La caduta di Van der Poel a Tokyo. E il mistero della pedana "scomparsa"

Daniele Concordia
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La caduta di Van der Poel a Tokyo è stato sicuramente il fatto che sta facendo discutere di più in queste ore post gara.
Come ha fatto l'olandese a cadere?
Poteva salvarsi con un reggisella telescopico?
E' vero nei giorni di prova c'era una pedana dopo il salto, che poi è sparita?

caduta di Van der Poel a Tokyo



Guardiamo insieme il video fornito da Eurosport, poi facciamo un'analisi:

Come avrete visto, la caduta di Van der Poel a Tokyo non è stata "morbida".
Ma era evitabile?
A nostro avviso sì, se solo VDP avesse preso più in considerazione un paio di aspetti...

1) Il reggisella telescopico

La classe e la tecnica di Mathieu Van der Poel non si discute e in questo articolo non vogliamo criticarlo, non ci permetteremo mai.
Però... Se tutti i suoi avversari giunti nelle prime posizioni (eccetto Koretzky, ex rider di Bmx) hanno deciso da tempo di utilizzare il reggisella telescopico, un motivo ci sarà.
Soprattutto sul percorso di Tokyo, con rocce giganti e salti spettacolari, questo componente è servito a tutti e per lui, che ha un fuorisella abbondante, sarebbe stato prezioso.
Detto questo, osservando la dinamica, si capisce che probabilmente Van der Poel sarebbe caduto uguale, perché ha sbagliato l'impostazione iniziale (ne parliamo tra poco), ma forse un reggisella telescopico avrebbe potuto ridurre l'impatto della caduta stessa o addirittura evitarla, prendendo qualche jolly...

VDP senza telescopico ha le braccia molto tese e una posizione sacrificata
Pidcock con reggisella BMC RAD integrato nel telaio, con travel di 80 mm. Come vedete, la posizione è molto più rilassata e redditizia
Anche in queste due immagini si vede come VDP sia costretto ad arretrare molto per abbassare il baricentro e bilanciare i pesi, proprio perché ha la sella alta con parecchio svettamento. In queste situazioni basta un errore o un calo di concentrazione per finire a terra...

2) La prova tracciato

Van der Poel è arrivato a Tokyo venerdì, quasi all'ultimo momento.
Tutti gli altri erano in Giappone da circa una settimana, quindi hanno avuto modo di adattarsi meglio al fuso orario, di provare il tracciato (prima a piedi, poi in bici) e di fare tutto con estrema tranquillità.
Potrebbe, questo dettaglio, aver condizionato la gara di Van der Poel?
A nostro avviso sì, soprattutto perché l'olandese ha potuto provare meno degli altri, e con più fretta.
E calcolando che nell'ultimo periodo ha corso principalmente su strada, avrebbe dovuto prestare più attenzione degli altri alla prova percorso...

Van der Poel in prova sul percorso olimpico. Anche sui salti, la sella alta rende più difficili i movimenti...

3) Quella passerella...

Ma bisogna considerare anche un altro "misfatto", accaduto nella giornata di gara.
Nei giorni di prova, dopo il salto che ha causato la caduta di Van der Poel a Tokyo era posizionata una passerella di legno, che permetteva agli atleti di scegliere se copiarlo o saltarlo.
A quanto pare, questa passerella è stata tolta nella giornata di gara e VDP non ne era al corrente, quindi ha approcciato il salto in modo errato, convinto che quella passerella ci fosse ancora.
Lo afferma proprio lui nelle storie Insagram:

caduta di Van der Poel a Tokyo

Come è andata veramente la faccenda non sappiamo dirvelo, ma facciamo fatica a credere che gli atleti non siano stato avvertiti con largo anticipo...
Ne è la prova il fatto che tutti i suoi avversari imboccavano quella sezione nel modo giusto, prendendo parecchia velocità ed arretrando con il corpo.
Van der Poel, oltre ad impuntarsi con la ruota anteriore, è arrivato in quel punto troppo piano, confermando l'errore di valutazione.

caduta di Van der Poel a Tokyo

Per concludere, quindi, a nostro modo di vedere la caduta di Van der Poel a Tokyo si poteva evitare.
E' un peccato stare a discutere sulla gara di un campione con la "C" maiuscola, ma forse stavolta, Van der Poel ha peccato di presunzione, prendendo sotto gamba alcuni aspetti che nell'Xc moderno sono fondamentali!
Non sempre le gare si vincono con le gambe e con le azioni da "fenomeno", a volte ci vuole testa e attenzione ai minimi dettagli, sia sui componenti che su tracciato e gestione di gara.
Soprattutto in una gara "secca" come le Olimpiadi...


Tuttavia, conoscendo l'olandese, siamo sicuri che questa lezione gli servirà e alla prossima occasione saprà come rifarsi.
E la prossima occasione arriverà presto, magari già al Mondiale in Val di Sole...

Qui un articolo sull'importanza e l'utilità del reggisella telescopico nell'Xc:

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Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

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