Hepha è un nome ancora poco conosciuto in Italia. Eppure dietro queste e-Mtb c’è un progetto interessante, che punta a integrare bici, motore e componentistica mantenendo prezzi piuttosto aggressivi.
Al Bike Festa di Bressanone, che si è svolto dal 18 al 20 settembre, abbiamo incontrato l’azienda e provato sui sentieri la nuova Hepha All Mountain 7.

A raccontarci il progetto è Beltain Schmid, Country Manager Italia (foto in basso).
Hepha nasce nel 2021 a Maisach, vicino Monaco, e in brevissimo entra nell’orbita di Gobao, azienda cinese specializzata nello sviluppo di sistemi di assistenza per e-bike e veicoli elettrici a due ruote, che acquisisce l’80% della società.

Vi racconto anche un piccolo aneddoto, ossia la provenienza del nome, dal greco Hephaistos. Hephaistos, in Italia conosciuto come Efesto, era il dio del fuoco e dei metalli, ed era riconosciuto per la maestria nel forgiare oggetti e manufatti splendidi partendo da un materiale povero come il ferro.
Hepha riprende questa filosofia nella cura del dettaglio delle proprie bici.
Una bici pensata come sistema
L'obiettivo di Hepha non è semplicemente prendere un motore e costruirgli attorno una e-Mtb. L’idea è quella di sviluppare un ecosistema nel quale telaio, motore e componentistica possano essere progettati per lavorare insieme.
A guidare il progetto c’è il CEO Alex Thusbass (foto in basso), nome conosciuto nel settore delle e-bike e legato ad alcune delle soluzioni che hanno accompagnato l’evoluzione delle prime mountain bike a pedalata assistita, dall’integrazione della batteria nel telaio al posizionamento del motore per migliorare la distribuzione dei pesi.

La parte di ricerca e sviluppo, design e sperimentazione è concentrata a Maisach, vicino Monaco di Baviera, mentre a Schweinfurt, sempre in Germania, vengono gestite logistica, garanzie e amministrazione.
La filosofia dichiarata ruota attorno a quattro elementi: prestazioni, design, qualità e prezzo. Tradotto: realizzare bici tecnologicamente evolute senza inseguire necessariamente componenti esotici o listini a cinque cifre.
Un esempio arriva proprio dai prezzi: la gamma parte da 3.999 euro per una full suspended con telaio in carbonio, mentre per una biammortizzata in alluminio si parte da circa 2.999 euro.

Interessante anche la cura riservata ai particolari. Sui telai in alluminio, ad esempio, le saldature vengono lavorate fino a risultare praticamente invisibili, mentre troviamo viteria in Ergal e predisposizione per cavalletto, luci e portapacchi.
Anche il display (in basso quello della All Mountain 7) utilizza la luminosità adattiva ed è studiato per rimanere leggibile utilizzando occhiali con lenti polarizzate.

Gobao P120: 120 Nm e tanta possibilità di regolazione
Il cuore della Hepha All Mountain 7 che abbiamo provato è il Gobao P120 (foto in basso), anche se nelle foto sul carter c'era riportata ancora la vecchia siglia P110; il motore in realtà è capace di raggiungere 120 Nm di coppia e 850 watt di potenza di picco.
Questa drive unit non è la X1 P presentata a Eurobike (ve ne abbiamo parlato qui) e subito finita sotto ai riflettori perché abbina al motore centrale un cambio CVT integrato come quello degli scooter; la drive unit P120 è un'unità di tipo tradizionale abbinata a una trasmissione classica.


Una delle sue caratteristiche più interessanti è l'architettura aperta: il costruttore può utilizzare il motore Gobao senza essere necessariamente vincolato all'intero ecosistema del produttore, adottando quindi batterie e display differenti.
Le modalità di assistenza mettono a disposizione quattro livelli di coppia progressivi: si parte dai 60 Nm della Eco, passando per gli 80 Nm della Tour e i 110 Nm della Turbo, fino ai 120 Nm disponibili in Boost.

Attraverso l'app Hepha è poi possibile intervenire in maniera più approfondita sul comportamento del motore, modificando non soltanto la coppia massima disponibile, ma anche la risposta iniziale e il livello di assistenza. In sostanza si può decidere se avere un'erogazione più progressiva oppure una risposta più pronta e decisa alla pressione sui pedali.

Ma una delle peculiarità tecniche sottolineate da Hepha durante il test riguarda soprattutto la costruzione interna della sua drive unit powered by Gobao. La parte meccanica utilizza componenti metallici, anziché affidarsi, ad esempio, a ingranaggi realizzati con materiali plastici in Teflon.
Secondo il costruttore questa soluzione permette una migliore gestione delle temperature e soprattutto una maggiore costanza delle prestazioni quando il motore viene utilizzato a lungo sotto sforzo.
Anche sul fronte batterie (foto in basso) troviamo diverse possibilità, con accumulatori da 600 o 800 Wh, naturalmente removibili.
Particolare anche la costruzione delle celle, sulle quali Gobao dichiara un triplice avvolgimento finalizzato a migliorare l'efficienza energetica e quindi l'autonomia a parità di capacità con altri concorrenti.

Istos per i componenti
Accanto a Hepha troviamo poi Istos, marchio della casa tedesca dedicato alla componentistica, dalle pedivelle ai reggisella, come quelli montati sulla bici oggetto del nostro test.

Ma l'ambizioso progetto Hepha che entrerà a pieno regime nel 2027 riguarda anche la "messa in sella". L'obiettivo è mettere in relazione le caratteristiche del telaio con l'ergonomia del ciclista, utilizzando misure e angoli personalizzati facilmente identificabili su manopole, attacco manubrio e sella (foto in basso) per individuare la posizione più adatta. Un sistema pensato sia per migliorare il feeling dell'utilizzatore sia per facilitare il lavoro del rivenditore.
Dal 2027 questa filosofia sarà estesa anche alle e-Mtb da trail.



Hepha All Mountain 7 Carbon: i dettagli
La bici che ho provato nei dintorni di Bressanone è la Hepha All Mountain 7 Carbon nell'allestimento top di gamma Tschugg Signature, con ruote da 29", 140 mm di escursione posteriore e, sull'esemplare utilizzato durante il test, forcella da 160 mm.

Non vuole essere un'enduro mascherata, e questo emerge abbastanza rapidamente sui sentieri. L'impostazione rimane quella di una All Mountain pensata per affrontare un po' di tutto, dalle lunghe uscite alle discese tecniche, senza richiedere necessariamente una guida particolarmente fisica.

Dopo tanta teoria era inevitabile salire in sella. Ma prima vi lascio le principali caratteristiche della Hepha All Mountain 7 Carbon:
- telaio in carbonio
- escursione sospensione posteriore: 140 mm
- escursione forcella: 160 mm
- schema sospensivo: quadrilatero con giunto Horst
- SAG consigliato: 25%
- drive unit: Gobao P120 con 120 Nm di coppia massima
- batteria: 800 Wh
- angolo di sterzo: 66°
- angolo piantone: 74°
- reach (tg M): 455 mm
- stack (tg M): 617 mm
- lunghezza carro: 458 mm
- lunghezza pedivelle: 165 mm
- corsa reggisella telescopico: 125 mm
Quanto pesa
I pesi dichiarati dalla casa per la Hepha All Mountain 7 Carbon Tschugg Signature in ordine di marcia con gomme con camera e senza pedali è di circa 24,7 kg, non certo leggerissima, ma nella media per questa categoria di bici.

Quanto costa
Il prezzo è uno dei principali punti di forza della gamma All Mountain 7, che vuole rendere accessibili tecnologia e qualità senza costringere a investimenti particolarmente elevati. Si parte da 2.999 euro per la versione in alluminio, mentre occorrono 3.999 euro per entrare nel mondo delle full carbon (foto in basso). Per la versione top di gamma che abbiamo provato a Bressanone, invece, il prezzo sale a 6.999 euro.

Una gamma piuttosto articolata, quindi, che permette di scegliere in base al budget e all’allestimento desiderato, mantenendo la stessa filosofia di fondo: una e-Mtb moderna e tecnologicamente completa a un prezzo competitivo.

Prime impressioni di guida
Quelle che trovate di seguito sono le mie prime impressioni "a caldo" sui sentieri sopra Bressanone. Ma prima di andare avanti, guardate il video:
Il Gobao P120 si fa apprezzare soprattutto per la quantità di coppia disponibile. In Boost i 120 Nm si sentono chiaramente sulle rampe più ripide, ma la possibilità di personalizzare la risposta attraverso l'app permette soprattutto di evitare un'erogazione eccessivamente aggressiva quando non serve.

In discesa i 29" e l'escursione generosa permettono di affrontare senza particolari problemi anche tratti tecnici, mantenendo però quella facilità di guida che ci aspettiamo da una All Mountain. Non è una bici nata per cercare continuamente la linea più estrema o giocare con il cronometro, quanto piuttosto per accompagnarvi su percorsi molto diversi tra loro, mettendo sempre al centro di tutto il divertimento e il piacere di guida

C'è però un dettaglio che mi è piaciuto meno: il comando del reggisella telescopico integrato nel blocchetto al manubrio (foto in basso). La posizione non è particolarmente intuitiva e, soprattutto nelle situazioni nelle quali bisogna azionarlo rapidamente, richiede più attenzione di quanto vorremmo. Ma in Hepha ci hanno promesso che a breve arriverà un comando più ergonomico...

A chi si rivolge?
Probabilmente proprio qui si capisce meglio il progetto Hepha. La All Mountain 7 Non cerca di conquistare chi vuole necessariamente il componente più prestigioso o la e-enduro più estrema, ma chi desidera una bici tecnologicamente moderna e ben realizzata senza spendere una fortuna, in grado di accompagnarlo un po' ovunque, dal tranquillo giro dietro casa ai più lunghi e impegnativi trail alpini.
Chi cerca una bici da enduro per lottare contro il cronometro è meglio che cerchi altrove; non è questo lo spirito di Hepha.

Il coinvolgimento diretto di Gobao nella produzione del motore permette inoltre a Hepha di lavorare sul contenimento dei costi partendo da uno dei componenti più importanti – e costosi – di una e-Mtb.
Il marchio è ancora giovane e sono sicuro che saprà ritagliarsi il suo spazio anche sul mercato italiano, forte di una drive unit che darà del filo da torcere ad Avinox.
Per informazioni: Hepha.com
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Sull'autore
Francesco Savona
Mi affascina il mondo delle e-bike, soprattutto quello legato alle bici da trail e da enduro, specialità nella quale ho corso per qualche anno, quando ancora l'elettrico non esisteva. Ma sono anche un amante dei lunghissimi giri alpini, per intenderci quelli epici, da bici in spalla... Ho anche un trascorso professionale ventennale nell'ambito editoriale delle moto
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