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A quanti di voi è capitato di sfogliare il catalogo Brooks e di rimpiangere il fatto che non ci fosse un prodotto specifico per la Mtb?

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Probabilmente a più di qualcuno (compreso il sottoscritto, lo ammetto).
Però, prestando un po’ di attenzione alla linea di prodotti, qualcosa, forse, può essere montato su una Mtb.
Ad esempio la Cambium C17, presentata proprio lo scorso anno a Eurobike.
Mettendo da parte la voce peso (che è piuttosto significativa) e concentrandosi sulle doti caratteristiche di questa sella (grande comfort e durata nel tempo), abbiamo chiesto all’importatore italiano di Brooks, Dsb, di mandarci un campione della Cambium C17 per un test.

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Sul catalogo questa sella è destinata al turismo, ma state tranquilli, non siamo impazziti.
Lo scopo di questo articolo è capire quanto una sella pensata per un uso “non Mtb” sia in grado di soddisfare anche un biker, disposto però a mettere in secondo piano il peso (per la cronaca 420 gr).
Il risultato, lo anticipiamo, è stato sorprendente, ma prima di tutto occorre capire come è fatta questa sella.

Scordatevi il carbonio
Il comfort istantaneo che si avverte poggiando il fondoschiena sulla Cambium è dovuto ai materiali con cui è realizzata.

La Cambium C17 è disponibile in 4 colorazioni-finiture diverse.
La Cambium C17 è disponibile in 4 colorazioni-finiture diverse.

Non c’è carbonio e nemmeno titanio o alluminio, ma solo gomma naturale vulcanizzata e una struttura in acciaio.
La gomma, grazie anche alla struttura in acciaio che la sorregge, è dura al tatto, ma capace di flettere e di assorbire vibrazioni e impatti in modo egregio.
Si adegua all’anatomia del ciclista, senza creare, apparentemente, deformazioni permanenti.

Lo scafo della sella è in gomma vulcanizzata. Niente carbonio o Nylon.
Lo scafo della sella è in gomma vulcanizzata. Niente carbonio o Nylon.

Insomma, pur essendo ben lontana dall’appeal del carbonio e dei materiali di pregio più noti, non appena si poggia il fondoschiena sulla superficie della sella, la gomma naturale diventa anch’essa un materiale di pregio.
Il rivestimento è affidato a un tessuto impermeabile creato da Brooks che conferisce alla superficie un grip notevole e una resistenza alle abrasioni altrettanto elevata.
Brooks ha usato questo materiale per rendere la Cambium longeva e resistente quanto qualunque altra Brooks.

Il telaio è in acciaio tubolare, mentre la struttura di supporto dello scafo è in lega die-cast.
Il telaio è in acciaio tubolare, mentre la struttura di supporto dello scafo è in lega die-cast.

Dimensioni importanti
Le dimensioni sono un altro segno distintivo del Dna Brooks.
La larghezza è di 162 mm e la lunghezza di 283 mm, cioè misure pensate per garantire la massima superficie di appoggio per il ciclista.
La filosofia di Brooks si vede anche in questo e, se sulle prime può destare qualche perplessità, pedalando offroad svela in toto le sue motivazioni, anche su una Mtb.

Per il test della Brooks Cambium C17 abbiamo usato la Evil The Following e la Cannondale F-Si Carbon 1.
Per il test della Brooks Cambium C17 abbiamo usato la Evil The Following e la Cannondale F-Si Carbon 1.

Una sella larga nella parte posteriore può intralciare i movimenti del biker e questo è vero, ma sulla Cambium questo aspetto non si avverte in maniera così netta.
La lunghezza della sella, invece, permette uno spazio di accomodamento (chiamiamolo così) maggiore e dà al biker la possibilità di pedalare bene in diverse posizioni.
Le dimensioni, quindi, sono importanti, soprattutto la larghezza della parte posteriore, e creano qualche anomalia estetica una volta che la sella è montata sulla bici (parliamo di Mtb).
Le sensazioni in sella, però, contrastano fortemente con l’estetica: la Cambium C17 avrà pure uno stile classico, ma è capace di un comfort sconosciuto alla maggior parte delle selle specifiche da Mtb.

Su quale bici la monto?
Bella domanda.
Se volessimo seguire dei canoni stilistici, la Brooks Cambium C17 non è una sella da montare su una Mtb da Xc.
E nemmeno su una bici da enduro.
Oppure sì, a seconda dei gusti e delle necessità.
L’estetica non è così fuori dal coro, tutto sommato.
Piuttosto sono i suoi 420 gr a scoraggiare tutti quelli che con fatica sono riusciti a limare il peso della propria bici.

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Quindi la domanda da porsi non è tanto “su quale bici la monto?” quanto “di quanto comfort ho bisogno dalla mia sella?”.
Brooks ha definito la Cambium C17 come una sella da touring, cioè per lunghe percorrenze e immaginarla su una bici da marathon, quindi, non è una scelleratezza.
L’abbiamo montata sulla Cannondale F-Si Carbon 1 e la bici non ha subito uno stravolgimento nell’estetica.
Giudicate voi dalle foto.

Esteticamente non sfigura su una hardtail. A voi il giudizio...
Esteticamente non sfigura su una hardtail. A voi il giudizio…

L’abbiamo montata anche sulla Evil The Following e qui il risultato estetico è stato un po’ più difficile da mandare giù.
Giudicate voi.

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Sull’estetica non possiamo sindacare troppo: a ognuno i suoi gusti.
La Cambium C17, quindi, è la sella perfetta per le Mtb da avventura, per le gravel, per le fatbike e per tutte quelle bici da offroad il cui peso non è un fattore significativo.
Piuttosto della Cambium C17 va messo in evidenza il potenziale in chiave Mtb: basterebbe poco per renderla appetibile a grandi schiere di biker, attenti al comfort, all’uso di materiali naturali, al Made in Italy e a un prezzo che non è troppo lontano dal coro (140€).

Il tessuto di cotone tende facilmente a "fissare" lo sporco, ma il trattamento impermeabile lo rende anche facilmente lavabile.
Il tessuto di cotone tende facilmente a “fissare” lo sporco, ma grazie al trattamento impermeabile può essere rimosso con relativa facilità.

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Brooks ha fatto un primo passo importante verso il mondo della Mtb e la Cambium C17, pur non essendo specificamente da Mtb, è una sella il cui comfort, fidatevi, farebbe felice ben più di un biker.

Per informazioni Brooksengland.com oppure Dsb-bonandrini.com

Ps: e se cercate qualcosa di ancora più originale… rivestimento in Denim.

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti