Bello l'autunno: montagna più silenziosa, colori e odori che cambiano, temperature più rigide (ma non ancora fredde) e soprattutto sentieri più liberi.
L'autunno, diciamo da novembre in poi, è la stagione migliore, secondo me, per chi ama davvero la montagna, perché in questo momento dell'anno si percepisce il ciclo naturale.
Lo vediamo dalle foglie, dalla luce solare meno intensa, dalle temperature.
Ma in montagna, in un attimo, i colori passano dall'autunno all'inverno.
La fase del foliage è molto breve: qualche settimana.
In un attimo si passa dal bosco colorato e cangiante al bosco invernale, privo di foglie sui rami e con tappeti maestosi di foglie sul terreno.
Tutto nel giro di poche settimane.
E' la montagna che cambia pelle e la Natura che inizia un nuovo ciclo di vita.
Io, noi, con la Mtb siamo degli spettatori silenziosi e grati per questo spettacolo meraviglioso.
Non senza qualche complicazione...



Il tappeto di foglie e l'improvvisazione
Le foglie a terra nascondono quasi tutto e le tue amate traiettorie, le curve spondate e tutti i riferimenti che hai utilizzato durante l'estate (quando quelle foglie servivano per l'ombra) spariscono in un attimo.
All'improvviso un sentiero che conoscevi a occhi chiusi diventa una roba nuova, misteriosa e difficile da interpretare, perché sotto questo dorato e bellissimo tappeto di foglie c'è un terreno umido e quindi scivoloso.
E le foglie stesse non contribuiscono al grip di certo, quindi... guidare sui sentieri sottobosco in autunno diventa improvvisazione pura.
Dote di cui un biker dovrebbe essere ben dotato, a prescindere.
Sulle prime, vi confesso, è molto destabilizzante, ma poi quando inizio a trovare confidenza diventa comunque piacevole.

In sostanza si tratta di essere pronti ad un grip non sempre prevedibile delle gomme e questo mi porta ad abbassare ancora di più il busto (per dare più peso alla ruota anteriore) e il tallone esterno in curva (per dare più peso alla ruota posteriore e per abbassare il baricentro).
Quindi, rispolvero accortezze tipiche della stagione fredda, quando il grip è generalmente più basso, e mi capita più frequentemente di preferire i pedali flat ai pedali a sgancio rapido.
In ogni caso, scordatevi le velocità che fate in estate dentro al bosco...

Rami e rametti continui sospetti
Eh, sì: cadono le foglie, ma sul terreno, nel sottobosco, cadono anche rami e rametti, talvolta abilmente e casualmente nascosti dalle foglie.
Quindi, guidare su sentieri poco frequentati, se d'estate è adrenalina pura, in autunno si aggiunge anche un pizzico di terrore per quel ramo che potrebbe infilarsi dove non dovrebbe e spaccare cambio, catena, raggi e.. qui mi fermo.
Insomma, il rischio di fare danni aumenta ed è anche per questo motivo che la velocità sui sentieri pieni di foglie diminuisce.
Ah, una considerazione importante: tutti i cambi si rompono, perché per tutti, al momento, la gabbia continua ad essere l'elemento più fragile.

Per favore, non soffiatele via...
Nutro una personale avversione verso i soffiatori a motore quando utilizzati per rimuovere le foglie dai sentieri.
E' una cosa che ritengo profondamente sbagliata.
Un conto è soffiare via le foglie da un viale, da una strada asfaltata e, in generale, da una superficie costruita dall'uomo e un conto è soffiarle via dal terreno del bosco.
Quelle foglie servono.
E per come la vedo io, se sono a terra è perché c'è un motivo.
Al massimo, passandoci sopra, possiamo velocizzare il processo di sminuzzamento e decomposizione, ma toglierle con il soffiatore sole per il piacere di andare sui sentieri con più velocità lo ritengo poco etico e poco rispettoso.
La Mtb è lo strumento con il quale si affronta la natura così com'è e se non è conforme a ciò che vorremmo dobbiamo imparare ad adattarci.
In fondo, almeno per questa piccola cosa, non ci costa un grande sforzo.


Fa più freddo, ma non è ancora inverno
Le stagioni di mezzo sono quelle in cui è più facile sbagliare vestiario e rovinare il piacere di un'uscita.
Da anni faccio così: se salgo su pedalando metto nello zaino (che porto sempre con me quando vado in montagna perché ha una capacità di carico maggiore rispetto al marsupio) una maglia intima di ricambio e una giacca anti-vento o una giacca termica, in base alla temperatura.
Se salgo su in macchina, parto con un vestiario un po' più protettivo, ma metto comunque una maglia intima nello zaino.
Altro punto importante: se esco con una e-Mtb è più probabile che abbia bisogno di maggiore protezione termica rispetto ad un'uscita in Mtb, ma dipende anche da quanto siamo allenati e da quale livello di assistenza chiediamo al motore.


Rifugi chiusi? E' possibile
La montagna si svuota, o quasi, soprattutto durante la settimana, quindi non contate a occhi chiusi su bar, ristoranti e rifugi aperti di mercoledì.
Meglio telefonare prima oppure partire con tutto il necessario alimentare per l'uscita.
Io, nelle uscite di mercoledì d'autunno, porto barrette e gel con me per stare tranquillo.


La Mtb in montagna in autunno è uno spettacolo
Nonostante le difficoltà e le accortezze necessarie (la montagna non tollera improvvisazione) la Mtb in montagna in autunno è uno spettacolo vero.
Il mese di novembre, cioè il mese in cui melatonina, serotonina, metabolismo energetico cambiano nel nostro corpo, è un momento di pausa e di rallentamento fisiologico, ma i giri in Mtb ben riusciti riescono comunque a darci un picco di entusiasmo che fa solo bene.
Ed è qualcosa che portiamo dentro per tutta la settimana lavorativa come un boost per i momenti più difficili e stressanti.
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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