

PIETRA LIGURE - Sì, il Bosch ABS Pro è uno di quei dispositivi di cui sulle prime si fa davvero fatica a capirne il senso.
Per tanti motivi: crea un insolito avvicinamento al mondo auto e moto ed è un ulteriore oggetto che si aggiunge alla bici.
E qui le domande:
"Ma serve davvero?"
"E' l'ennesima complicazione di un mezzo, la bici, che dovrebbe rimanere semplice".
"Si sta perdendo il concetto di vera bici"
Tutte reazioni condivisibili, ma che abbiamo già "visto" in altre occasioni, cioè quelle volte in cui la bici ha iniziato a cambiare, creando disapprovazione, fastidio, sconcerto, ma anche curiosità e stupore.
Tantissime (o forse tutte le) evoluzioni del mondo bici sono passate attraverso questa porta stretta.
Quella dello scetticismo.

E in questo momento per molti appassionati il Bosch ABS Pro è in fase di valutazione: passerà attraverso quella porta stretta oppure no?
Per quanto mi riguarda, la risposta la trovate nel video in basso oppure proseguendo nella lettura dell'articolo:
Bosch ABS Pro: come funziona?
Come spiega Nicola Seriati di Bosch Italia nel video, il sistema è compatibile solo con le drive unit Bosch CX e CX-R di ultima generazione e il suo funzionamento si basa sulla lettura dei dati di velocità di rotazione delle due ruote e sugli input che arrivano alla piattaforma inerziale (cioè inclinazione della bici) inserita nelle drive unit suddette.
La ruota anteriore, in particolare, è dotata di una ruota fonica (in basso quella Shimano) tramite la quale il sistema rileva eventuali bloccaggi della ruota stessa.
Il dispositivo ABS in questione, infatti, ha il compito di evitare il bloccaggio della ruota anteriore a seguito del quale si può verificare una caduta.
La ruota e il freno posteriore rimangono sotto il totale controllo del biker.

All'interno del fodero sinistro della forcella viene posizionata un'elettro-valvola che ha il compito di aprire e chiudere (in tempi rapidissimi) il passaggio dell'olio, ovvero fa sì che la ruota anteriore non si blocchi mai e rimanga sempre in aderenza con il terreno.
Al termine dell'uscita è possibile visualizzare le statistiche di attivazione dell'ABS, ovvero avere un'idea su quante volte è entrato in funzione.
Bosch ABS Pro: le 3 modalità
Bosch ha previsto 3 modalità operative per la versione Pro, ossia quella dedicata alle e-Mtb.
I due grafici in basso mostrano le principali differenze fra le modalità Race e Trail Pro.
In particolare:
RACE: numero di funzioni ridotto e nessun controllo sul sollevamento della ruota posteriore. Pensato per gli utenti agonisti e più esperti

TRAIL PRO: maggiore controllo su velocità e frenata e sul sollevamento della ruota posteriore. Pensato per chi cerca maggiore sicurezza nella guida in discesa

OFF: il sistema ABS può essere disattivato e la gestione della potenza frenante torna a carico del biker.
Che cosa avverte il biker durante la frenata?
La sensazione è del tutto analoga a quella che si può sperimentare con un'auto: il comando del freno risponde con delle micro-pulsazioni (vibrazioni) che segnalano l'entrata in funzione del sistema di controllo della frenata.

Una condizione importante
Il sistema anti-bloccaggio di Bosch per le e-Mtb richiede che il biker sia posizionato in modo corretto rispetto alle due ruote.
Ovvero è cruciale che la ruota anteriore abbia un certo carico per assicurarle il grip con il terreno.
Se chi è in sella non conosce i rudimenti della guida e inavvertitamente sposta troppo indietro il peso del corpo (alleggerendo eccessivamente la ruota anteriore), il sistema ABS non può funzionare in modo corretto.
Questa è la principale differenza fra l'ABS per bici e quello per auto e moto: il carico sulla ruota anteriore di una bici può essere bassissimo a causa, appunto, di imperizia da parte di chi guida.
Nel caso di auto e moto, invece, questo problema non esiste (auto) oppure esiste in misura ridotta (moto), poiché il peso del conducente influisce in misura più contenuta sulla ripartizione dei pesi fra i due assi.

Bosch ABS Pro: come va davvero?
Ho condotto un test che ritengo estremamente probante: guidare una e-Mtb "nuova" (una Orbea Wild) su tracciati che non conosco (e di livello impegnativo) e cercando il mio limite.
Tutto ciò provando a restare a ruota gente del calibro di Andrea Garibbo e Tracy Moseley (ma di questo ve ne parlerò in un altro contenuto) su single track rocciosi e generalmente sdrucciolevoli e ripidi.
Niente di meglio per un test del genere.

Veniamo al dunque.
Il primo approccio l'ho avuto con la modalità Trail Pro la quale fa entrare in azione l'ABS con una certa solerzia.
La cosa mi ha dato subito una sensazione di sicurezza, ma poco dopo ho iniziato a percepirla come eccessiva.
Gli spazi di frenata erano contenuti, ma la leva del freno iniziava troppo presto a farsi sentire.
Precisazione: il sistema non è molto rumoroso, né la leva del freno vibra in maniera fastidiosa, ma emette delle micro-vibrazioni che segnalano l'attivazione del sistema.
Dopo un paio di discese ho capito che per il mio stile di guida la modalità Race sarebbe stata quella più indicata.
E così è stato, in effetti.

In Race la bici si comporta come una bici: la ruota posteriore si può sollevare in frenata e il mio dito indice continua ad avere un ruolo cruciale nella gestione del freno anteriore.
In Race ho iniziato a guidare in maniera più disinvolta anche perché stavo iniziando a prendere maggiore confidenza con quella Orbea Wild e con quei sentieri.
In pratica ho fatto fatica a percepire l'attivazione dell'ABS perché in quel momento eravamo in due (ed entrambi esperti) a gestire il freno anteriore e il grip della ruota anteriore.
So quando alleggerire la pressione sul freno anteriore per far sì che la ruota anteriore non smetta di rotolare.
Ma ci sono stati dei momenti chiave che mi hanno svelato le potenzialità dell'ABS in modalità Race: tratti molto ripidi e sassosi, sia dritti che in curva, nei quali ho volutamente esagerato con la pressione sul freno anteriore.
Ho detto: caro ABS, visto che ci sei, datti da fare...
E lui lo ha fatto, permettendomi di restare in piedi e di non perdere flow nella guida.
Sì, ho fatto un atto di fiducia che però è stato ripagato con sicurezza e divertimento.

E poi la modalità Off.
A Pietra Ligure, se non conosci un po' i sentieri, non è immediato trovare la giusta confidenza.
La modalità Race mi ha permesso di raggiungere la confidenza desiderata in poco tempo.
Appena sono passato in Off ho percepito che la velocità doveva diminuire per garantire la mia zona di comfort.
Significava guidare quella bici come avrei fatto io normalmente.
Punto.
Dopo di che sono tornato e rimasto in modalità Race per tutta la giornata di test.

Lo metterei sulla mia e-Mtb?
Questa è la domanda che dice tutto.
Per rispondere in modo definitivo dovrei fare una prova anche sui miei sentieri abituali, ma in tutta franchezza l'esperienza fatta a Pietra Ligure dice tantissimo.
Quindi, sì, lo metterei sulla mia e-Mtb, considerando che l'aggravio di peso è contenuto (300 grammi), che non richiede accortezze particolari in fase di manutenzione e spurgo dei freni e che da poco è compatibile anche con freni Shimano di ultima generazione (oltre che Magura e TRP).
Durante l'uso a Pietra Ligure la modalità Race l'ho volutamente chiamata in ballo e ha risposto con precisione, prevedibilità e sicurezza.
Cioè, ciò di cui avevo bisogno perché ero già al limite.
Quindi, per tornare al discorso della porta stretta dell'inizio, a mio avviso il Bosch ABS Pro quella soglia l'ha superata con successo.
Adesso vediamo come risponde la bike industry, perché, fra le altre cose, l'ABS può essere previsto solo come dotazione di serie su una e-Mtb e non aggiunto in after-market (per via delle normative vigenti sulle e-Bike) e, quindi, la sua diffusione è strettamente collegata alle scelte di chi produce le bici.
Per informazioni Bosch-ebike.com
Qui tutti i nostri articoli, test e video sui prodotti Bosch
Condividi con
Tags
Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
Altri Articoli
Per commentare devi essere registrato al sito. Accedi
Articoli Simili
Iscriviti alla nostra newsletter


