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Ne abbiamo parlato tanto e finalmente ora siamo in grado di mostrarvi la nuova Cannondale Jekyll.
A Finale Ligure, in occasione della presentazione a tutti i principali media europei, abbiamo avuto modo di provarla e di iniziare a prendere confidenza con la bici che Jerome Clementz sta provando e testando da diversi mesi.
Sparisce la sospensione “pull-shock” che ha caratterizzato l’attuale Jekyll e rimane la possibilità di cambiare il carattere della bici di Cannondale grazie al nuovo sistema Gemini inserito nell’ammortizzatore Fox.

Cannondale Jekyll

Ve la presentiamo brevemente nel video seguente e poi continuate a leggere l’articolo e le sensazioni in sella:

Addio Dyad, benvenuto Gemini
Entriamo di più nei dettagli del nuovo sistema Gemini.
Questo dispositivo nasce dalla collaborazione tra Fox Racing Shox e Cannondale e viene integrato in tutti gli ammortizzatori Fox Float e Float X allo scopo di sostituire il Dyad, semplificando di molto la messa a punto dell’ammortizzatore.
Le regolazioni consentite rimangono le medesime di qualunque Fox Float e Float X, ma con il sistema Gemini attraverso il comando remoto si interviene in modo netto sul volume interno della camera positiva dell’ammortizzatore.
Questa riduzione del volume rende la curva di compressione estremamente progressiva limitando di fatto la corsa.

Cannondale Jekyll
Lo spessore verde limita il volume d’aria del sistema Gemini mentre i gommini neri vengono utilizzati per modificare la progressività del Fox Float X Gemini.

Cannondale Jekyll

La sospensione posteriore tramite il dispositivo Gemini può essere impostata su due modalità:
Flow: si sfruttano tutti i 165 mm di escursione della ruota posteriore e le capacità di assorbimento sono ai massimi livelli;
Hustle: la corsa è limitata a 130 mm e permette una pedalata con movimento centrale più alto, per una risposta ai pedali più rapida.

Cannondale Jekyll

La geometria ha subìto delle variazioni, indirizzate verso una maggiore facilità nell’affrontare percorsi veloci e tecnici, grazie a un angolo di sterzo di ben 65°, un tubo orizzontale virtuale di 609 mm (in taglia M), 1187 mm di interasse (sempre in taglia M) e un carro di soli 42 cm in tutte le taglie.
Nella foto sotto le geometrie:

Cannondale Jekyll

Quello che impressiona nella guida, come avrete modo di leggere più avanti, oltre alla stabilità sono la confidenza e l’agilità della nuova Cannondale Jekyll, grazie alla progettazione del carro con i criteri dell’Asymmetric Integration (già visti su F-Si e Scalpel Si) e allo standard Boost 148.
La costruzione asimmetrica dei foderi ha permesso a Cannondale di realizzare un carro rigido ed estremamente corto, solo 420 mm, e di ampliare lo spazio disponibile per gomme di generosa sezione.

Cannondale Jekyll
La campanatura della ruota posteriore Ai permette di avere una migliore distribuzione e una maggiore tensione dei raggi a tutto vantaggio della reattività nella guida.

Cannondale Jekyll

I dettagli tecnici della nuova Cannondale Jekyll
La realizzazione del telaio ha visto un notevole miglioramento nei dettagli, che andiamo ad analizzare di seguito:

– il passaggio dei cavi è interno. Sul tubo di sterzo sono previsti i fori di innesto (con una certa angolazione in modo da evitare lo sfregamento fra guaine e telaio), come si vede nella foto in basso, e le guaine fuoriescono nella parte inferiore del tubo obliquo, vicino al movimento centrale senza produrre fastidiosi rumori o sfregamenti;

Cannondale Jekyll

– il link dell’ammortizzatore è realizzato in carbonio (foto in basso) per tutti i modelli disponibili, anche per quello in alluminio;

Cannondale Jekyll

Cannondale Jekyll

– prevista una protezione per il tubo obliquo realizzata in carbonio (foto in basso) e fissata con due viti sul telaio;

Cannondale Jekyll

Cannondale Jekyll

– passaggio interno dei cavi specifico per trasmissioni Shimano Di2 (foto in basso);

Cannondale Jekyll

– i perni del carro sono Lockr, cioè utilizzano un espander per limitare eventuali giochi prodotti dalle vibrazioni;

Cannondale Jekyll

– attacco per il freno a disco di tipo Flatmount (foto in basso): Cannondale crede molto in questa soluzione che permette, stando a quanto dichiara, di limitare la rumorosità in frenata e di migliorare la solidità dell’attacco del freno;

Cannondale Jekyll

– predisposizione per il portaborraccia: lo spazio a disposizione, come vedete nella foto, è limitato, ma sufficiente per montare un portaborraccia con estrazione laterale. Sulle bici da enduro di escursione generosa è un dettaglio raro a vedersi.

Cannondale Jekyll
Si nota bene in questa foto la possibilità di mettere un portabborraccia con estrazione laterale.

La Cannondale Jekyll sarà proposta nelle taglie dalla S alla XL in quattro allestimenti che differiscono nel montaggio dei componenti e nella costruzione del telaio.
Le versioni con telaio in fibra di carbonio utilizzeranno la medesima fibra della Jekyll precedente, ossia la Ballistec che, a proposito, fece il suo debutto nella gamma Cannondale proprio nel 2010, quando fu lanciata la Jekyll come prima bici da enduro di casa Cannondale.
A fianco alle versioni in fibra ce n’è anche una con telaio in lega leggera Smartform C1. Ve le presentiamo, partendo proprio da quest’ultima.
La Cannondale Jekyll 4 con telaio il alluminio ha un prezzo di 2999€ ed è dotata di forcella Fox 36 Performance da 170 mm, ammortizzatore Fox Float Dps Gemini e trasmissione e freni Shimano Slx.

Cannondale JekyllCannondale Jekyll

La Cannondale Jekyll 3 ha un prezzo di 3999€ ed è la entry level con telaio in carbonio. Il carro però è in alluminio e forcella è una Fox 36 Performance da 170 mm, l’ammortizzatore un Fox Float Dps Gemini e la trasmissione e i freni anche in questo caso sono Shimano, misto Deore Xt-Slx.

Cannondale JekyllCannondale Jekyll

La Cannondale Jekyll 2 costa 5999€ con telaio in carbonio, carro in alluminio, forcella da 170 mm Fox 36 Elite, ammortizzatore Fox Foat X Gemini Elite e in questo caso trasmissione Sram 12v e freni Sram Guide Rs.

Cannondale JekyllCannondale Jekyll

Infine, la Cannondale Jekyll 1 costa 7499€ con telaio completamente in carbonio, ruote Cannondale Hollowgram in carbonio con canale da 35 mm, forcella da 170 mm Fox 36 Float Factory, ammortizzatore Fox Float X Kashima Gemini e trasmissione Sram 12v e freni Sram Guide Rsc.

Cannondale Jekyll Cannondale Jekyll

Durante la presentazione abbiamo avuto modo di provare a Finale Ligure proprio la versione più raffinata. Vediamo come è andata…

Il primo test ride sui sentieri di Finale Ligure
Il press camp della Cannondale Jekyll è stato pianificato per dare modo ai giornalisti invitati di conoscere al meglio le possibilità del nuovo modello.
Risalite meccanizzate su discese di vario tipo con saliscendi pedalato, flow, scassato, veloce e ripido.
Quindi, sì, uno Short Test, ma quanto di meglio potesse capitare per prendere contatto in un solo giorno con una bici da enduro. Nel nostro test è mancata la salita vera e propria, ma i tratti pedalati non sono comunque mancati.

Cannondale Jekyll

Viste le geometrie e l’escursione mi sarei aspettato una bici di certo stabile sul veloce e scassato, ma non così agile e intuitiva come si è rivelata essere la nuova Jekyll.
La confidenza che mi ha trasmesso nella guida è stata immediata.
La sospensione con ammortizzatore Fox Float X Gemini è inizialmente lineare per diventare poi molto progressiva sul fondocorsa rendendo la Cannondale Jekyll intuitiva e solida quando c’è da spingere forte.

Cannondale Jekyll

Quello che sorprende è la maneggevolezza sullo stretto: il carro molto corto e la sua rigidità la rendono veloce nei cambi di direzione.
Sul guidato poco ripido ero un po’ incerto e così ho preferito abbassare un po’ il manubrio per conferire più carico all’anteriore, aiutandomi a curvare nonostante l’angolo di sterzo molto aperto, 65 gradi.

Cannondale Jekyll

Quando il percorso è scorrevole, veloce e ricco di compressioni e rilanci la possibilità di accorciare la corsa e rendere la sospensione molto più progressiva in posizione Hustle aiuta nella guida a sfruttare tutta la reattività del telaio.
La differenza tra Flow e Hustle è notevole nel supporto alla pedalata e nella reattività della sospensione senza per questo dimenticare un’ottima sensibilità ai piccoli urti.

Cannondale Jekyll

Sullo scassato molto veloce il sistema di sospensione monocross tende a lavorare sul fondo corsa impegnandoci di più nella guida, ma è ben accompagnato da geometrie veramente aggressive e azzeccate per l’enduro moderno.

Cannondale Jekyll


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Nei rilanci non si sente l’affondamento classico dei cinematismi monocross e nella posizione Hustle è ancora più sostenuta e capace di grande efficienza.
Non siamo riusciti a provarla in salita per lungo tempo ma quello che è risultato dai pochi tratti pedalati è che la posizione in sella è comoda ed efficiente.
La scheda delle geometrie lo lascia immaginare e la guida sui sentieri lo conferma: quello che la Cannondale Jekyll vuole sono velocità, sentieri scassati e aggressività nella guida.

E’ quanto serve per le gare di enduro, mentre la sorella minore, la Cannondale Trigger, anch’essa profondamente rinnovata, è capace di una versatilità sorprendente.
Degna di una moderna trail bike: qui i dettagli tecnici.

Per informazioni Cannondale.com

Stefano Chiri

Ciao, mi chiamo Stefano Chiri e quello che più mi piace è stare in sella ad una due ruote, ancora di più se è una bici. Mi piace la guida, arrivare al mio limite e trovarlo in tutto quello che ho modo di provare. La bicicletta è diventata la mia vita, l'ho vista e continuo a vederla da ogni punto di vista, da meccanico, tester, maestro e "atleta", cercando di trovare sempre nuovi spunti per andare avanti, migliorarmi e per coinvolgervi nell'universo della Mtb e della bici a 360°. Stefano Chiri