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FINALBORGO – Partirà tra pochi giorni l’Alta Via Stage Race, gara a tappe che si snoda su parte dei sentieri dell’Alta Via dei Monti Liguri e, come annunciato in questo articolo, MtbCult.it parteciperà attivamente alla gara, raccontandovela tramite le parole e le emozioni di un team di due persone. I due “ragazzi” correranno in coppia secondo la formula “Hero”, ovvero la competitiva, la più dura. Gli atleti, membri del Riviera Outdoor Bike Shop Racing Team, gareggeranno in rappresentanza di Finale Outdoor Resort, la polisportiva che si propone come anello di congiunzione fra i turisti appassionati di sport outdoor e i servizi offerti dal territorio.

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Ugo Sirigu (a sinistra) e Riccardo Serrato (a destra): saranno loro a raccontarci l’Alta Via Stage Race

Loro sono Riccardo Serrato e Ugo Sirigu, rispettivamente categoria M5 ed M4 secondo la FCI, e, tradotto in età, 51 e 48 anni. Insieme fanno quasi un secolo di cui, quasi la metà passato in mountain bike. Io li conosco personalmente, poiché sono miei compagni di squadra (in realtà io sono l’ultimo arrivato…) ma durante un caffè in piazza San Biagio, nel suggestivo contesto del Borgo di Finale Ligure, ho colto l’occasione per fargli qualche domanda in modo da presentarli a voi lettori.

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Riccardo è un tecnico di radiologia e dopo essersi dedicato a Judo, Snowboard e Surf, da oltre 15 anni corre in mountain bike a livello amatoriale. Conosce a fondo tutto il comprensorio del finalese e vanta una grande esperienza da trail builder, negli anni in cui stava per esplodere il fenomeno del freeride in questo territorio.

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Non sono passati molti anni, ma qui si correva ancora con le 26″

Ugo è un meccanico autoriparatore in una concessionaria (anche se ha confessato che preferirebbe dedicare tutto il suo tempo alla bici). Lui è in sella già dagli anni ’90 e gareggia da ben 25 anni, ininterrottamente, senza mai aver perso una stagione. La sua è passione allo stato puro.

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1993, tappa di Cadibona del giro della provincia di Savona. Ugo, al centro, giovanissimo…e con qualche capello in più

I nostri amici non sono quindi dei professionisti, ma amatori con una grandissima e storica passione per le due ruote. Il bello è  che sono stati rivali per anni e da questa stagione si ritrovano a correre ed allenarsi nello stesso team.

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L’Alta Via Stage Race non è per tutti, poiché 19000 metri di dislivello e 500 km da percorrere in 8 giorni non sono uno scherzo, e se in più si considera che ci sono da affrontare i monti liguri…

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Sul tracciato dell’Alta Via Stage Race non mancheranno i tratti di sentiero in cui sarà necessario spingere la bici…

– Ci vuole allenamento, e non poco…
Riccardo – Quest’anno ero partito con un buon allenamento, sia in bici che in palestra. Purtroppo una brutta polmonite mi ha tenuto fermo per più di un mese. Dopo la guarigione per cercare di recuperare in fretta, ho dovuto dedicarmi a pedalare sulle lunghe distanze e grandi dislivelli lavorando a frequenze cardiache costanti.

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Ugo – La preparazione invernale ha cominciato a dare i suoi frutti nelle prime gare di questa stagione, con una serie di podi di categoria nelle gare regionali. Per me le competizioni sono parte integrante dell’allenamento, ma in quest’ultimo periodo ho preferito concentrarmi sulle lunghe distanze e dislivelli importanti.

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– A che tipo di gare partecipate di solito?
Riccardo – Per me la mountain bike race è senza dubbio il cross country.

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Riccardo in “assetto” da gara. Provate a stargli a ruota…

Ugo – A inizio stagione partecipo alle gare XC per poi prendere parte a qualche Granfondo, come ad esempio la Mirko Celestino. Chiudo poi con le gare di ciclo cross…

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Ugo sul famoso “Salto nel blu” sulle alture di Cervo

– Ma l’Alta Via Stage Race è tutt’altro tipo di competizione…
Riccardo – Infatti sarà una sfida, poiché dovremo riuscire a distribuire per tutte le tappe le forze che abitualmente utilizziamo in gare molto brevi e intense. Non sarà una passeggiata. Non lo sarà affatto.

– Avete un ricordo particolare di qualche competizione a cui avete partecipato?
Ugo – Nel 2013 ho partecipato alla 24H di Finale Ligure nella categoria Solo, conquistando il quarto posto assoluto. E’ stata una grande soddisfazione.
Riccardo – Ho partecipato al mondiale Masters a Pra Loup in Francia nel 2009 e a diverse edizioni della GF di Laegueglia. Era una gara bellissima, in tipico stile ligure.

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2006 – Riccardo in discesa su uno dei single track della Laigueglia Classic

– E adesso parliamo delle vostre bici. Utilizzate entrambi una bici full suspended. Come mai?
Riccardo – Ho sempre avuto delle hardtail, prima con ruote da 26” e poi da 29”. Ero restio a passare ad una biammortizzata, ma quando ho provato questa full, devo dire che mi ha cambiato la vita. In bici, ovviamente.

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La bici di Riccardo Serrato: telaio Rocky Mountain Element 999 RSL in taglia S con 95 mm di escursione posteriore. Ammortizzatore Fox Float CTD e Ffrcella Fox Float CTD da 29″. Ruote Noxon Ultra Ryde. Peso 10.4 Kg
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Ttasmissione 1×11 con gruppo Sram XO1. La corona è da 32 denti, ma entrambi ne porteranno una da 30 per affrontare le tappe più lunghe
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Freni Shimano Deore Xt e manopole FRM

Ugo – Io sono passato da una front da 27.5” ad una da 29” e ho avuto una svolta incredibile. Ma passare alla full suspended è stato un altro grande passo avanti. In discesa è incredibile la differenza.

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La bici di Ugo Sirigu: telaio Cannondale Scalpel Carbon Team in taglia M da 100 mm di escursione posteriore, con ammortizzatore Rock Shox Monarch XX. La trasmissione è la Sram XX1. Peso 10.3 Kg
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La Lefty Carbon XLR fa sempre il suo effetto. Anche Ugo monta freni Shimano XT
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Il mozzo Noxon Switch compatibile con la Lefty

– Cosa vi aspettate da questa gara?
Riccardo – Vorremmo goderci questa esperienza, cercando di dare il meglio. Gli avversari sono forti e cercheremo di studiarli nelle prime tappe. E per finire una cosa importante per riuscire ad arrivare fino alla fine: sarà fondamentale non correre l’uno contro l’altro, come siamo abituati a fare da anni!

– Quale sarà il vostro equipaggiamento?
Ugo – Porteremo con noi uno zaino leggero con sacca idrica per l’acqua, una borraccia con integratori di sali minerali e kit per riparazioni al volo in modo da riuscire comunque a concludere la tappa: multitool, nastro americano, fascette, cacciagomme, pezze adesive, bombolette di CO2 e camera d’aria. Avremo un GPS Garmin Edge 1000 per seguire la traccia del percorso di gara. Disporremo anche di un set di ruote di scorta.

– Quali sono le tappe più dure?
Ugo – Una delle più dure dovrebbe essere la tappa n°2, da Sesta Godano a Borzonasca, lunga 75 Km e con quasi 2700 metri di dislivello positivo. Anche le altre tappe non scherzano specialmente quelle verso Imperia.

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L’altimetria della tappa n°2, da Sesta Godano a Borzonasco

Riccardo – Anche la tappa n° 5, ovvero quella da Varazze a Bardineto non scherza, sia per chilometraggio che per dislivello. Il meteo potrebbe essere determinante.

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Tappa n°5, Varazze-Bardineto: 84 km per quasi 3000 metri di dislivello positivo. Durissima.

– Chi vi supporta in questa avventura?
Riccardo – La preparazione scrupolosa delle bici e dell’attrezzatura è seguita da Luca Bondi, meccanico e titolare di Riviera Outdoor Bike Shop di Finalborgo. Le nostre divise sono state prodotte in un’edizione limitata da bi-Bike, che ringraziamo, insieme a MtbCult.it e Finale Outdoor Resort per averci fatto da sponsor per questa gara.

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Le uniformi del Team, disegnate per l’occasione da bi-Bike

– Allora non resta che aspettare di leggere della vostra impresa. E ricordate “Only the brave…”

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