

Se ami la Mtb, l'estate è il momento migliore per esplorare la montagna.
O anche solo percorrere delle rotte ben note, ma che sono senza copertura telefonica.
Quindi, quando il telefono non prende si possono mandare messaggi via satellite?
Basta il proprio smartphone oppure serve uno strumento dedicato come il Garmin inReach?
In questo articolo facciamo chiarezza ed entriamo anche nel dettaglio dei possibili sviluppi futuri in campo delle comunicazioni via satellite, facendo il punto su cosa è effettivamente possibile fare oggi.
Apple, Google, Starlink e gli operatori telefonici stanno investendo ingenti risorse per portare la comunicazione satellitare direttamente sugli smartphone.
Dalle emergenze alla comunicazione quotidiana
La comunicazione satellitare sugli smartphone non riguarda più soltanto le situazioni di emergenza.
Con gli iPhone 14 e successivi Apple ha introdotto la possibilità di collegarsi ai satelliti quando non è disponibile alcuna rete cellulare o Wi-Fi.
Il sistema permette di inviare richieste di soccorso, condividere la propria posizione e, nei Paesi in cui il servizio è attivo, anche di scambiare messaggi con amici e familiari.
Si tratta di un cambiamento importante: il satellite non viene più utilizzato esclusivamente come ultima risorsa per chiedere aiuto, ma inizia a diventare una vera alternativa alla rete cellulare.
Apple: molto più dell’SOS
Molti pensano che gli iPhone utilizzino il satellite soltanto per contattare i soccorsi.
In realtà il sistema sviluppato da Apple è molto più evoluto.
Nei Paesi in cui il servizio è disponibile (per ora Nord America e Giappone), gli utenti possono anche inviare e ricevere normali messaggi quando il telefono non trova alcuna rete cellulare.
In Italia, tuttavia, esiste ancora una limitazione importante.
Le funzioni di emergenza via satellite sono disponibili sui modelli compatibili, mentre lo scambio di normali messaggi via satellite non è ancora stato attivato.
La disponibilità dipende infatti dagli accordi con gli operatori e dalle autorizzazioni dei singoli Paesi.


Android segue una strada diversa
Anche il mondo Android si sta preparando alla comunicazione satellitare, ma con un approccio differente.
Google ha integrato nel sistema operativo il supporto agli standard di comunicazione satellitare, mentre i vari produttori stanno sviluppando smartphone compatibili.
A differenza di Apple, però, il funzionamento dipende in larga misura dagli operatori telefonici, che devono attivare il servizio e scegliere la rete satellitare da utilizzare.
Per questo motivo non basta acquistare uno smartphone Android recente per essere automaticamente connessi ai satelliti: entrano in gioco anche il modello del telefono, il software installato, l’operatore telefonico e il Paese in cui ci si trova.
La vera novità arriva da Starlink
Se Apple ha aperto la strada, è probabilmente Starlink a promettere il cambiamento più radicale.
Fastweb + Vodafone ha infatti annunciato la prima sperimentazione italiana della tecnologia Starlink Direct to Cell, che permetterà a un normale smartphone 4G di collegarsi direttamente ai satelliti quando non sarà disponibile alcuna rete mobile terrestre.
I primi test verranno effettuati nell’Appennino Centrale, un’area emblematica proprio per chi pratica attività outdoor e conosce bene il problema delle zone prive di copertura.

La differenza rispetto alle attuali soluzioni è sostanziale.
Non servirà acquistare un telefono satellitare, né installare antenne esterne.
Il telefono continuerà a utilizzare il suo normale modem LTE: sarà il satellite a comportarsi come una gigantesca antenna di telefonia mobile in orbita.
In pratica, quando lo smartphone perderà il segnale della rete terrestre e avrà una visuale sufficientemente libera del cielo, passerà automaticamente alla connessione satellitare.
Come funziona il sistema Direct to Cell
Il principio di funzionamento è molto diverso da quello dei tradizionali dispositivi satellitari.
Garmin inReach, ad esempio, utilizza una radio dedicata per comunicare direttamente con la costellazione Iridium, progettata specificamente per le comunicazioni satellitari.
Con Starlink Direct to Cell, invece, il telefono continua a funzionare esattamente come uno smartphone tradizionale.
Utilizza il proprio modem LTE e dialoga con satelliti che svolgono il ruolo di vere e proprie celle telefoniche orbitanti.
Il segnale viene quindi inoltrato a una stazione di terra collegata alla rete dell’operatore.
Per l’utente tutto questo dovrebbe avvenire in maniera completamente automatica e trasparente.
Serve ancora un Garmin inReach?
E' probabilmente la domanda che interessa di più chi frequenta la montagna.
Per un’escursione di poche ore o un’uscita in mountain bike su itinerari relativamente frequentati, gli smartphone compatibili con le future reti satellitari potrebbero diventare più che sufficienti per garantire comunicazioni e sicurezza.
La situazione cambia quando si affrontano spedizioni, traversate di più giorni o itinerari molto isolati.

In questi contesti un dispositivo dedicato come il Garmin inReach continua a offrire vantaggi difficili da eguagliare: copertura praticamente globale grazie alla rete Iridium, autonomia di diversi giorni o settimane, tracking continuo della posizione, pulsante SOS dedicato e un sistema progettato esclusivamente per funzionare in ambienti remoti.
Per questo motivo, almeno nel medio periodo, i due mondi sembrano destinati a convivere.



Per chi pratica attività outdoor sarebbe un cambiamento epocale.
Il concetto stesso di “zona senza campo” potrebbe progressivamente scomparire, lasciando spazio a una copertura molto più estesa e continua.
In conclusione...
La comunicazione via satellite sta vivendo una fase di profonda trasformazione.
Per il momento i comunicatori satellitari dedicati mantengono un vantaggio concreto nelle attività più impegnative e nelle spedizioni in aree remote.
Tuttavia, con l’arrivo delle reti Direct to Cell, è lecito immaginare che nei prossimi anni molti biker (ma anche escursionisti e alpinisti) potranno affidarsi esclusivamente allo smartphone che hanno già in tasca.
| Funzione | iPhone | Android | Garmin inReach |
|---|---|---|---|
| SOS via satellite | Sì (modelli compatibili) | Dipende da modello e operatore | Sì |
| Messaggi bidirezionali | Solo nei Paesi in cui il servizio è disponibile | In fase di introduzione, dipende da smartphone e operatore | Sì |
| Reti satellitari | Globalstar | Variabili (Starlink e altri partner) | Iridium |
| Copertura globale | No | No | Sì |
| Tracking continuo | Limitato | Limitato | Sì |
| Abbonamento | Non richiesto per le funzioni Apple incluse | Dipende dall’operatore | Sì |
| Ideale per | Emergenze e utilizzo occasionale | Comunicazione quotidiana quando i servizi saranno disponibili | Trekking, bikepacking, alpinismo e spedizioni in aree remote |
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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