L'Italia della Mtb torna a gasarci. E non è un caso...

Daniele Concordia
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L'Italia della Mtb torna a gasarci. E non è un caso...

Daniele Concordia
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L'Italia della Mtb torna a gasarci, sia nell'Xc che nelle Marathon.
Dopo il mondiale di Crans Montana siamo ancora più certi di quanto gli atleti azzurri siano cresciuti. Ci è voluto del tempo, per colmare il gap generazionale e per “prendere le misure” con lo standard del cross country moderno, ma ora tra i top rider ci sono anche i nostri, stabilmente.
Tra gli Elite e non solo...

Elite Uomini: tre azzurri nei primi 8

A Crans Montana, Simone Avondetto ha conquistato la medaglia d'argento dietro al campione del Mondo Alan Hatherly e davanti a Victor Koretzky, con un'aperta nel finale che ha fatto saltare tutti sul divano.

Luca Braidot è stato un po' meno brillante, ma durante la stagione è stato il più costante, stabilmente nelle prime posizioni a dare filo da torcere agli atleti di punta. Al mondiale ha chiuso settimo, sicuramente cercava un risultato migliore, ma non è un piazzamento da buttare.

All'ottavo posto troviamo una (mezza) sorpresa, ovvero Filippo Fontana, che a Nove Mesto aveva già dimostrato di avere i numeri per stare lì davanti (chiudendo al 7° posto a Nove Mesto), ma nessuno si aspettava di rivederlo lì davanti dopo un lungo periodo di pausa causato da una frattura a tibia e perone... Grande davvero!

E come non menzionare Juri Zanotti, che al mondiale Xc ha chiuso 17°, ma è stato rallentato da una foratura mentre era a ridotto della top ten.

Guardando la classifica del mondiale elite maschile (qui sotto), le bandiere italiane e svizzere sono quelle più presenti: dopo anni di sacrifici e bocconi amari arriva un po' di gioia anche per noi.



Elite Donne: Berta il faro

L'unica italiana nella top ten del mondiale Xc Elite donne è stata Martina Berta, che ha chiuso settima dopo una stagione passata stabilmente nelle prime posizioni in Coppa del Mondo, ma senza grossi acuti.

L'atleta del Team Origine è senza dubbio il “faro” delle azzurre nella massima categoria, insieme a Chiara Teocchi, che ha dato filo da torcere alla valdostana nelle gare italiane, ma che in Coppa e ai Mondiali non è riuscita ad esprimersi al meglio.

Segue Nicole Pesse, alla sua prima vera stagione di Coppa del Mondo da Elite, che sta crescendo pian piano.

Insomma, tra le donne Elite l'Italia è meno potente ma comunque presente con ottime atlete, in attesa di un ricambio generazionale che arriverà a breve, con Valentina Corvi e altre giovani rampanti.

Qui sotto la classifica del mondiale Elite femminile:

Under 23: Valentina Corvi è una certezza

A Crans Montana, Valentina Corvi porta a casa una medaglia di bronzo nell'Xc, confermando di avere un'ottimo stato di forma e la maturità necessaria per poter salire stabilmente sul podio nelle occasioni che contano. Il futuro è nelle sue mani, ma l'atleta del Team Canyon sta crescendo con calma ed è giusto così.

Insieme a Sara Cortinovis, che al mondiale ha chiuso 20ª ma durante la stagione ha dimostrato delle grandi potenzialità, la Corvi è sicuramente l'atleta azzurra più promettente.

Tra gli U23 uomini abbiamo un Matteo Siffredi in grande crescita e un Elian Paccagnella di rientro dopo un periodo intenso, con gli esami di maturità e le gare di Coppa che lo hanno sovraccaricato di tensione e stanchezza.
Poi Giulio Peruzzo, Fabio Bassignana e altri ragazzi promettenti, che non hanno mai visto le primissime posizioni in Coppa, ma che hanno i numeri per fare bene.
Ci vuole calma, costanza e fiducia, i risultati di Braidot, Avondetto & Co lo dimostrano...

Qui sotto, le classifiche dei mondiali U23 maschili e femminili:

Junior: pochi risultati, ma ci vuole pazienza

Anche qui nessun acuto, ma dei piazzamenti da tenere in considerazione.
Con gli anni si è capito che i risultati conquistati tra gli Junior sono da prendere con le pinze: in qualche caso hanno fatto sbocciare dei grandi talenti, in altre situazioni sono stati fuochi di paglia.
A 17-18 anni, l'importante è fare esperienza, buttarsi nella mischia, allenarsi e credere nel processo, senza troppe pressioni.

Tuttavia, i piazzamenti di Giorgia Pellizzotti ed Elisa Ferri (14ª e 16ª) al mondiale di Crans Montana non sono assolutamente da buttare.
E nemmeno quelli di Ettore Fabbro e Federico Brafa (rispettivamente 14° e 25°).
Tempo al tempo, arriveranno anche loro.

Qui sotto, le classifiche dei mondiali Junior maschile e femminile:

Team Relay: Italia sempre a medaglia

Nel mondiale a staffetta, l'Italia del cross country è arrivata seconda, dietro alla Francia e davanti alla Svizzera.
Quando si parla di “squadra” non ce n'è per nessuno, i nostri atleti hanno dimostrato di saper fare gruppo e unire le proprie forze per portare a casa il massimo risultato.

L'unione e l'armonia che si crea in questi eventi in maglia azzurra, forse è proprio il punto di forza della nostra nazionale.
Okay, il mondiale Team Relay forse “vale un po' meno” in termini di prestigio, ma è pur sempre motivo di orgoglio e uno stimolo in più per dare il massimo anche nelle gare individuali.

Qui sotto, la classifica del mondiale Xc Team Relay:

Marathon: azzurri sul podio al Mondiale e all'Europeo

Parlando dei mondiali è giusto menzionare la medaglia d'argento conquistata da Samuele Porro nel Marathon, ma anche quella conquistata da Gioele De Cosmo all'europeo.
L'atleta comasco ha sfiorato l'iride per 25”, dopo una gara lunga e massacrante, dimostrando un grande stato di forma e la grinta dei giorni migliori.

Nelle lunghe distanze abbiamo diverse pedine da giocare: Andrea Siffredi e Gioele De Cosmo (secondo e terzo all'europeo), Fabian Rabensteiner,Dario Cherchi, Stefano Goria, Lorenzo e Nicholas Samparisi...

Stesso discorso tra le donne, con Sandra Mairhofer, Deborah Piana, Claudia Peretti e attenzione anche a Giorgia Marchet, crosscountrista di nascita che ultimamente sta facendo bene anche nelle Marathon.
Insomma, anche nelle lunghe distanze si vede sempre più azzurro nelle prime posizioni, non solo ai mondiali ma durante tutta la stagione.

La crescita degli atleti azzurri? Non è casuale...

Se l'Italia della Mtb andando così forte non è un caso, la crescita parte da lontano.
La nostra è sempre stata una nazione tradizionalista, per tanti anni si è lavorato in un certo modo perché “si era sempre fatto così” e si pensava che si dovesse continuare nella stessa direzione.
Ma nel bene o nel male il mondo cambia e la Mtb è cambiata tanto, soprattutto l'Xc, ma anche le Marathon.

Ad un certo punto, per fortuna, è arrivata la chiave di svolta, necessaria per poter competere ad alti livelli.
Nell'era dell'informazione, della competenza e del lavoro scientifico, i nostri atleti hanno iniziato ad allenarsi e alimentarsi in modo diverso, a lavorare in modo più professionale in bici e fuori dalla bici.
La scienza ha preso il sopravvento sullo stile di vita di tutti gli atleti: ritiri in altura, heat training, controllo del lattato, attenzione maniacale ai carboidrati ingeriti per ogni ora di allenamento o gara... Insomma, nulla si improvvisa e bisogna stare al passo coi tempi. Roba che in passato sembrava fantascienza, ora è la realtà.

Allo stesso tempo, le bici sono sempre più evolute e in un certo senso contribuiscono a “pareggiare i livelli” dei vari atleti, perché in fin dei conti è sempre più difficile fare la differenza nel tecnico: se lì davanti vanno tutti forte, in parte è anche merito delle bici e dell'attenzione maniacale ai dettagli.

Poi, ovviamente, c'è il materiale umano: se i vari Avondetto, Corvi e Braidot di turno non avessero deciso di correre in Mtb, probabilmente staremo parlando di altro.
Ecco perché, insegnare la cultura per il ciclismo e (provare a) far innamorare i giovani del nostro sport deve essere l'obiettivo principale.

Non è semplice, ne siamo coscienti, ma bisogna provarci.
In questo momento abbiamo diversi atleti con “i numeri giusti” per stare lì davanti, quindi spingiamo forte, facciamo promozione e speriamo che anche i più piccoli si gasino come noi.

Qui gli altri articoli sul cross country.

Qui gli altri articoli sulle marathon.

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Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

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