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WHISTLER – Provare una trasmissione in discesa dove si pedala poco e si cambia relativamente poco ha senso? La risposta sarebbe no se non fosse che la discesa in questione è quella dell’ultima Speciale dell’Enduro World Series a Whistler.
E se si tratta di una trasmissione monocorona e senza guidacatena, allora il test diventa ancora più significativo.
Se parliamo del nuovo Sram X01, poi, allora tutto diventa anche emozionante.

Un X01 sul tavolo dello Sram PopUp Store e uno sulla Lapierre Zesty da provare.
Un X01 sul tavolo dello Sram PopUp Store e uno sulla Lapierre Zesty da provare.

L’appuntamento è allo Sram Pop Up Store davanti la partenza degli impianti di risalita di Whistler. Pochi giornalisti per il primo test ufficiale, ma tutti già convinti che il nuovo arrivato di casa Sram sarà all’altezza dell’XX1.
Le caratteristiche tecniche (e i prezzi) di cui vi abbiamo parlato in questo articolo sono di prim’ordine e differiscono davvero poco da quelle dell’XX1.
Non ci perdiamo troppo in chiacchiere e prendiamo subito la cabinovia e la seggiovia per andare su al Top of the World, dove i sentieri sono ancora roventi per la battaglia del giorno prima.

Nebbia verso la vetta. Foto Adrian Marcoux
Nebbia verso la vetta.
Foto Adrian Marcoux

C’è nebbia. La temperatura è bassa. Ma sono a Whistler e questo meteo è da aspettarselo, in un modo o nell’altro.
Niente foto panoramiche, spiacente, ma solo occhi sul sentiero che nel frattempo scorre veloce sotto i miei occhi. Rocce, sassi, scalini, polvere, polvere, tanta polvere che sembra farina, solchi sul sentiero, tornanti scavati, ma il grip è ancora molto buono.
Le rocce sono annerite dalle migliaia di gomme che vi hanno rotolato sopra.
La mia bici è una Lapierre Zesty 2014, quindi ruote da 650B, sospensioni Pike e Monarch Plus, ruote Sram Roam 60 e ovviamente lui, lo Sram X01.

In azione con Simon Cittati di Sram Europe a ruota. Foto Adrian Marcoux
In azione con Simon Cittati di Sram Europe a ruota.
Foto Adrian Marcoux

C’è ancora la nebbia intorno e il sentiero è quanto di più vario io abbia mai visto: non c’è solo discesa, non ci sono solo passaggi tecnici e rocce sporgenti, ma c’è anche la velocità e ci sono quei drittoni dove Jared Graves in gara ha toccato i 79 km orari. Capite quanto si fila qui?
Sotto c’è sempre lui, lo Sram X01, che so di usare poco, ma quando serve, ossia quando il trail torna a salire, mi dà le stesse sensazioni di velocità e prontezza dell’XX1. Inutile che io mi sforzi di trovare una differenza o un difetto: questo gruppo, dopo meno di 3 km, mi sembra già di conoscerlo molto bene.

Sentieri scavati sul Top of the World, il percorso di gara dell'Ews di Whistler. Foto Adrian Marcoux
Sentieri scavati sul Top of the World, il percorso di gara dell’Ews di Whistler.
Foto Adrian Marcoux

La discesa e il Top of the World, però, servono a mettere alla prova il sistema di ritenzione della catena (il Roller Bearing Clutch e il disegno X-Sync dei denti della corona) ideato da Sram.
Vi anticipo subito che di fondocorsa le sospensioni ne hanno presi un sacco anche perché a Whistler, sui sentieri più difficili, o salti o muori.
E nonostante sollecitazioni estreme, la catena è sempre rimasta lì, agganciata alla corona.

Curtis Keene, il giorno dopo la gara, ha girato con i giornalisti per il test dell'X01. Ovviamente era sempre in testa... Foto Adrian Marcoux
Curtis Keene, il giorno dopo la gara, ha girato con i giornalisti per il test dell’X01. Ovviamente era sempre in testa…
Foto Adrian Marcoux

Davanti Curtis Keene
O meglio la polvere delle ruote di Curtis Keene, visto che l’americano è imprendibile, vuoi per il manico e vuoi perché questo sentiero lo conosce meglio di me.
Si è ritirato perché ha stallonato il copertone quando era nei primi 5 della classifica generale ed era proprio su questo percorso che, da solo, valeva mezza gara.
Il test dello Sram X01 prevede anche una sessione fotografica durante la discesa e questo all’inizio rovina un po’ il piacere della discesa, ma man mano che si scende diventa invece un momento di relax, visto che il percorso non dà mai tregua.
Mi stupisco di cosa voglia dire affrontarlo dopo 4 Speciali a ritmo gara.
Mi tornano in mente le parole di Jerome Clementz: devi fare il tuo ritmo e fregartene degli altri.
Ok, ma Clementz è Clementz, e il suo ritmo è un bel ritmo, ma qui è pazzesco.
Magnificamente pazzesco, direi.
Ci sono solo pochi attimi di tregua, quando la strada si allarga e la velocità torna a salire tantissimo.
In realtà se sei in gara ti rilassi ben poco.
Niente da fare, questa Speciale è pazzesca e credo che se non hai una preparazione adeguata (e quanto meno un mezzo all’altezza) sia solo pericolosa in gara.
Per girare con gli amici, invece, è un paradiso.
Lo hanno detto tutti, compreso un Fabien Barel amareggiato-infuriato per la sua penalità, che i percorsi enduro di Whistler sono magnifici, vari e selettivi.
Enduro vero.

Lo Sram X01 conferma le doti di versatilità dellXX1. Non solo enduro quindi. Foto Adrian Marcoux
Lo Sram X01 conferma le doti di versatilità dellXX1. Non solo enduro quindi.
Foto Adrian Marcoux

Un cambio da enduro
Lo Sram X01, per quel poco ma magnifico che ho potuto vedere, è un gruppo che, al pari dell’XX1, ha doti di grande polivalenza che in realtà il mondo dei biker deve ancora scoprire.
Lo Sram X01, prima ancora di essere svelato ufficialmente, si era già guadagnato il titolo di “gruppo più atteso del 2014” e con tutti i meriti, direi.
Adesso gli appassionati già chiedono un X09, ovvero un gruppo che renda ancora più evidente la differenza di prezzo con il modello di punta.

La finitura nera per gli 11 pignoni è una delle differenze con lo Sram XX1. Foto Adrian Marcoux
La finitura nera per gli 11 pignoni è una delle differenze con lo Sram XX1.
Foto Adrian Marcoux

In Sram però c’è tanto da fare: hanno inventato l’1×11 e adesso glielo richiedono in un gran numero di specialità, ciclocross compreso.
Un passo alla volta, quindi, ma intanto il 2014 è servito e credo che la differenza di 120€ con l’XX1 non sia poi così trascurabile soprattutto se si considera quella con l’X0 2×10.
Riconsegno la Lapierre, sporca di polvere gloriosa, infangata, ma di certo non stanca di questi sentieri.
L’enduro a Whistler ha davvero fatto un passo in avanti, mentre lo Sram X01 continua la rivoluzione 1×11 che sono certo coinvolgerà sempre più discipline.

Per informazioni www.sram.com

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti