scritto da Stefano Chiri in Biciclette,Test il 16 Mar 2017

TEST – Yeti Sb6: dura e pura, come una purosangue…

TEST – Yeti Sb6: dura e pura, come una purosangue…
        
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Dopo averla assemblata e preparata, eccoci finalmente al test di una delle bici più esclusive e desiderate nel panorama enduro mondiale: la Yeti Sb6!

yeti sb6

E non è una bici vincitrice dell’Ews è stata testata nelle gare di enduro più impegnative e messa a dura prova anche da Richie Rude, che da due anni domina la scena mondiale nell’Enduro World Series.
Il telaio della Yeti Sb6 in prova è lo stesso utilizzato lo scorso anno dal fenomeno americano, rivisto nel lay-up del carbonio e aggiornato con lo standard Boost (battuta posteriore ora da 148×12 mm).

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Richie Rude in posa a Charlemont, MA. Foto Matthew DeLorme

Utilizzando le ultime tecnologie in fatto di carbonio Yeti è riuscita a migliorare ancora le ottime caratteristiche meccaniche dei propri telai proponendo al pubblico due versioni: la più pregiata, denominata Turq Series il cui telaio ha un peso di 2,74 kg, e una versione Carbon, che presenta le medesime caratteristiche meccaniche del Turq ma con una diversa disposizione di fibre e resina che portano il peso del telaio a 3,01 kg.
Altra caratteristica che differenzia i due modelli è l’utilizzo dell’ammortizzatore Fox Float X Factory Kashima per la Turq, mentre sulla versione Carbon Series troviamo il Fox Float X Performance, con finitura all black.

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Yeti Sb6C nera

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Yeti Sb6C turchese

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Yeti Sb6T nera

Il sistema di sospensione con 6 pollici di escursione, ossia circa 152 mm, è caratterizzato dallo Switch Infinity, un brevetto di Yeti che utilizza un pivot virtuale che trasla su una slitta su guide trattate Fox Kashima per migliorarne lo scorrimento.
Il video di seguito vi mostra il funzionamento:

Per la Yeti Sb6 sono previste le taglie dalla XS alla XL, per accontentare un vastissimo pubblico di appassionati.
Sia che scegliate la Turq, sia che svegliate la Carbon Series, a meno di piccoli dettagli grafici, la Yeti Sb6 sarà disponibile di colore turchese Yeti oppure nera.
La guida in discesa è il momento più esaltante in sella a questa bici e nelle Speciali di una gara di enduro serve di… alzare molto lo sguardo 😄
Guardate il video…

Ora, però, è il momento di entrare nei dettagli…

1 – GEOMETRIA
– Angolo di sterzo: 9
65,5° sono leggermente meno rispetto alla concorrenza (Santa Cruz Nomad 65°). Quindi, angolo di sterzo in linea con la media. Senza esagerare in questo valore Yeti ha dato modo alla Sb6 di mantenere stabilità e agilità nonostante interasse e carro un po’ più lunghi.

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Foto Carlo De Santis

– Angolo piantone: 9
L’angolo di sella di 73,2° (dichiarato da Yeti con biker in sella) sono un ottimo valore per una bici da enduro così aggressiva. La posizione in sella è comoda e si pedala agevolmente anche dopo molte ore.

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Foto Carlo De Santis

– Lunghezza tubo superiore: 10
606 mm in taglia media possono sembrare tanti, rimane dietro solo alla lunghissima Forward Geometry di Mondraker (630 mm) e alla Giant Reign Advanced (620 mm). Tuttavia un top tube così lungo permette di essere “dentro la bici” conferendo un ottimo feeling e sicurezza anche nei tratti più ripidi.

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Foto Carlo De Santis

– Altezza movimento centrale: 9,0
L’altezza da terra dichiarata di 345 mm è poco superiore a quella delle dirette concorrenti (Rocky Mountain Slayer: 330 mm; Giant Reign Advanced: 342 mm), che però diventano 347 mm rilevati con gomme Maxxis da 2,4″, come nel caso del nostro test.
Seppur rimanga un valore più alto rispetto alle tendenze più recenti, vedremo che la Yeti Sb6 comunque risulterà essere agile e intuitiva nella guida.

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Foto Carlo De Santis

– Altezza manubrio da terra: 9,5
I 103,8 cm di altezza del manubrio sono la conseguenza dell’impostazione molto alta, rispetto alla mia altezza sella, che cerco in questo tipo di Mtb. Infatti, con 2 cm di spessori sotto l’attacco manubrio, la Sb6 permette di giostrare al meglio la distribuzione dei pesi per dare più o meno carico sull’anteriore.
– Lunghezza carro: 8
Il carro è piuttosto lungo rispetto altre Mtb da enduro. Ad esempio, la Specialized Enduro 650b ha 425 mm di lunghezza del carro. I 442 mm della Yeti Sb6 non saranno assolutamente un limite nella guida considerate rigidità e reattività del telaio.

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Foto Carlo De Santis

– Interasse: 9,5
I 1188 mm sono l’inevitabile conseguenza di un tubo orizzontale virtuale e carro più lunghi (è quasi come una Santa Cruz Nomad in taglia L: 1195,4 mm) conferendole stabilità nel veloce e controllo nelle sezioni più ripide, sia in salita che in discesa.
– Assetto in sella: 9
Il sottoscritto è alto 1,70 m e con un’altezza sella di 69,5 cm.
La taglia M è perfetta per la mia statura e la sella è ben centrata. Sin dalla prima uscita ho percepito un ottimo comfort.

Voto finale (da 1 a 10): 9,1

2 – COMPORTAMENTO IN SALITA
– Tuning scelto per l’ammortizzatore: 10
La posizione più aperta del Fox Float X è sensibile e non adattissima ad un ritmo in salita sostenuto. La posizione Medium già apporta un significativo supporto alla pedalata, rendendola efficiente e al tempo stesso confortevole.
La regolazione più chiusa è come un lock-out che, unito alla forcella Fox Float 36 Fit 4 (che dispone delle stesse possibilità di taratura), rende la Yeti reattiva in pedalata anche sui tratti di asfalto.

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– Efficienza sospensione posteriore nell’andatura regolare: 9
Si pedala bene anche con l’idraulica aperta, tuttavia l’ammortizzatore è molto sensibile alle piccole sollecitazioni, quindi è consigliabile la posizione intermedia della compressione che ben si sposa con il cinematismo dello Switch Infinity.
Infatti, nella prima parte di corsa il pivot virtuale della Yeti Sb6 scorre verso l’alto aiutando a superare l’ostacolo mantenendo la sospensione e la pedalata efficienti.
Nella regolazione Firm sfruttiamo al meglio il blocco quasi totale del Fox Float X, consigliato su salite costanti e non troppo tecniche.

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Foto Carlo De Santis

– Efficienza sospensione posteriore nell’andatura fuorisella: 9
Aperta tende ad affondare, caratteristica comune a tutte le Mtb a lunga escursione. Utilizzando il Fox Float X nella taratura Firm diventa una Mtb rigida, quindi non ci sono problemi di affondamento, considerata anche la forcella Fox 36 Fit 4 che si blocca completamente. Alzarsi sui pedali non è assolutamente un problema.

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Foto Carlo De Santis

– Efficienza sospensione posteriore in salita offroad: 10
Qui la Yeti Sb6 mi ha sorpreso per versatilità, nonostante sia una Mtb da enduro con geometrie particolarmente aggressive per la discesa, è risultata essere molto maneggevole e pedalabile anche in salita.
La posizione aperta è molto sensibile regalando tanto grip, ma non aiuta a risparmiare energie, a meno di avere una pedalata molto rotonda.
La posizione intermedia del Fox Float X è la più adatta fornendo il sostegno che serve, mantenendo la Yeti Sb6 molto guidabile anche sui tratti più ripidi, aiutata, come dicevamo, anche dal movimento dello Switch Infinity. La regolazione Firm, seppur la più efficace, risulta essere poco confortevole su salite particolarmente scassate o tecniche.

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Foto Carlo De Santis

– Commenti sui componenti montati sulla bici:
Sicuramente il montaggio è votato alla discesa, con componenti ricercati ma robusti. Nonostante ciò in salita non ho mai sentito la necessità di montare ruote o gomme più scorrevoli e/o leggere.

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– Altro e/o eventuali sensazioni:
Preferisco avere un’impostazione di guida con il manubrio molto alto e nonostante ciò in sella anche dopo tante ore non ho sentito l’affaticamento di bicipiti femorali o dei lombari della schiena.

Voto finale (da 1 a 10): 9,5


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3 – COMPORTAMENTO IN DISCESA
– Tuning scelto per l’ammortizzatore: 9
Ho subito avuto un ottimo feeling con l’anteriore e con il telaio estremamente rigido e preciso, tuttavia al posteriore ho notato, alzando il ritmo, dei limiti per alte velocità di compressione e fondo corsa. La possibilità di regolare in posizione Open la compressione delle basse velocità in 3 ulteriori opzioni è utile per agire in modo netto sul supporto durante tutta la corsa.
Alla fine con qualche uscita di prova e l’inserimento dello spessore più grande per aumentare la progressività nell’ammortizzatore Fox Float X sono riuscito a trovare il feeling giusto nella posizione Open 2.

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Foto Carlo De Santis

– Curva di compressione della sospensione (linearità e progressività): 8,5
La curva di compressione tende ad essere più lineare che progressiva, affidando la progressività all’ammortizzatore ad aria Fox Float X.
Come dicevo inizialmente il feeling trasmesso è ottimo.
Portandola in gara, per la prima di stagione a Calci, o, comunque, in generale nelle situazioni al limite la sospensione tende a lavorare sul fondo corsa.
Così ho preferito inserire lo spessore più grande possibile nella camera positiva riuscendo a mantenere un sag corretto e migliorando il supporto a metà e fine corsa.
Raggiunto questo equilibrio con il posteriore, l’anteriore è risultato essere fin troppo caricato finendo per “mangiare” corsa alla forcella. Con qualche uscita anche qui sono riuscito a trovare il setup ideale della Fox Float 36 Fit 4, utilizzando anche qui tutti gli spessori possibili.
Ho cercato il giusto equilibrio per le mie caratteristiche di guida e una volta raggiunto il feeling il divertimento è aumentato.

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Foto Carlo De Santis

– Impatti di piccola entità: 9
A seconda del sentiero la possibilità di scegliere tra le 3 compressioni in posizione aperta del Fox Float X cambia in modo netto il sostegno durante l’affondamento.
In modalità Open è molto sensibile e copia benissimo le asperità evidenziando un “tic” dello Switch Infinity solo quando buche e ostacoli sono ripetuti a gran velocità.
La sospensione lavora bene e il telaio rigido trasmette tutto quello che passa sotto le ruote.

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Foto Carlo De Santis

– Impatti di grande entità: 9
Trovato il setup ideale per la mia guida l’O-Ring sullo stelo dell’ammortizzatore, che fa da testimone dell’escursione utilizzata, evidenzia che la sospensione tende a lavorare sul fondo corsa. Ad ogni modo supporta bene gli impatti più forti, come atterraggi scomposti o rock garden aggrediti a forte velocità. Il sostegno della sospensione sui 152 mm di escursione della Yeti Sb6 potrebbe essere distribuito meglio, tuttavia è difficile sentire il “pacco” 😊.

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– Rigidità torsionale del carro: 10
Con 442 mm di lunghezza il carro dovrebbe risultare meno rigido, ma la struttura in carbonio con generose dimensioni dei foderi, unita alla slitta dello Switch Infinity e a un link superiore molto solido, le conferisce un’impressionante rigidità torsionale.

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Foto Carlo De Santis

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Foto Carlo De Santis

– Agilità della bici: 9,5
Considerate le lunghezze di interasse (taglia M: 1188 mm) e carro ci si sarebbe aspettato di avere una bici molto stabile sul veloce e poco incline a percorsi lenti e tortuosi.
Tuttavia la rigidità del carro e del telaio la rendono estremamente precisa e basta pochissimo sforzo per avere una reazione dalla Yeti Sb6, donandole un’agilità sorprendente.

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Foto Carlo De Santis

– Efficienza sospensione posteriore in frenata: 9
A ruota bloccata la sospensione della Sb6 non lavora bene come ci si aspetterebbe. Ad ogni modo le geometrie azzeccate rendono questa fase facilmente gestibile.

Voto finale (da 1 a 10): 9,1


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4 – COMPORTAMENTO SUL PEDALATO
– Tuning scelto per l’ammortizzatore: 9
Il flow con continui cambi di pendenza piace tantissimo alla Yeti Sb6 che, in configurazione sia Open che Medium, è reattiva e veloce. Soffre solo un po’ la linearità della sospensione, facendola sedere sugli avvallamenti.

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Foto Carlo De Santis

– Efficienza sospensione posteriore nei rilanci: 9,5
Come dicevamo sopra anche in posizione Open resta reattiva e dinamica. Così nei rilanci grazie alla sospensione Switch Infinity e al peso ridotto schizza via dalle curve sotto la minima azione del pedale.
– Agilità della bici: 9,5
Come per la salita e la discesa, nonostante l’interasse lungo e una certa propensione verso percorsi veloci e ripidi, è sorprendente per agilità e confidenza che trasmette nella guida.

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– Commenti sui componenti montati sulla bici:
La possibilità di accoppiare le regolazioni dell’ammortizzatore Fox Float X e della forcella Fox Float 36 Fit 4 rende la Yeti Sb6 bilanciata in ogni situazione.

Voto finale (da 1 a 10): 9,3

5 – DETTAGLI TECNICI TELAIO
– Regolazioni consentite sulla geometria: 5
Non sono consentite, però la casa dichiara che la Yeti Sb-6 può montare forcelle fino a 180 mm di escursione, a ulteriore testimonianza dell’ecletticità di questo telaio.

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Fox Float 36 Fit4 (Foto Carlo De Santis)

– Spazio fra gomma posteriore e carro (in caso di fango): 9
Accetta facilmente gomme da 2.5”. Anche in caso di fango non abbiamo avuto problemi di sfregamenti o bloccaggi della ruota.

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Foto Carlo De Santis

– Cura del passaggio cavi: 10
Estremamente curato e pulito, sulla Yeti la linea della bici non viene minimamente intaccata da cavi “svolazzanti”.

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Foto Carlo De Santis

yeti sb6

Foto Carlo De Santis

yeti sb6

Foto Carlo De Santis

– Attacco portaborraccia: 6
C’è un attacco portaborraccia sotto il tubo obliquo. Non è il massimo per metterci la borraccia che facilmente si sporca, però può essere utile per mettere un portaoggetti o attaccare la pompa.
– Attacco guidacatena: 10
E’ presente ed utilizza lo standard Iscg05.

yeti sb6

Foto Carlo De Santis

– Compatibilità deragliatore: 10
Sì, è previsto, ma solamente lo Shimano D-Type di nuova generazione. Su una bici da enduro moderna è un’opzione sempre meno diffusa.
– Protezioni sul telaio e sul carro: 10
La protezione sotto al telaio è ben fatta e solida. A mio avviso dovrebbe essere leggermente più lunga per coprire meglio il tubo obliquo. Le protezioni su batticatena e fodero superiore del carro sono ben fatte e integrate nella linea del telaio.

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Protezione integrata per batticatena e fodero superiore lato trasmissione (Foto Carlo De Santis)

– Posizionamento dell’ammortizzatore: 8,5
L’ammortizzatore è facilmente accessibile stando in sella e ben protetto da detriti e fango. Unica pecca: il Fox Float X, anche nell’ultima versione Evol (con maggiore volume della camera negativa), ha la ghiera di regolazione della velocità di ritorno molto nascosta e regolabile solo attraverso un utensile molto sottile.

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Foto Carlo De Santis

– Peso telaio e bici: 9
Il telaio pesa nella versione Turq Series 2,74 kg mentre la bici completa, così montata, si attesta sui 13,4 kg. Valore di tutto rispetto considerato il montaggio orientato sulla massima affidabilità per utilizzi intensi.
– Prezzo telaio e/o bici: 8,5
Il prezzo del telaio della versione Turq Series è di 4199 €. La bici intera, a seconda dell’allestimento, viene proposta da Dsb-Bonandrini da 7599 € fino a 11999 € per la versione Eagle XX1 e ruote con cerchi Enve.
Sul Pro-M Store, invece, si trova la Carbon Series con un allestimento Shimano Deore Xt-Slx scontata a 5243€.
Valori in assoluto alti, ma la qualità costruttiva, il valore del marchio e il design di questa Yeti Sb-6 sono al da riferimento.
– Garanzia: 8,5
Il telaio è garantito per 5 anni.

Voto finale (da 1 a 10): 8,6

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VOTO COMPLESSIVO (da 1 a 10): 9,1

In conclusione…
La Yeti Sb6 non è concepita come le odierne Mtb da enduro indirizzate principalmente alle performance in discesa, ma ha anche tutto quello che serve per arrivare in cima alla montagna. Nella guida al limite su fondi molto sconnessi e rocciosi è reattiva, ma al tempo stesso insidiosa.
È una Mtb da enduro che non aiuta ad andare forte come la Intense Tracer 275 o la Rocky Mountain Slayer, ma si comporta come una purosangue: se non riuscite a tenerla sotto controllo va dove vuole, ma se avete forza e capacità per guidarla vi darà grandi soddisfazioni.
La versatilità e quel compromesso tra pedalabilità, reattività nel misto e precisione nella guida la rendono, non a caso, tra le bici da enduro più desiderate e anche più vittoriose (grazie anche a Richie Rude).

Qui altre Mtb da enduro testate o presentate dalla redazione.

Per informazioni YetiCycles.com oppure Dsb-Bonandrini.com

Ps: abbiamo menzionato spesso Richie Rude (foto in basso) e se guardate questo video capirete perché ha già vinto 2 volte l’Enduro World Series…

yeti sb6

Foto Matthew DeLorme
Red Bull Content Pool



voto:  9,1 / 10

PRO:

Versatilità, pedalabilità, confidenza nella guida, rigidità del telaio, rigidità carro, precisione di guida, esclusività, cura dei dettagli, agilità e geometrie per utilizzo enduro.

CONTRO:

Prezzo, tuning dell'ammortizzatore per la discesa e poca progressività della sospensione.

Scheda Tecnica

  • Caratteristiche del telaio:
    Struttura completamente in fibra di carbonio con sistema di sospensione Switch Infinity, passaggio interno dei cavi, attacco iscg05, asse passante posteriore 148 x 12mm, scatola movimento centrale Pressfit, 5 taglie dalla XS alla XL
  • Travel posteriore:
    152 mm
  • Diametro ruota:
    27,5"
  • Peso bici completa:
    13,4 Kg (con pedali)
  • Angolo di sterzo:
    65,5° con forcella da 160 mm
  • Angolo piantone:
    73,2° con forcella da 160 mm
  • Tubo orizzontale:
    60,8 cm (tg M)
  • Tubo piantone:
    445 mm (tg M)
  • Carro:
    442 mm
  • Interasse:
    1188 mm
  • Prezzo:
    4199€ solo telaio
        
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