Percorsi Xc di Coppa: è Mtb oppure no? Ecco il nostro punto di vista

Daniele Concordia
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Percorsi Xc di Coppa: è Mtb oppure no? Ecco il nostro punto di vista

Daniele Concordia
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«I percorsi Xc di Coppa mi piacciono oppure no?».
È una domanda che mi pongo spesso anche io, quando rifletto sull'evoluzione della Mtb.
Da atleta direi “non è Mtb”, ma guardandola dalla parte dello spettatore dico “figo!”.
L'argomento lascia spazio a tante interpretazioni e a decisioni tecniche sulle quali tutti noi appassionati non abbiamo voce in capitolo.
Però ci tengo a dirvi come la penso io, parlando a nome di tutto lo staff di MtbCult.it.

Percorsi Xc di Coppa: è Mtb oppure no?

Più di qualcuno pensa che i percorsi Xc di Coppa come quelli di Araxá non rappresentino l'essenza della Mtb e da una parte non me la sento di dargli torto.
Dipende sempre da cosa si intende per Mtb, perché in questo “contenitore” vengono inglobate tante specialità e tanti modi di intendere lo sport.
Se il fuoristrada per voi è fatica, salita lunga, discesa tecnica e avventura, allora no, l'Xc di Coppa non è Mtb.

Se invece pensate che l'Xc sia anche show, velocità, salti, rock garden e ostacoli, allora sì, anche quella è Mtb.
Tutto è relativo, ma di certo un percorso di World Cup come quello di Araxá è molto diverso da quelli che eravamo abituati a vedere fino a qualche anno fa. Anche se il tracciato brasiliano è un'eccezione, perché cortissimo, velocissimo (circa 8 minuti a giro) e con poca salita.
Durante la stagione di Coppa si affronteranno anche dei tracciati un po' più tradizionali, ma la tendenza è sempre quella di modificarli per spingere al massimo sulla velocità e sullo spettacolo.



La “colpa” (o il merito, decidete voi) è delle esigenze televisive: per far crescere il nostro sport serviva spettacolo, bisognava far restare incollati gli spettatori allo schermo dal primo all'ultimo metro, cosa che oggi giorno è la normalità, perché le gare sono quasi sempre incerte e aperte fino alla fine.
Parliamoci chiaro, le gare Xc di qualche anno fa erano troppo lunghe e noiose, per chi guardava. Anche se per un certo tipo di atleti erano considerate più belle, perché premiavano le capacità atletiche prima di quelle tecniche.
Oggi è il contrario: serve sempre una super gamba per mantenere quelle medie e quei wattaggi per più di un'ora, ma viene premiata maggiormente l'abilità tecnica sui salti, sulle sponde e nelle situazioni in cui bisogna far scorrere la bici.

Gli atleti moderni lo sanno e ormai hanno accettato questo compromesso, allenandosi in modo più specifico per i percorsi Xc di Coppa, oppure cambiando strada e dedicandosi alle Marathon, mentre lo zoccolo duro dei biker “vecchio stile” protesta.
Chi ha ragione?
Tutti e nessuno...

L'errore da non fare

Non bisogna confondere le gare di Coppa con il cross country “normale”, ovvero quello che siamo abituati a praticare noi amatori o gli eventi italiani/europei dedicati agli agonisti.
Ad esempio, nelle gare degli Internazionali d'Italia Series o di Italia Bike Cup è difficile trovare dei percorsi simili a quelli di Coppa del Mondo. Il livello tecnico, in molti casi è anche più alto, ma c'è più salita, meno salti difficili da copiare, più chicken line e una velocità media leggermente inferiore.
Ed è giusto così, perché in questo modo si dà la possibilità anche a chi non è troppo smaliziato sui salti e sugli ostacoli artificiali di correre, divertirsi ed esprimere tutto il suo potenziale.

Sia chiaro, l'Xc è sinonimo di tecnica e deve continuare ad essere così, ma è anche giusto rispettare una progressione anche sui percorsi: dal più semplice al più difficile in base al livello della gara stessa.
La Coppa del Mondo è la massima espressione dell'Xc ed è bene che sia solo per atleti di altissimo livello.

L'errore da non fare, quindi, è immedesimarci nei professionisti che stanno correndo in Coppa del Mondo, perché quello è (quasi) un altro sport.
Prendiamo l'esempio del Motocross e del Supercross: il primo è aperto a tutti i tipi di appassionati, il secondo è di nicchia, dedicato solo ad un certo tipo di piloti e nato per fare spettacolo. Se negli USA quello sport è famoso, gran parte del merito è proprio del Supercross e della sua ridondanza mediatica: si pratica nei palazzetti e viene trasmesso in diretta TV.
Trasferendo l'esempio nella Mtb, potremmo vedere i percorsi Xc di Coppa come quelli del Supercross, mentre il Motocross è l'Xc tradizionale: stessa famiglia, stesse bici, ma con parecchie differenze sia come modello prestativo che come setup del mezzo.

Un paragone simile lo ha fatto anche Marco Aurelio Fontana in questo video:

Il ruolo delle aziende

Le aziende di bici hanno un ruolo fondamentale in queste dinamiche, perché in fin dei conti le Mtb che possiamo acquistare tutti noi sono le stesse che vengono utilizzate sui percorsi Xc di Coppa. Con qualche differenza a livello di personalizzazione, ma escursioni, geometrie e componenti sono identici.
Da un certo punto di vista, tutti noi ci sentiamo “autorizzati” ad affrontare dei percorsi sempre più impegnativi. E in parte è proprio così, ma fino a un certo punto, perché il mezzo conta ma prevalgono le capacità dell'atleta.

Le full da 120 mm attuali hanno delle potenzialità enormi, che tutti noi non sfruttiamo a pieno, anche se ci danno più sicurezza, mentre in Coppa del Mondo vengono portate davvero al limite.
Recentemente la scelta si sta ampliando con le full a corta escursione, ma tutti vogliono quella da 120 mm perché è quella più capace, divertente e usata dai professionisti.
In fin dei conti è tutto rapportato: tracciati più difficili e più abilità per portare al limite la bici, tracciati più facili e meno abilità per mantenere quel margine di sicurezza che aumenta il divertimento.
Le esigenze tecniche cambiano in base al livello dell'atleta e non solo in base ai tracciati.

In conclusione...

I percorsi Xc di Coppa o li ami o non li ami, non ci sono mezze misure.
Da praticante ho pensato più volte anche io che “la Mtb è tutt'altro”, ma poi guardando le gare mi accorgo che forse la formula giusta è proprio questa.
Nonostante la Mtb sia (anche) il mio lavoro da tanti anni, alcune volte in passato mi sono annoiato a guardare le gare di Coppa: erano lente, troppo lunghe, spesso c'era lo Schurter o l'Absalon di turno che andava via dal primo giro e... Tanti cari saluti.

Adesso è l'opposto, è lotta vera dall'inizio alla fine, in poco più di un'ora succede di tutto, senza parlare dello show che alcuni atleti ci regalano. Insomma, è fighissimo.
Secondo me, l'approccio giusto per apprezzare la Coppa del Mondo da spettatore è proprio questo: guardarsi le gare, godere davanti allo schermo, tifare il proprio idolo, ma mantenendo una certa distanza tra quello che vediamo in tv e quello che facciamo noi con la Mtb.
La bici è la stessa, ma è tutto un altro mondo: tanto vicino, quanto irraggiungibile.

E voi, cosa ne pensate?
I percorsi Xc di Coppa vi piacciono oppure no?
Fatecelo sapere nei commenti in basso👇

Qui gli altri articoli sulla Coppa del Mondo Xc.

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Qui sotto, gli highlights delle gare Xc di Araxá (secondo weekend):

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Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

Commenti su: Percorsi Xc di Coppa: è Mtb oppure no? Ecco il nostro punto di vista
  1. Non è mtb, è un gran pasticcio fatto da quegli scappati di casa di Wb, con il tacito assenso dell'Uci. Innanzi tutto è sbagliato che il distributore delle immagini detti le regole del gioco, è come se Dazn dicesse "porte più larghe di 2 metri così ci sono più goal". Se domani mattina gli fa comodo che la gara sia di 40 minuti, la fanno di 40 minuti, mi direte che è ancora mtb ? Altra cavolata immensa sono i contenuti a pagamento, la mtb è l'unica disciplina del ciclismo con contenuti a pagamento (salvo eccezioni tipo Fiandre). Provate a mettere Giro d'Italia, Classiche, Tour a pagamento, tempo 2-3 anni anche il movimento su strada si riduce.
    Per molto tempo avevo difeso dicendo "questi sono percorsi tecnici da coppa, tarati per il livello Shurter ect" adesso non è più difendibile, dalle immagini è proprio un altro sport, sembra "dirt bmx" e alla gente non piace, perchè la gente comune non può farlo. E' come guardare la Redbull Rampage, ti viene voglia di comperare la bici dopo ? no, perchè non hai i posti e non puoi fare quelle cose li. Guardate gli spettatori all'ultima gara, non c'era nessuno, la gara U23 era deserta. Tempo 1-2 anni questi di Wb lasciano con le macerie, perchè non c'è ritorno.

    Ora prendi il ciclocross, negli anni 90 era dura, da una parte la mtb grande novità, dall'altra il ciclismo su strada con Pantani. Oggi, non vanno più a piedi, gare che sembrano di mtb (Namur), risultato, gli ultimi n campionati italiani cx hanno visto il record di partecipanti, di tutte le categorie.

    1. Ciao, in parte sono d'accordo... Purtroppo la situazione sta sfuggendo di mano, ci sono dei lati positivi di questo cambiamento, ma sono più quelli negativi. Per quanto riguarda i contenuti a pagamento, credo che di questo passo anche su strada qualcosa cambierà, quest'anno fino all'ultimo le Classiche non erano in programma sulla Rai, vedremo. Sono curioso di capire cosa ne pensano i corridori, indagherò. Grazie del feedback. DANIELE

  2. Difficile dare questo giudizio,è palese che le esigenze televisive/di spettacolo dettino legge,come è palese che questi atleti facciano un altro sport rispetto alla media,come peraltro succede in qualunque altro ambito. Detto questo concordo sul fatto che nelle gare XC debba esserci una progressione di difficoltà, sia pedalatoria sia tecnica, man mano che si sale di livello. E allora sposto la questione sull'enduro. Vi sembra logico che un qualunque amatore possa partecipare a una gara di WC semplicemente riuscendo ad iscriversi in tempo? Capisco il piacere che possa esserci nel correre la stessa gara con i grandi nomi,però anche lì è follia pura,che serve solo ad incassare più soldi. Credo che il sistema in generale vada rivisto dalla UCI, non solo in ottica spettacolo/incasso,ma anche sicurezza e rispetto dei valori dei singoli atleti. In questa ottica l'introduzione,per ogni disciplina,di punteggi tipo quelli FIS nello sci,con sbarramenti preordinati relativi ai vari livelli di gara,potrebbe avere un senso. Ovviamente parere personale di vecchio appassionato

  3. Secondo me la cosa piu'bella e'quando uno sport agonistico al massimo livello crea passione,e la passione si crea quando un semplice amatore si puo' identificare nei grandi campioni perche'con essi condivide la pratica dello stesso sport. Per esempio se io faccio il Col du Galibier con la bici da strada con fatica e sofferenza sto facendo lo stesso sport di Pogaciar,seppur ad un livello di diversi ordini di grandezza inferiore. Lo sport che stanno praticando in una coppa del mondo XC non lo pratica nessuno,e penso che a pochi interesserebbe praticarlo perche' non incarna l'essenza della mtb. Crea odiens,divertimento ma non passione.

  4. solo qui in italia si fanno ste polemiche a me sembra che tutti si divertano da matti la mtb è divertimento ,l aspetto tecnico conta zero se il divertimento è tanto io conosco molte persone che organizzavano gare ma non lo fanno piu perche gli amatori frustrati di turno avevano sempre da ridire...mai sentito un pro lamentarsi del percorso.

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