La Orbea Oiz 2027 è una delle full da Xc più interessanti e desiderate di questa stagione.
Il suo lancio ha suscitato molto interesse tra gli appassionati, perché Orbea negli ultimi anni non sta sbagliando un colpo e perché il rapporto qualità-prezzo del marchio basco è sempre un riferimento.

Quindi è lecito farsi qualche domanda:
- Cosa cambia realmente?
- Vale la pena cambiare?
- Qual è il punto di forza della nuova Oiz?

Dopo averla utilizzata in tutte le situazioni (anche in gara) rispondiamo a queste ed altre domande.
Iniziamo con un video:
Facciamo un recap sui dettagli e sulle sensazioni...
Dettagli tecnici
- Telaio
Il telaio è stato riprogettato da zero, cambiando le forme dei tubi e perfezionando la lavorazione del carbonio, con l'obiettivo di migliorare il rapporto tra rigidezza e peso della struttura.
L'obiettivo è stato raggiunto, infatti sia il telaio in carbonio OMX (più leggero), sia quello in carbonio OMR sono più rigidi e più leggeri rispetto ai modelli della generazione precedente.


I tubi presentano delle nervature nei punti in cui serve rigidezza e solidità, ma le linee restano sempre molto pulite.

I foderi del carro sono squadrati e di dimensioni generose, mentre la zona dell'ammortizzatore dà subito un'impressione di massima rigidezza, con link e piastra in alluminio che fanno da ponte tra triangolo principale e foderi alti del carro.


Nella parte anteriore, invece, l'ammortizzatore è inglobato nel top tube.


Il pivot principale è sempre nello stesso punto, ovvero sopra al movimento centrale, e lavora su cuscinetti schermati di alta qualità.

Il movimento centrale è sempre BSA (filettato) e nel triangolo principale c'è spazio per due portaborraccia.


Tra le novità più interessanti troviamo l'attacco della pinza freno posteriore di tipo post mount, che semplifica la manutenzione e la reperibilità dei ricambi, ma anche la possibilità di inserire un multitool (fornito di serie) sotto al tubo orizzontale, grazie ad una slitta in plastica che all'occorrenza si può anche rimuovere con una chiave a brugola.



Chiudiamo con le protezioni: il batticatena è più curato e più resistente del precedente, mentre gran parte del telaio è protetta da una pellicola trasparente opaca quasi invisibile.


- Geometria
Le geometrie sono quasi identiche a quelle della “vecchia” Oiz, che era già un riferimento in termini di prestazioni e semplicità nel trovare il proprio assetto.
Cambia leggermente l'angolo di sterzo, che passa da 67° a 66,8°.
Stesso discorso per l'inclinazione del reggisella, che passa dai 76,5° ai 76,7°.
Il carro si accorcia di 2 millimetri, passando da 432 a 430 mm, mentre il reach resta invariato (450 mm sulla taglia M).
Tutto il resto è praticamente uguale.

- Sospensioni
La Orbea Oiz 2027 ha un'escursione alla ruota di 120 mm ed è compatibile con forcelle da 120 o 130 mm. Di serie è montata la 120 mm, ma è possibile scegliere quella con travel maggiore grazie al configuratore MyO.

Lo schema sospensivo è un single pivot assistito da un piccolo link in alluminio posizionato tra i foderi alti e il triangolo principale.


Questo tipo di schema, insieme al tuning specifico dell'ammortizzatore, generano una curva di compressione di tipo “regressivo”, ovvero si ha più sostegno nella prima parte della corsa, per ridurre l'effetto bobbing in pedalata con ammortizzatore tutto aperto o nella posizione intermedia.
La parte centrale della corsa è più lineare, ma diventa più progressiva nel finale per ridurre i fondocorsa imprevisti negli atterraggi dai salti o nei tratti più sconnessi.

Questa taratura specifica dell'ammortizzatore consente di utilizzare meno aria nella camera positiva, sfruttando di più la parte idraulica.
Il tuning delle sospensioni è a tre posizioni (Open, Pedal, Lock), gestito dal comando remoto Squidlock di Orbea.

- Componentistica utilizzata
La bici in test è una Orbea Oiz M-Team Factory in taglia M, montata appunto con sospensioni FOX Factory Kashima: forcella 34 SL da 120 mm e ammortizzatore Float SL da 190x45 mm.

Anche il reggisella telescopico è marchiato FOX, un Transfer SL con escursione di 100 mm.

Il gruppo è Shimano XTR completo, con cambio Di2 a gabbia lunga, pacco pignoni 10-51 e corona da 34 denti.


Le pedivelle sono da 170 mm e sulla guarnitura è presente di serie anche un misuratore di potenza 4iii Precision monolaterale (solo a destra), che è comunque affidabile.

Anche i freni sono XTR, con leve BL-M9220 (quelle con regolazione del reach) e pinze a due pistoni. I dischi sono da 160 mm (posteriore) e 180 mm (anteriore).


Le ruote sono Oquo MP30 LTD, quelle più pregiate della gamma, con meccanica dei mozzi DT Swiss e un peso di 1350 grammi la coppia.


Sui modelli con telaio OMX, Orbea monta delle gomme Pirelli Scorpion XC RC 2.4” ProWall, un ottimo compromesso tra scorrevolezza, grip e affidabilità.

La sella è una Selle Italia SLR Elite senza foro di scarico (disponibile solo come primo montaggio), che mi ha stupito positivamente: è comoda, ma offre anche un assetto super performante.

Chiudiamo con il cockpit integrato OC (marchio di Orbea), che ha uno stem con inclinazione di -18° ed una piega larga 76 cm. Nel mio caso l'attacco manubrio è lungo 75 mm.



Questo è il setup di serie, ma come sempre Orbea dà la possibilità di scegliere le misure e i dettagli dei componenti più personali, come pedivelle, attacco manubrio, escursione reggisella e così via.
Inoltre si può allestire la bici con dei componenti di livello diverso, con sovrapprezzi variabili in base alla richiesta.

- Peso telaio e/o bici
Il telaio in carbonio OMX pesa 1700 grammi con ammortizzatore incluso, mentre quello in carbonio OMR pesa circa 100 grammi in più: in entrambi i casi è un ottimo risultato, parliamo di valori in linea con quelli dei marchi concorrenti.

La bici completa come la vedete in foto, ovvero nel modello M-Team Factory (taglia M) pesa 10,3 kg senza pedali. Anche questo è un ottimo risultato, calcolando che c'è già il powermeter e che volendo si può scendere ancora montando delle ruote più leggere o limando su qualche accessorio.

- Prezzo telaio e/o bici
Il prezzo di listino della Orbea Oiz 2027 M-Team Factory è di 9499€: non sono pochi, ma paragonando l'allestimento e il livello tecnico a quello dei marchi concorrenti ci si accorge che il rapporto qualità-prezzo è ottimo.

Il kit telaio Orbea Oiz 2027 costa 2999€ ed include sia l'ammortizzatore FOX Factory Kashima, sia il cockpit integrato OC in carbonio: niente male!

Come sempre, Orbea propone modelli per tutte le tasche, quello con il miglior rapporto qualità-prezzo, a mio avviso, è l'M10 AXS con telaio OMR, montato con sospensioni elettroniche-automatiche RockShox Flight Attendant, ruote in carbonio e cambio Sram X0 AXS che costa 6999€.

- Garanzia
Su tutti i telai, Orbea offre una garanzia a vita con crash replacement.
In più offre una garanzia sui difetti di verniciatura, smaltatura e corrosione dei telai.
La garanzia è valida per il primo proprietario, che dovrà registrare il proprio telaio sul sito Orbea al momento dell’acquisto.
Per maggiori informazioni e per registrare una bici cliccate QUI.

Assetto in sella
Sono alto 172 cm, solitamente pedalo a 72,5 cm di altezza sella ed ho scelto una taglia M con attacco da 75 mm, perfetta per le mie esigenze.

Ho notato che sulle Mtb Orbea devo abbassare la sella di circa 5 mm, tenendomi intorno ai 72 cm. Mi era capitato già sulla vecchia Oiz e con la nuova ho avvertito la stessa necessità: non so dirvi il motivo, credo sia legato alle geometrie del telaio.

Dopo aver fatto questa piccola modifica, trovare l'assetto è stato molto facile, da questo punto di vista le bici Orbea sono capaci di metterti subito a tuo agio, non c'è bisogno di troppo adattamento, sia in pedalata, sia nella guida. E, soprattutto, per avere una spinta sui pedali efficace non c'è bisogno di avanzare la sella in modo esagerato.

La posizione in sella alla Orbea Oiz 2027 è molto racing e raccolta, paragonabile a quella che si aveva sulla precedente versione, ma allo stesso tempo non è troppo sacrificata.

L'unica vera differenza riguarda l'assetto anteriore: la nuova Oiz invita ad abbassarsi di più sul manubrio, perché l'attacco di serie è più inclinato (-18° vs -10°).

Questo offre più margine di regolazione anche ai riders meno alti, che in passato erano obbligati a montare degli stem super negativi di altri marchi, perdendo la funzione dello Spinblock (limitatore di rotazione dello sterzo).

Comportamento in pedalata
La salita è il suo punto di forza.
Già il precedente modello si comportava molto bene e regalava grandi soddisfazioni, ma la Orbea Oiz 2027 è più rigida e performante.

Da tutta chiusa è ancora più granitica, grazie al design più integrato dell'ammortizzatore, alla zona del perno che è stata irrobustita e ai foderi del carro più massicci.
Con sospensione aperta o in posizione intermedia è decisamente più sostenuta, quindi si hanno meno dispersioni di energia e si mantiene un assetto performante anche sulle rampe più ripide.

Il tuning della posizione intermedia è migliorato, non solo sull'ammortizzatore, ma anche sulla forcella, che ora ha tre posizioni “vere”.

Comportamento nel guidato
In discesa veloce e precisa, ma anche un po' esigente.
Le geometrie restano una garanzia e permettono di trovarsi sempre a proprio agio, al contempo il nuovo schema sospensivo dona un comportamento diverso.

Il carro è più reattivo, questa è un’arma a favore nelle competizioni, perché permette di non sedersi mai troppo, di rilanciare con facilità in uscita di curva e non disperdere watt sul sentiero.

Allo stesso tempo rende la bici un po' meno giocosa: è super pronta e precisa, ma serve una guida più attiva per farla andare forte.
Questa sensazione a me piace, ma è un po' diversa rispetto a quella che si aveva in passato e per questo richiede un minimo di adattamento e anche un setup specifico per apprezzarne le potenzialità.

Ad esempio, io dopo la prima uscita ho dovuto abbassare la pressione dell’ammortizzatore (da 165 a 150 psi - peso 65 kg), perché questo schema offre tanto sostegno anche con meno aria al suo interno. Dopodiché ho iniziato a divertirmi, senza perdere nulla in pedalata.

In conclusione...
La Orbea Oiz 2027 è una macchina da gara senza troppi compromessi, un mezzo veloce e super efficiente che gli agonisti puri apprezzeranno sicuramente.

A mio avviso è il mezzo perfetto per le granfondo, le marathon e per gli Xc non troppo tecnici. Questo non vuol dire che non vada bene nell’Xc più tosto, è pur sempre una bici nata per primeggiare sui tracciati di Coppa del Mondo, ma per andare forte in quelle situazioni serve una guida più attiva e precisa: un biker esperto può sfruttarla alla grande, un neofita potrebbe trovarla un po' troppo esigente.

Per altre informazioni: Orbea.com
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Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
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