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DAVOS – L’ultima funivia per lo Jakobshorn è alle 16. L’unica cosa di cui mi devo preoccupare è essere a Davos, nel parcheggio della stazione della funivia, una mezz’ora prima per avere il tempo di sistemare la “mia” Scott Genius Lt 2014 per le uscite dei giorni successivi.
Mentre guido in direzione Davos già mi immagino gli scenari dei prossimi giorni, ma soprattutto aumenta la curiosità di provare questa nuova Scott.
170 mm di travel sono davvero tanti, forse anche troppi per un uso enduro, ma sono a Davos, sulle Alpi svizzere, e i sentieri qui non sono sempre abbordabili.

Tramonto cupo su Davos. Che tempo farà domani? Di sicuro sarà un'uscita epica...
Tramonto cupo su Davos. Che tempo farà domani? Di sicuro sarà un’uscita epica…

Arrivo alla stazione in tempo, scendo dalla macchina, saluto, afferro la bici e inizio a configurarla per sentirla più mia. E in fondo lo sarà per i prossimi due giorni.
La sollevo e rimango stupito: telaio in carbonio e così tanto travel per un un peso che è decisamente contenuto. Non ho una bilancia, ma dovremo essere intorno ai 12 chili e rotti.
Qui a Davos Scott ha organizzato una sorta di test-raduno per alcune riviste europee, non una presentazione stampa canonica (qui trovate i dettagli delle novità Scott 2014), ma piuttosto un’occasione per provare davvero questa bici.

Breve spiegazione tecnica della Genius Lt. I suoi numeri aumentano la voglia di provarla.
Breve spiegazione tecnica della Genius Lt. I suoi numeri aumentano la voglia di provarla.

Jochen Haar di Scott Europe, appena raggiunto lo Jakobshorn, ci raduna per spiegarci qualche dettaglio della nuova bici.
In realtà, grazie a questo video, avevo già molto chiaro di cosa fosse capace questa Scott Genius Lt.
E continuo a pensare a domani, al momento dell’uscita, mentre davanti Haar parla ed elenca numeri e concetti. Interessanti, senz’altro, ma come va davvero questa bici?
Domani lo saprò. Intanto sveglia alle 6,00 e partenza alle 7,00. Per sfruttare al massimo la giornata.

Niente macchina fotografica, per una volta
C’è Martin Bissig che si occupa di fare foto. Per una volta ho accettato di non portarla con me, proprio perché volevo godermi al massimo i sentieri di Davos con la Genius Lt.
La mia è una taglia L, come preferisco di recente: più controllo, più stabilità e la reattività, essendo un telaio in carbonio, non ne risente più di tanto.

Attacco manubrio supercompatto e soprattutto manubrio Syncros con diametro da 35 mm. Un altro fattore che aumenta la precisione di guida.
Attacco manubrio supercompatto e soprattutto manubrio Syncros con diametro da 35 mm. Un altro fattore che aumenta la precisione di guida.

Mi sento a casa appena mi siedo e afferro il manubrio.
Giusto qualche minuto per rifinire la posizione delle leve dei freni e del TwinLoc e parto.
Si comincia con la discesa, ovviamente, essendo lo Jakobshorn ad oltre 2500 metri di quota. Sterzo da 66,3 gradi (nella configurazione low dell’ammortizzatore) e interasse da 120,3 cm sono una bella abbinata. Ripenso ai numeri che ha snocciolato ieri Jochen: movimento centrale da 34,6 cm, ossia stabilità.
La Genius Lt è una bici moderna, ma intanto devo continuare a pensare alla discesa che stando a quanto mi ha detto Thomy Giger, un collega della rivista Ride svizzera, è piuttosto lunga (circa 1000 metri di dislivello).
Si scende a tutta, sentieri stupendi, scenari ancora più stupendi, bici che ispira subito confidenza. Uno spettacolo…
«Questo è l’eden dei biker» mi diceva con una punta d’orgoglio Thomy la sera prima.

Ho portato una giacca con me, ma speravo di non usarla. La mattina, appena usciti dal rifugio, però, è più fresco del previsto. Inizia la discesa, inizia il test.
Ho portato una giacca con me, ma speravo di non usarla. La mattina, appena usciti dal rifugio, però, è più fresco del previsto. Inizia la discesa, inizia il test.

170 mm sembrano troppi? No…
Usando la Genius Lt a Davos mi viene da dire che sono la cifra giusta. Rispetto alla precedente Genius Lt, le ruote sono passate da 26 a 27,5 pollici e il travel è sceso da 185 a 170. Anche il peso ne ha guadagnato essendo più contenuto di 400 grammi.
E’ cambiata tanto, davvero, soprattutto la sospensione posteriore, che adesso riprende il disegno introdotto dalla Spark due anni fa e abbandona l’ammortizzatore prodotto da Dt Swiss in luogo di un modello creato ad hoc da Fox, chiamato sempre Nude.
Rimane quindi il TwinLoc, ossia il comando remoto che permette di controllare la compressione sia della forcella che dell’ammortizzatore nonché il travel dell’ammortizzatore.
Pur pagando qualcosa in termini di pulizia delle linee (leggasi affollamento di cavi sul manubrio), il TwinLoc è un sistema molto interessante e che facilita non di poco la propria pedalata.
Oltre a rendere più o meno ferme le sospensioni (fino ad arrivare quasi ad un lock-out), questo sistema modifica anche il travel dell’ammortizzatore. La posizione Descend mette a disposizione tutti i 170 mm, la Traction Control li riduce a 135 e la Climb porta a 0 il travel.

Gli scenari sono magnifici. Davos è un eden per biker.
Gli scenari sono magnifici. Davos è un eden per biker.

In realtà nella versione da me provata un minimo di travel rimaneva e sui sentieri di Davos ciò mi è risultato piuttosto utile.
A stupirmi di più è stata la sensibilità della sospensione posteriore: il Fox Nude è dotato di una combinazione di caratteristiche dei due marchi. Si chiama infatti CtcD, ossia Climb, Traction Control e Descend, ossia fonde il sistema Ctd di Fox con il TwinLoc di Scott.
E il binomio è di grande successo.

Ecco il nuovo ammortizzatore Fox Nude Ctcd specifico per la Genius Lt. Da notare la levetta rossa, al posto del classico pomello o ghiera, che serve per regolare la velocità di ritorno.
Ecco il nuovo ammortizzatore Fox Nude Ctcd specifico per la Genius Lt. Da notare la levetta rossa, al posto del classico pomello o ghiera, che serve per regolare la velocità di ritorno.

Rispetto al Dt Swiss, ad esempio, della Genius Serie 700 2013, il nuovo Fox ha un comportamento più prevedibile, anzi, più familiare, visto che la maggior parte delle bici adotta un ammortizzatore Fox come primo montaggio.
A Davos il lavoro svolto da questa unità è di alto livello (sensibile e con una curva di compressione tendenzialmente lineare) e finalmente ben bilanciato con quello della forcella.
Fra i dettagli della nuova Genius Lt che Jochen Haar ha messo in evidenza in quella breve presentazione c’era proprio un equilibrio migliore fra le sospensioni anteriori e posteriori.

L'alba in Mtb è magnifica. Con una bici da 170 mm di travel su un sentiero alpino è un'esperienza pazzesca.
L’alba in Mtb è magnifica. Con una bici da 170 mm di travel su un sentiero alpino è un’esperienza pazzesca.

Attenzione, non si scende soltanto…
Premessa: la quota di oltre 2200 metri non aiuta proprio se si deve pedalare in salita. E forse avrebbe giovato avere una forcella Fox 34 Talas in luogo della 34 Float quando si deve pedalare in salita. Una forcella da 170 mm per ruote da 27,5 pollici alza parecchio il manubrio da terra in salita inducendo il biker ad uno sforzo extra per le braccia.
Di serie la Genius Lt 700 (cioè il modello di punta) prevede uno Sram XX1, in questo caso dotato di corona anteriore da 30 (scelta quanto mai azzeccata per un posto come Davos…).
La salita è lunga, intervallata da tratti meno ripidi e quasi pianeggianti che sembrano pensati proprio per concedere al pedalatore il tempo di ammirare il paesaggio. Davos e, più lontano, l’omonimo lago sono lì in basso.
Se mi guardo intorno e alzo lo sguardo vedo altre montagne e per quanto mi sembri di essere in alto ci sarebbe ancora da salire molto…

Cerco di restare a ruota di Thomy Giger la cui redazione è proprio qui a Davos e conosce questi posti a menadito.
C’è ancora molto da salire, sono in totale circa 8 chilometri, non tutti pedalabili per via della neve e delle pendenze estreme, ma comunque impegnativi.
Coraggio, mi dico, e intanto mi immagino la discesa. Si chiama Stafelalp Dh su Strava (sopra le tracce Gps delle due giornate di riding) sono circa 600 metri di dislivello su Strava in meno di 3 km.
Pane per la Genius Lt.
Il sentiero è ripido e molto scavato nella parte alta, poi roccioso, fangoso, radici e polvere. C’è di tutto in meno di 3 km.
I 170 mm di travel mi sembrano quanto mai utili…

La Scott Genius Lt 2014 è una bici per escursioni estreme, per il divertimento, per l'enduro e per fare quasi di tutto.
La Scott Genius Lt 2014 è una bici per escursioni estreme, per il divertimento, per l’enduro e per fare quasi di tutto.

Una Mtb da montagna vera
Chiamatelo all mountain oppure enduro (con una sfumatura magari più agonistica), ma qualunque sia la tipologia di uscite che si facciano, la Genius Lt è pensata per “cose” impegnative, sia in salita che in discesa.
Avere avuto la possibilità di usarla per due giorni intensi mi ha permesso di farmene un’idea abbastanza precisa e che può essere descritta in questa frase: mi è dispiaciuto restituirla a Scott.
Sentirsi a proprio agio subito su una bici non capita di frequente e succede solo con i marchi che sanno fare Mtb.
Scott aveva bisogno di rinnovare la Genius Lt e adesso fra questa e la Genius 700 “classica” sempre con ruote 650B la scelta può essere non facile.
Volendo fare una distinzione si può dire che la Genius 700 da 150 mm ha un peso più contenuto (2300 grammi) e se dotata di una forcella da 160 diventa un mezzo da enduro agonistico di tutto rispetto.
La versione Lt è più orientata alle lunghe escursioni in montagna e con un occhio di riguardo alla discesa, visto che 170 mm di travel sono davvero tanti.
Nulla toglie però di mettere un numero di gara anche sulla Lt.
Ciò di cui potete essere certi è che entrambe vi faranno divertire, ma hanno bisogno di una sola cosa: la montagna.

In questo articolo tutte le altre novità Scott 2014.

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti