scritto da Andrea Ziliani in Biciclette,Test il 12 Dic 2017

TEST – Cannondale Trigger Carbon 3: super precisa

TEST – Cannondale Trigger Carbon 3: super precisa
        
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La Cannondale Trigger Carbon 3 rappresenta il nuovo corso delle Mtb a corsa lunga della casa americana.
Abbiamo avuto modo di presentarvela in anteprima qualche mese fa, insieme alla “sorella maggiore” Jekyll (qui il test) e di recente siamo riusciti a testare per bene la versione Trigger Carbon 3.
Dalla Jekyll eredita il sistema Gemini, ovvero un dispositivo che permette di variare la corsa della sospensione posteriore da 145 mm a 115 mm agendo su un comando posizionato sul manubrio.
Per le specifiche tecniche vi rimandiamo all’articolo di presentazione, mentre per il test completo vi invitiamo a proseguire la lettura…

Cannondale Trigger Carbon 3

1 – DETTAGLI  TECNICI TELAIO
– Geometria: 9,0
66° di angolo di sterzo non sono assolutamente pochi ma la sensazione in sella è quella di avere una bici con un tubo di sterzo leggermente più chiuso rispetto al valore dichiarato, mentre l’inclinazione del tubo piantone (74,5°) è quasi perfetta.
Questo a tutto vantaggio della pedalabilità in salita senza dover giocare sull’avanzamento della sella.

Cannondale Trigger Carbon 3

Il tubo superiore ha una lunghezza di 627 mm in taglia L (ovvero la taglia delle bici provata) e nonostante sia un valore decisamente buono per la categoria avrei preferito qualche millimetro in più per potermi sentire più “dentro la bici” nelle situazioni più difficili.

Cannondale trigger carbon 3

Con un’altezza del movimento centrale di 345 mm la Trigger si posizione tra le migliori della categoria: durante il test non è mai capitato di urtare il terreno nemmeno su trail molto sconnessi.
Questo valore, insieme alla lunghezza ridotta del carro (solo 42 cm…), conferisce un’ottima agilità nei cambi di direzione.
Proprio l’agilità, infatti, è una delle caratteristiche di spicco di questa bici.

– Assetto in sella: 8,0
Il sottoscritto è alto 183 cm ed è abituato ad utilizzare un manubrio molto alto da terra, solitamente utilizzando manubri con rise di 30 o 40mm, ho trovato la Trigger un po’ bassa sull’anteriore, nonostante l’attacco manubrio fosse impostato sulla posizione più alta.
Questo si sente molto nei momenti di maggiore difficoltà come quando si affronta uno scalino molto alto all’improvviso o delle sconnessioni in rapida sequenza.

Cannondale Trigger Carbon 3

Il ponte comandi è abbastanza “affolato”.

Con un valore che si ferma a soli 420 mm il carro della Trigger è molto compatto (se non addirittura il più compatto considerato il travel della sospensione) e dona alla bicicletta una reattività notevole.
Sollevare la bici per un bunny-hop diventa davvero un gioco da ragazzi in qualsiasi momento (nonostante il manubrio basso) e la reattività nel cambiare direzione è fulminea.

Cannondale Trigger Carbon 3

Il carro veramente compatto della Trigger. Potete anche notare il passaggio risicato della borraccia.

Per mantenere una bici polivalente e prestazionale in ogni ambito 1185 mm di interasse (in taglia L) sono un valore ottimo per una trail bike.
E la Cannondale Trigger Carbon 3 lo è davvero e da questo punto di vista si riesce a spiegare la scelta di un tubo superiore non particolarmente lungo.
Nel complesso l’assetto in sella è valido e ispira una buona confidenza di guida, grazie anche al manubrio da 780 mm di larghezza.

– Cura costruttiva: 9,0
Partiamo col dire che lo spazio per la gomma all’interno del carro è abbastanza ampio da ospitare agevolmente coperture da 2,5 pollici di sezione.
E questo significa che il fango non potrà rovinare le vostre uscite più bagnate.
Altro dettaglio di spicco della Cannondale Trigger Carbon 3 è la protezione in materiale composito sulla parte bassa del tubo obliquo (foto in basso).
Davvero ben fatta e funzionale, al pari del batticatena in gomma presente sul fodero basso del carro.

Cannondale Trigger Carbon 3

La solida protezione del tubo obliquo in carbonio è davvero bella.

Cannondale Trigger Carbon 3

Il batticatena in gomma protegge solamente il fodero basso. Quello alto rimane invece scoperto ed è consigliata l’applicazione di pellicola protettiva per non scalfire la verniciatura.

Come su Jekyll e Scalpel, i cavi della Trigger sono tenuti in posizione da appositi supporti di plastica che si inseriscono all’interno del telaio.
Non troviamo i classici fermi in gomma quindi, bensì un sistema più complesso tenuto fermo da una vite.
Nota dolente su questo allestimento è proprio l’affollamento di guaine: avendone 2 per i freni, 2 per la trasmissione e 2 per reggisella e ammortizzatore, il manubrio della Trigger non brilla in quanto a pulizia visiva.

Cannondale Trigger Carbon 3

C’è un solo attacco portaborraccia posizionato sul piantone e quindi in posizione verticale. Cannondale ci ha fornito anche una borraccia per testarne la praticità e devo dire che non mi ha entusiasmato molto.
Infatti, lo spazio per infilare-estrarre la borraccia è piuttosto risicato e l’estrazione deve avvenire lateralmente per non avere problemi di interferenza con il link della sospensione. Per fare in modo che la borraccia non scappi via durante l’uso della bici è necessario utilizzare un portaborraccia di ottima qualità.
La borraccia, infatti, è posizione verticale e le sollecitazioni più intense possono portarla a scappare via.
La Cannondale Jekyll Carbon 3 è predisposta per il guidacatena tramite un attacco Iscg-05

– Tuning ammortizzatore: 9,0
Il sistema Gemini, come fu per il Dyad in passato, è ovviamente il cuore pulsante della nuova generazione trail ed enduro di Cannondale.
Ne caratterizza funzionalità ed utilizzo e passando dalla modalità Flow (cioè per la discesa) a quella Hustle (cioè per i tratti pedalati) permette di modificare il Sag e la corsa della sospensione posteriore.
Nonostante le numerose innovazioni introdotte negli ultimi anni per migliorare pedalabilità e facilità di utilizzo delle Mtb moderne, il sistema “a doppia anima” di Cannondale rimane uno tra i più validi nel settore.
Meno entusiasmante il comando remoto del sistema Gemini (foto in basso), un po’ ingombrante ma tutto sommato funzionale.

Cannondale Trigger Carbon 3

Il pratico comando Gemini che permette di variare l’escursione da 145 mm a 115 mm

L’ammortizzatore è un Fox Float Performance DPS Evol custom che permette la frenatura in compressione e in estensione.
Il tuning scelto per la Trigger è davvero valido perché la sospensione rimane bilanciata in ogni situazione offrendo anche un’ottima pedalabilità.

– Posizionamento dell’ammortizzatore: 9,0
Il nuovo schema di sospensione Cannondale è uno dei più semplici e funzionali e l’ammortizzatore rimane accessibile da entrambi i lati molto velocemente.
Si può agire tranquillamente sulla levetta dell’ammortizzatore per selezionare il livello di freno in compressione senza dover scendere dalla bicicletta.
In questa posizione l’ammortizzatore è anche ben al riparo dai detriti sollevati dalla ruota posteriore.

– Peso bici: 7,5
La Trigger Carbon 3, senza pedali e in taglia L, ferma l’ago della bilancia a 14,2 kg.
Non è di certo una piuma, ma considerando il prezzo e il livello dell’allestimento (nel quale spiccano la solidità delle ruote e la trasmissione 2×11) c’è, volendo, del margine di miglioramento senza sborsare cifre folli.

– Prezzo telaio e/o bici: 8
Questo allestimento viene venduto al pubblico alla cifra di 3999€.
Ovvero una cifra molto interessante se si considera il livello di prestazioni, gli eventuali sconti in negozio e la garanzia a vita.
Di certo ci sono dettagli che fanno rimpiangere un allestimento più curato e fra questi spiccano, ad esempio, la cartuccia Fit4 per la forcella Fox e i foderi del carro in carbonio così da limare qualcosa in termini di peso.

Cannondale Trigger Carbon 3

– Garanzia: 9,5
La Trigger Carbon 3, come tutte le Cannondale, prevede la garanzia a vita sul telaio.

Voto finale (da 1 a 10): 8,5

2 – COMPORTAMENTO IN SALITA
– Efficienza sospensione posteriore in salita: 9,5
Uno dei punti salienti delle nuove Jekyll e Trigger è, appunto, la sospensione.
Il vecchio ammortizzatore Diad e lo schema di sospensione pull-shock sono stati abbandonati in luogo al nuovo sistema Gemini, prodotto sempre in collaborazione con Fox.
Questo sistema permette di variare l’escursione da 145 mm a 115 mm in un solo click tramite comando a manubrio.
Rimane invece invariato il selettore sul corpo dell’ammortizzatore con le classiche 3 posizioni Open, Medium e Firm.
Se saliamo su asfalto possiamo contare su un blocco quasi totale della sospensione che ci consente di salire a qualsiasi andatura senza problemi (gambe permettendo…).

Cannondale Trigger Carbon 3

Anche alzandoci sui pedali la reazione è la medesima e l’unico limite alla velocità in salita lo abbiamo dall’attrito delle coperture, decisamente aggressive (Maxxis Minion Dhf e Dhr da 2,3″).

Cannondale Trigger Carbon 3

L’andatura sui pedali, volendo, è facilitata dal tuning delle sospensioni

Passando invece alla salita offroad il discorso diventa più complesso.
Se infatti stiamo affrontando una salita sconnessa la sospensione in modalità Firm è fin troppo… ferma, al punto da impedire di salire con il giusto ritmo, a causa del rimbalzo sugli ostacoli.
E’ opportuno, infatti, a seconda delle proprie preferenze di pedalata e del tipo di terreno, “mixare” tra il comando Gemini e il selettore della compressione sull’ammortizzatore. Bisogna anche prestare un minimo di attenzione alla posizione in sella dato che, essendo una bici abbastanza compatta, ogni movimento del corpo, anche minimo, può portare a un alleggerimento della ruota anteriore o a uno slittamento della ruota posteriore.
Richiede un po’ di attenzione, soprattutto le prime volte, quando il sentiero sale su un terreno impegnativo.
Il comportamento della sospensione posteriore in salita, nel complesso, è molto valido grazie all’ampia personalizzazione dell’ammortizzatore.

Cannondale Trigger Carbon 3

– Impressioni di guida in salita: 9,0                                                                                  Nonostante questo sia l’allestimento base, la Cannondale Trigger Carbon 3 non ha deluso in nessuna situazione permettendo di affrontare salite impervie e con qualsiasi fondo. Unica nota riguarda la scelta della gomma posteriore.
Dato che questa è una bici pensata anche per le lunghe uscite avrei preferito qualcosa di più scorrevole, soprattutto se affrontiamo lunghi tratti di trasferimento su asfalto.
Per restare in casa Maxxis, un High Roller 2 rispetto al minion DHF II avrebbe fatto la differenza, anche se un Ardent o un Aggressor sarebbero stati la scelta perfetta.
Almeno per i sentieri sul quale è stato condotto il test.

Cannondale Trigger Carbon 3

Una una mescola 3C all’anteriore avrebbe dato più grip nelle situazioni difficili

Cannondale Trigger Carbon 3

Al posteriore una gomma più scorrevole sarebbe stata perfetta.

Cannondale Trigger Carbon 3

L’allestimento della Cannondale Trigger Carbon 3 mi ha lasciato ad un primo impatto dubbioso, perché, lo confesso, non avrei mai montato la guarnitura con corona doppia all’anteriore.
Dopo aver fatto però due weekend all’insegna di pendenze considerevoli e salite interminabili mi sono dovuto ricredere.
Ho portato la pellaccia a casa e mi sono evitato un sacco di tratti a spinta.
Certo, con una trasmissione 1×12 e con un pignone da 50 denti avrei ottenuto lo stesso sviluppo metrico, ma volete mettere il risparmio e la minor usura dell’insieme?

Voto finale (da 1 a 10): 9,25

Cannondale Trigger Carbon 3

Cannondale Trigger Carbon 3

3 – COMPORTAMENTO IN DISCESA
– Efficienza sospensione posteriore in discesa: 8,0
Con la modalità Open e l’impostazione Flow del Gemini è proprio un bell’andare.
Il comando Gemini dà un boost niente male quando troviamo percorsi misti e molto vari come ad esempio piccoli rilanci o brevi strappi in salita conditi da tratti veloci con poca pendenza.

Cannondale Trigger Carbon 3

Il link del monocross è realizzato in carbonio per tutte le versioni.

La sospensione della Cannondale Trigger Carbon 3 si denota subito per essere molto sensibile nei primi millimetri, diventando mediamente sostenuta a metà corsa per poi utilizzare la progressività sull’ultima parte del travel.
Tutto ciò per dire che non è raro sentire l’ammortizzatore lavorare solo sull’ultima parte di escursione.
Gli impatti di piccola entità sono il pane quotidiano della Trigger e percorrendo sentieri veloci e poco sconnessi si gode appieno dell’ottimo funzionamento del sistema.
Come per la Jekyll l’impostazione di guida deve essere spostata sull’anteriore per mantenere precisione con la ruota anteriore e un buon rendimento in discesa.

Cannondale Trigger Carbon 3

La vocazione da vera trail rende questa bici non molto prestante quando si tratta invece di lanciarsi nelle pietraie a tutta velocità.
Come detto prima per la sospensione, ci si può ritrovare a far lavorare l’ammortizzatore solo sulla parte finale della corsa.
La Fox 34, in versione Performance, poi, denota i suoi limiti ancora prima dell’ammortizzatore andando in crisi in questo genere di condizioni.
Ma stiamo parlando di una trail bike ed è bene tenerlo a mente quando si va in discesa. Per avere più confidenza ancora è meglio la Jekyll…

– Efficienza in frenata: 7,5
Come già detto nel test della Jekyll 2, il monocross della nuova generazione Cannondale mostra i suoi limiti in frenata e la minore escursione rispetto alla sorella maggiore lo denota ancor di più.
In questo frangente non è una bici facile, ma si comporta come tutte le bici con sospensione a singolo pivot.
Va detto, però, che il carro molto corto e le generose dimensioni dei perni abbinate allo standard Boost regalano alla Trigger un’incredibile rigidità laterale.
Nonostante l’allestimento non sia il top della categoria la precisione di inserimento è sempre ottima.

Cannondale Trigger Carbon 3

– Impressioni di guida in discesa: 8,0
Le geometrie scelte in fase di sviluppo hanno creato una bici davvero agile e scattante, sia in salita che in discesa.
Questo è sicuramente un vantaggio per un rider medio-esperto, mentre può non essere altrettanto esaltante per un neofita che cerca invece una bici più permissiva e facile.

Cannondale Trigger Carbon 3

Cannondale Trigger Carbon 3

Per il resto la bici ha già tutto quello che serve per affrontare ogni percorso, ad eccezione di due piccoli particolari.
Avrei preferito un reggisella da 150 mm di escursione rispetto ai “soli” 120 mm di quello di serie e, come già detto, la cartuccia Fit4 nella Fox 34 avrebbe sicuramente aiutato nelle situazioni più “estreme” di riding.

Voto finale (da 1 a 10): 7,83

Cannondale Trigger Carbon 3

Una cartuccia Fit4 avrebbe regalato all’anteriore più confidenza e sensibilità.

4 – COMPORTAMENTO SUL PEDALATO
– Efficienza sospensione posteriore nel pedalato: 9,5
Come già detto sopra, i tratti misti/pedalati sono il terreno ideale della Cannondale Trigger Carbon 3 e possiamo scegliere di viaggiare con i 145 mm di escursione bloccati sulla posizione intermedia oppure, tramite il comando Gemini, spostarci a 115 mm di corsa e tenere l’ammortizzatore completamente aperto. A voi la scelta…

– Impressioni di guida sul pedalata: 9,5
Personalmente ho sempre preferito agire il meno possibile sul selettore blu dell’ammortizzatore. Abbiamo il comando Gemini a portata di pollice e sfruttandolo al meglio la Trigger diventa quasi una full da Marathon.

Cannondale Trigger Carbon 3

Grazie alla rigità dell’insieme carro/sospensioni la sensazione è sempre quella di avere una bici pronta a tutto.

Voto finale (da 1 a 10): 9,50

VOTO FINALE: 8,77

Cannondale Trigger Carbon 3

Cannondale Trigger Carbon 3

In conclusione…
La Cannondale Trigger Carbon 3 è una pedalatrice nata, pensata e sviluppata per chi cerca una bici tuttofare dalle prestazioni importanti.
Il sistema Gemini le conferisce una pedalabilità da marathon mentre la rigidità e la precisione nella guida sono le caratteristiche che più spiccano in discesa.
Ed è proprio per questo che consiglierei la nuova trail bike di casa Cannondale ad un utente medio-esperto. La reattività e il nervosismo che si avvertono quando l’andatura si alza potrebbero intimorire un neofita non facendogli apprezzare appieno le doti di questo telaio.
Mi sarebbe piaciuto vedere come un’eventuale versione con ruote da 29 pollici (la ricordate?), magari un pelo più rilassata e più schiacciasassi sullo scassato dei sentieri alpini.
Chissà se Cannondale tornerà a produrla?

Qui tutti i nostri articoli sulle trail bike

Per informazioni Cannondale.com



voto:  8,77 / 10

PRO:

Sospensione posteriore ampiamente configurabile, precisione direzionale, agilità, efficienza della sospensione posteriore in salita, garanzia a vita

CONTRO:

Peso, confidenza di guida in discesa per un biker non esperto, comportamento della sospensione posteriore sui grandi impatti.

Scheda Tecnica

  • Caratteristiche telaio:
    Struttura in fibra di carbonio e carro in alluminio. Tecnologia Gemini dell'ammortizzatore per variare l'escursione dell'ammortizzatore. Passaggio interno dei cavi per il triangolo anteriore, attacco Iscg05, asse passante posteriore 148x12 mm, scatola movimento centrale Bb30, 4 taglie dalla S alla XL
  • Travel posteriore:
    145 mm in Flow, 115 mm in Hustle
  • Diametro ruota:
    27,5"
  • Peso bici completa:
    14,2 kg, senza pedali e in taglia L
  • Angolo di sterzo:
    66°
  • Tubo orizzontale:
    62,7 cm (tg L)
  • Tubo piantone:
    46 cm (tg L)
  • Carro:
    420 mm
  • Interasse:
    119 cm (tg L)
  • Prezzo:
    3999€
        
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