esso. Un’altra epoca per il concetto di ergonomia…

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Pedivelle da 172,5 mm: ecco un altro standard dell’epoca. La bici da strada era ancora molto vicina come ispirazione tecnica per la Mtb da gara

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Pedali Shimano SPD di seconda generazione.
La prima debuttò nel 1990, proprio in occasione dei Campionati del mondo di Durango.

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Questa foto non richiederebbe una didascalia. E’ emozione pura.
Quel 17, per il quale in molti avrebbero fatto follie per non averlo sulla propria bici, in realtà portò fortuna a Paola. E quel numero così alto sta a ricordare che Paola, nel 2000, non gareggiò molto proprio per risparmiarsi per la gara di Sidney. Motivo per cui il suo punteggio Uci non le permise di avere un pettorale con un numero più basso.

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Bar-end: una regola nel 2000. Ma qualcuno ancora li usa…

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Nel caso passasse inosservata questa bici, la decal sul tubo di sterzo ne ricorda il valore storico e sportivo

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Mozzo anteriore Shimano Dura-Ace: per risparmiare qualche grammo rispetto a quello XTR. E ovviamente non era ancora minimamente contemplata l’opzione disco…

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Una sella speciale da Selle San Marco con impunture dedicate a Paola Pezzo

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Gary Fisher…

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

…Genesis

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

Grandissima Paola Pezzo…

Quella Gary Fisher di Paola Pezzo

…e grande la Gary Fisher Genesis

Insomma, quella Gary Fisher di Paola Pezzo ci dice che sono passati 19 anni e la Mtb non si è fermata un attimo.
Non voglio destare malinconie, né parlare dei “bei tempi andati” perché non credo sia questo il punto.
Il punto semmai è sorridere, meravigliarsi e capire come eravamo e quali bici sognavamo circa 20 anni anni, ossia un paio di ere geologiche fa se parliamo di tecnologia, ma il biker, l’uomo, l’atleta è sempre lo stesso.
L’impegno, la dedizione e la passione che questo mezzo richiede, qualunque esso sia, è sempre la stessa.
La tecnologia è al nostro fianco, è un supporto, non è il fine, perché il fine per chi gareggia, lo sappiamo, è sempre lo stesso: essere davanti a tutti.
E Paola Pezzo e tutti gli atleti della sua epoca lo facevano con mezzi come questo, anche meno raffinati.
Se vogliamo è parlare di storia e questo mi dice che anche la Mtb, seppur la più giovane bici nella storia del ciclismo, inizia ad avere una storia.
Portata avanti con dignità e il solito pizzico di follia che l’ha sempre contraddistinta.
Felice di farne parte, insieme a tutti voi.

Se, come me, siete dei biker dai primi anni Novanta vi invito a mettere alla prova le vostre conoscenze tecniche e la vostra passione sulle Ruote Grasse partecipando a questo quiz…



        
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