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Premessa: il titolo più adatto sarebbe: “Sentieri stretti, burroni e rocce smosse”, ma non lo abbiamo usato perché altrimenti saremmo passati per dei fifoni. Ma fidatevi che sarebbe stato perfetto. Ne abbiamo scelto un altro, più tecnico, perché le foto (tutte di Jeremie Reuiller), per quanto molto belle, non danno un’idea veramente realistica di quanto impegnativi e splendidi fossero questi sentieri…

SOSPEL – La Mavic Transprovence passa di qui e per il test delle ruote Crossmax Xl non poteva esserci un posto migliore.
Non c’è un trasponder al polso e nemmeno un numero di gara sulla bici, perché Mavic ha voluto impostare in modo particolare questa presentazione ai più importanti media di tutto il mondo.
«Non è una gara – ha sottolineato subito Michel Lethenet di Mavic – quindi godetevi il percorso, ma usate il cervello».
Già, quando si mettono insieme un manipolo di giornalisti-rider e per giunta in compagnia di Jerome Clementz (pochi giorni prima del suo infortunio) la sfida nasce spontanea.
A frenare gli entusiasmi è un foglio che Lethenet impone a tutti i presenti di firmare.
Uno scarico di responsabilità.

Fatto il setup delle bici, si parte...
Fatto il setup delle bici, si parte…

I sentieri sono pericolosi e rischiosi, anche se affascinanti come pochi
Bene, allora si fa sul serio.

Non c'è solo da pedalare e la prima parte prevede un bel po' di salita con bici in spalla.
Non c’è solo da pedalare e la prima parte prevede un bel po’ di salita con bici in spalla.

Tanti tasselli, ma piccoli
La prima sensazione nel vedere una gomma anteriore così poco artigliata è strana, soprattutto dopo aver affrontato i primi metri di sentiero.
Sarà in grado di cavarsela su trail così poco scorrevoli e impegnativi?
La curiosità è tanta, ma a dire il vero mi concentro soprattutto nel guidare in stile enduro.
Cioè improvvisando e copiando le traiettorie di chi mi precede.

Paesaggi magnifici, ma per gustarseli occorre fermarsi.
Paesaggi magnifici, ma per gustarseli occorre fermarsi.

Ok, si può fare, basta concentrarsi sul sentiero e non guardare… le decine di metri di dirupo alla mia destra.
Che attirano la mia attenzione quanto più il percorso diventa lento.
Se c’è da guidare a manetta su un sentiero esposto ma veloce mi spaventa meno.
Ma oggi è così, in bilico di continuo, improvvisando e dando tutta la fiducia possibile a queste gomme.

Si risale in sella. Al volo.
Si risale in sella. Al volo.

Che, ve lo anticipo, hanno dimostrato di cavarsela molto bene: prevedibili (grazie al profilo rotondeggiante del battistrada), morbide ma non imprecise (grazie al cerchio da 23 mm) e soprattutto resistenti. Nemmeno una foratura in due giorni di riding “a palla di cannone”, nonostante in più di un’occasione le gomme siano state pizzicate dai cerchi.

La Mavic Quest se la cava bene davanti, ma è più indicata sul posteriore per sentieri così ripidi e tecnici.
La Mavic Quest se la cava bene davanti, ma è più indicata sul posteriore per sentieri così ripidi e tecnici.

Solo la posteriore ha mostrato una certa usura, ma tutto sommato nella norma considerando la mescola intermedia e l’impegno gravoso a cui è stata sottoposta su questi sentieri.

Se Jerome dice che è fattibile…
Ogni tanto Ash Smith, la guida di questo press camp nonché l’organizzatore della Mavic Transprovence, si ferma per raggruppare tutti.
Questo ricompattare le fila avviene perlopiù prima di passaggi un po’ più difficili.
E in quel momento Smith suggerisce come affrontarli.

Jerome Clementz incarna alla perfezione lo stile francese: ruote in aria per togliersi d'impaccio quando il sentiero diventa difficile. Oppure solo per divertirsi...
Jerome Clementz incarna alla perfezione lo stile francese: ruote in aria per togliersi d’impaccio quando il sentiero diventa difficile. Oppure solo per divertirsi…

Sono bastate due occasioni per capire che se in quel momento Jerome Clementz non dice nulla, allora non sono tanto difficili, ma se invece dice “it’s rideable” allora sono… cavoli.
«Rideable for you, Jerome!»
Comunque, l’importante è provarci e poi davanti a sentieri come questi, gli stessi che hanno reso mitica la Transprovence, come si fa a dire di no?

Durante il giro con i giornalisti, Clementz ha utilizzato le ruote e le gomme appena presentate.
Durante il giro con i giornalisti, Clementz ha utilizzato le ruote e le gomme appena presentate. In gara però preferisce un assetto diverso: ecco qui la sua bici.

Quel cerchio da 23 mm si sente
Difficile immaginare quanto 2 mm soltanto facciano tanta differenza. E’ vero, il cerchio delle Crossmax Xl non è solo più largo, ma è anche stato ridisegnato.
Rispetto agli altri modelli Crossmax, le Xl sono un più precise e definirle solo da escursionismo (“enduro adventure” secondo Mavic) non sarebbe del tutto corretto, almeno per quello che ho potuto constatare in questo breve test.

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La bici utilizzata nel corso del test è una bici che ho conosciuto bene prima della presentazione Mavic, ossia la Canyon Spectral Al 9.0 Sl.
I percorsi scelti da Ash Smith, comunque, hanno messo in mostra anche un altro aspetto molto importante di queste ruote, ovvero la loro rigidità torsionale.

Il nose-press in più di qualche occasione era l'unica soluzione possibile. E la ruota anteriore si è dimostrata molto solida e precisa.
Il nose-press in più di qualche occasione era l’unica soluzione possibile. E la ruota anteriore si è dimostrata molto solida e precisa.

Nei tornanti stretti in discesa (e ne abbiamo fatti davvero tanti…) e in salita sullo sterrato più impervio è emerso che le ruote rispondono con precisione, flettono sì, ma in maniera del tutto accettabile e non temono impatti con rocce e sassi.
Avere un set di ruote che ti dà confidenza sul ripido (esposto) e sui tornanti stretti è una sicurezza non indifferente.

Girare con Clementz…
Jerome Clementz ha un talento formidabile e questo non fa certo notizia.
Del francese semmai colpisce la sua disponibilità e il “non tirarsela” minimamente. Nei suoi panni in molti avrebbero cominciato a sentirsi più star, ma lui è sempre con i piedi per terra.
Più o meno, a parte quando decide di saltare con la bici in posti dove solo lui riesce a farlo.

Non si può più neanche farla in pace... Jerome Clementz scherza saltando a fil di collo.
Non si può più neanche farla in pace… Jerome Clementz scherza saltando a fil di collo.

Stare alla sua ruota? Difficile, o meglio difficile riuscire a tenerla a lungo perché presto o tardi ti semina per 3 motivi:
1 – va troppo veloce;
2 – ti devi fermare a raccogliere la mascella dopo che lo hai visto fare una curva alla sua maniera;
3 – sei caduto.
E spesso queste 3 circostanze si verificano proprio in questa sequenza.

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Nonostante ciò, ti rimetti in sella e ti convinci che tu, pur bravino con la Mtb, a tutti gli effetti fai un altro sport.
L’autostima non crolla ai minimi storici perché pensi che se non altro, lui, è Jerome Clementz, uno dei più forti al mondo.
Se non le fa lui queste cose, chi altri potrebbe farle?

Sentieri 5 stelle
Sì, è il caso di dirlo: la Mavic Transprovence si corre un’area dove trovare sentieri magnifici è piuttosto facile. Se questa gara è diventata così celebre e venerata, beh, la ragione dopo aver girato lì per due giorni, è piuttosto evidente.
Ash Smith sta facendo un lavoro egregio, perché va detto che quasi mai i sentieri nuovi sono in buono stato e quindi richiedono un grosso intervento di pulizia e ripristino.

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Smith però non si tira indietro e con i suoi collaboratori non fa che questo tutto l’anno.
«Il mio mestiere – spiega – è la Mavic Transprovence, più organizzare eventi in Mtb sempre in questa zona. La Transprovence, fra l’altro, non è solo agonistica, ma esiste anche quella escursionistica».

Hike-and-bike, ovvero non sono mancati i tratti con bici in spalla. E' questa la definizione più completa di Mtb? In Francia sì, ma anche in Italia si sta tornando, pian piano, verso questa direzione.
Hike-and-bike, ovvero non sono mancati i tratti con bici in spalla. E’ questa la definizione più completa di Mtb? In Francia sì, ma anche in Italia si sta tornando, pian piano, verso questa direzione.

Questa zona della Francia non lontana dal confine italiano è una delle località la cui reputazione sta crescendo in maniera verticale.
Se siete interessati a farci un giro, scrivete allo staff di Ash.

Infine sotto la doccia…
A volte solo sotto la doccia scopri quanto forte sei andato.
Te ne accorgi perché l’acqua calda brucia sui graffi che ti ritrovi più o meno ovunque.
Ti accorgi dei lividi.
«E questo dove me lo sono fatto?»
Ti accorgi di quanto sei stanco se sotto l’acqua bollente ci rimani più del solito.
E ti tornano in mente tutti i passaggi difficili e spettacolari di questi due giorni intensi ma spettacolari.
E’ stata dura mettere in difficoltà queste Crossmax Xl e alla fine, nonostante tutto, non ci sono riuscito.
Il loro limite è molto elevato.

Si caricano le bici sul carrello e si torna a casa. Questa mini Transprovence è finita.
Si caricano le bici sul carrello e si torna a casa. Questa mini Transprovence è finita. Ash Smith saluta tutti.

E le gomme Quest? Davanti servono più tasselli per percorsi come questi. Dietro è perfetta.
Chiudo la valigia, saluto Clementz, il personale di Mavic e mi porto a casa un bel bagaglio di nuove esperienze.

Ps: questo video spiega che cosa Mavic intende con il termine “enduro adventure”:

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti