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Per rispondere a questa domanda abbiamo ci affidiamo all’esperienza di Manuel Ducci che spiega perché ha deciso di passare da una taglia M ad una L nel corso della scorsa stagione.

«Io sono sempre stato per la politica del telaio più piccolo. Quindi una taglia M, però mi sentivo troppo sacrificato quindi a metà stagione ho cambiato e sono passato alla L, pur essendo 1,75 di altezza, ed è la soluzione definitiva.
Ci sono arrivato grazie al consiglio e all’esempio di alcuni top rider francesi, come Vouilloz, Amour e altri, che hanno l’abitudine di gareggiare con bici di taglia identica a quelle con le quali pedalano di solito.
In effetti sulla bici da enduro passi tante ore, e ti trovi nelle speciali a doverti esprimere tanto nella guida quanto nel pedalato. Solo se sei ben bilanciato riesci a fare questo. Certo, ci sono degli svantaggi nello stretto, ma per me è la taglia che userei se avessi una bici da cross country, da all mountain o da strada.
Quindi “bici raccolta uguale bici più reattiva” è un mito da sfatare anche perché è più facile andare in overbar, cioè cappottarsi. Con una taglia più grande, al di là della diversa distribuzione dei pesi, la forcella è più avanti. E’ meglio avere un attacco un po’ più corto e la forcella più in avanti che non il contrario perché fai meno leva con il tuo peso sull’attacco manubrio e la forcella riesce ad assorbire meglio l’ostacolo
».

Redazione MtbCult

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