

Vuoi fare il risultato? Non pensare al risultato!
A qualcuno di voi, questa frase potrà sembrare banale, ad altri controversa, eppure è la verità.
Scrivo questo articolo perché molto (troppo) spesso vedo amatori che hanno iniziato da poco a gareggiare, ma anche ragazzi giovani in rampa di lancio, troppo concentrati sul “fare risultato” in gara il prima possibile, ma poco appassionati a quello che stanno facendo, ovvero allenarsi, costruire il fisico, temprare la mente, diventare più forti.
Beh, mi dispiace deludervi, ma questo ragionamento non vi porterà lontani...
Ho iniziato a parlarne in questo breve video:
Come avrete capito, fare il risultato in gara non è qualcosa di immediato, soprattutto negli sport di resistenza come il ciclismo o la Mtb.
Ma quali sono i fattori limitanti?
E quali, invece, le chiavi per cambiare passo?
Approfondiamo il discorso...
La genetica
Inevitabilmente, le doti genetiche incidono sulle prestazioni, perché consentono di partire da una base più o meno alta.
Solitamente, più il livello di base è alto, prima si vedranno i miglioramenti. Ma non è automatico che questo accada, perché la situazione è molto soggettiva e bisogna valutare caso per caso.
È vero che gli atleti con un “motore” particolarmente predisposto agli sport di endurance faranno meno fatica a migliorare, ma dovranno impegnarsi lo stesso per raggiungere un livello atletico superiore.

Il tempo è denaro
E qui entra in ballo un altro fattore determinante, ovvero il tempo a disposizione: è ormai appurato che il volume di allenamento conta parecchio, soprattutto se si punta alle gare di media o lunga distanza, ma bisogna anche fare i conti con le ore che si possono dedicare alle uscite in bici, che per la maggior parte degli amatori sono limitate.
È inutile girarci intorno, chi ha più tempo a disposizione sarà avvantaggiato, ma per fortuna questo è solo uno dei tanti aspetti della performance e con un piano ben strutturato si può rimediare e ottimizzare il tempo a disposizione.

La disciplina
Le mancanze in termini di genetica si possono compensare con l'impegno, con la disciplina: basta volerlo fortemente e fare le cose come si deve.
Non è un modo di dire, capita spesso che atleti meno portati raggiungano dei risultati importanti grazie alla loro estrema dedizione, all'amore per lo sport, all'impegno che mettono ogni giorno negli allenamenti, mentre altri che sono favoriti della genetica non arrivano dove potrebbero perché non si impegnano sufficientemente.
Quindi, non guardate sempre “l'erba del vicino”, pensate a voi stessi, alle vostre potenzialità e alle vostre mancanze, dando il massimo ogni giorno: prima o poi, qualcosa di buono arriverà!

Quel bilanciamento che fa la differenza
Ma la vera differenza, a mio avviso, è data dal giusto bilanciamento tra impegno e divertimento, inteso come “piacere di allenarsi”.
Perché se è giusto essere precisi, seguire uno schema per raggiungere un determinato obiettivo, è anche sbagliato dimenticarsi di tutto il resto, perché prima o poi si finirà per odiare quello che si sta facendo.
Parlo per esperienza personale, perché ho vissuto tutto quello che vi sto raccontando e sono tornato ad amare la bici proprio dopo aver trovato quel bilanciamento di cui vi ho appena parlato.
Faccio quello che più amo, pedalare e gareggiare, ma a modo mio, con i miei metodi, i miei tempi, i miei spazi e, soprattutto, con la mente libera.

Tuttavia, c'è un fattore fondamentale che incide sulla ricerca del giusto bilanciamento, si chiama esperienza: è difficile “auto-gestirsi” se si è alle prime armi, mentre diventa più facile con il passare degli anni. Anche questo fa parte del gioco...
Questo è il mio consiglio: anche se seguite una tabella o avete un preparatore, non lasciate che il metodo travolga tutto il resto, trovate i vostri spazi quando lo ritenete opportuno, parlate con il vostro coach per trovare il giusto bilanciamento tra metodo e leggerezza mentale, che in fin dei conti è la chiave per il successo e per la felicità quotidiana.

Credi nel processo
Il fattore più determinante di tutti negli sport di endurance è la consistenza, la costanza, il fatto di tenere duro, pedalare per anni senza mollare mai.
Di “meteore” ne ho viste molte negli ultimi 25 anni, durano un paio d'anni, magari vanno pure forte, ma poi spariscono: quasi sempre, questo è sintomo di un approccio sbagliato verso lo sport agonistico, del rapporto poco sano con la bici, con le gare e con tutto ciò che gli gira intorno.

Non a caso, i biker più longevi (atleticamente parlando) sono quelli che hanno avuto più pazienza, che hanno creduto nel processo nonostante negli anni abbiano sbagliato mille volte, ricevendo ogni volta una batosta più forte.
La “resilienza” e la pazienza sono due fattori fondamentali per la crescita, non solo fisica, ma anche mentale.
È inutile allenarsi sempre più forte, se poi non abbiamo la base mentale per resistere negli anni a quegli sforzi, prima di tutto dobbiamo credere fortemente in quello che stiamo facendo, stare tranquilli ed avere pazienza, tanta pazienza...

Impara ad amare la fatica
Per fare il risultato in gara bisogna diventare degli atleti più forti.
E per diventare più forti bisogna imparare a convivere con la fatica, innamorarsi della fatica, andarla a cercare quando non c'è e gioire ogni giorno, non solo quando stiamo particolarmente bene o raggiungiamo un determinato obiettivo.
Perché soprattutto le giornate più dure, in cui ci sembra di non andare avanti, contribuiscono a renderci più forti, come atleti, ma anche come persone.
A qualcuno sembreranno frasi fatte, altri lo daranno per scontato, ma la realtà è proprio questa: se non ami follemente la fatica ancor prima del risultato, difficilmente porterai a casa qualcosa di buono.
O forse lo farai, ma nei momenti difficili mollerai prima degli altri.

Vuoi fare il risultato? Non pensare al risultato!
Il sunto è proprio questo: se vuoi fare il risultato, non pensare al risultato.
Sia chiaro, è giusto porsi degli obiettivi raggiungibili e gradualmente più ambiziosi, ma senza essere ossessionati dal risultato.
Anche perché molto spesso accade il contrario: la soddisfazioni arrivano proprio nel momento in cui non te lo aspetti...
Come ho detto molte volte, il ciclismo, in particolar modo il mondo delle competizioni non è per tutti. E da un lato è meglio così.
Se decidete di porvi degli obiettivi agonistici fatelo, perché è bellissimo, ma non abbiate fretta di migliorare: impegnatevi, godetevi il momento e siate fiduciosi.
Solo così, lo sport vi ripagherà con la giusta moneta.

Condividi con
Tags
Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
Altri Articoli
Per commentare devi essere registrato al sito. Accedi
Commenti su: Vuoi fare il risultato? Non pensare al risultato!
Articoli Simili
Iscriviti alla nostra newsletter



Ciao Daniele tutto vero quello che dici in questo articolo
Prima di tutto deve essere piacere e divertimento staccare da tutto mente libera
Poi mai guardare gli altri
Grazie 💪🏻