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Sta vivendo un piccolo periodo di stacco, dopo le fatiche nel fango imposte dal ciclocross. Ancora pochi giorni e poi Moreno Pellizzon, uno dei talenti cristallini del cross country azzurro, si tufferà a pieno titolo nella nuova avventura con il Focus Xc Italy Team, che per il 2015 ha allestito una sorta di nazionale giovanile con la conferma di Lisa Rabensteiner e l’ingaggio di Emilie Collomb e Greta Seiwald.

Classe 1996, di Mossa (Gorizia), campione italiano Allievi nel 2011 e 9° al mondiale junior di Hafjell, Moreno si affaccia sull’anno nuovo con grandi speranze e una certa personalità.

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– Moreno, quando sono cominciati i contatti con Focus Xc Italy Team?
– Ci siamo sentiti all’inizio della scorsa stagione e mi avevano detto che mi avrebbero tenuto d’occhio. Dopo il mondiale abbiamo formalizzato l’accordo per due anni. E’ un bel gruppo con tanti talenti, mi trovo bene con Gianni (Munari, il team manager) e anche con il meccanico. Spero di poter fare una bella stagione.

– A che punto è la preparazione per il 2015?
– Per tutto l’inverno mi sono dedicato al ciclocross. Quindi adesso sto osservando un breve periodo di riposo e ricomincerò a pedalare dal 14 al 18, al ritiro Focus previsto in Maremma. Avrò una ripresa graduale, anche perché il picco di forma a marzo non serve. Gli appuntamenti che contano sono più avanti.

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– Come giudichi la tua stagione nel cross?
– Era il primo anno da Under 23 e mi sono limitato a partecipare alle gare vicine, nel Triveneto e al campionato italiano, dove ho avuto parecchia sfortuna.

– Cosa ti ha lasciato il bronzo in staffetta conquistato all’europeo di Sankt Wendel?
– Un piacevole ricordo, soprattutto perché non era scontato che io facessi parte dei quattro. La formazione, Pallhuber, l’ha decisa lì sul campo, durante i test del percorso. E Fontana è stato fondamentale nel catechizzare i nuovi arrivati come me e Wieider. Ci ha tranquillizzati e ci ha detto come gestire il giro. E poi si è scatenato nella rimonta che ci ha portati sul podio.

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– Che obiettivo ti poni per questo 2015?
– Vorrei fare più esperienza possibile in Coppa del mondo. Non sarà facile, ma ciò che serve è crederci e non darsi mai per sconfitti perché il grande risultato può essere sempre raccolto. Certo, tra cinque anni vorrei andare alle Olimpiadi. Inutile girarci attorno. E’ il sogno di tutti quelli che fanno gli sportivi.

– Quali sono i percorsi che più esaltano le tue caratteristiche?
– Il percorso ideale è per me quello del Montello, dove si terranno i prossimi campionati italiani. Perché è nervoso e tecnico ma non ha niente di artificiale. I rock garden sono realizzati per fare spettacolo ma a me non piacciono. Purtroppo il cross country sta andando in quella direzione e io mi ci dovrò abituare e migliorare. All’europeo 2013 addirittura hanno realizzato un tappeto in legno per farci salire più gente possibile.

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– Come ti trovi con la tua Focus Raven 29er?
– L’anno scorso non ho sofferto il passaggio alle ruotone. Grazie al telaio piuttosto raccolto, non ho sofferto la bassa statura e nemmeno le difficoltà che molti riscontrano nel rilanciare la bicicletta. Il vantaggio di Focus è anche quello di montare delle forcelle con una minor escursione: 80 e non 100 mm.

– Come te la cavi a scuola?
– Sono iscritto al quinto anno del Liceo Scientifico di Gorizia. Quest’anno ci sarà anche la maturità, diciamo che l’estate sarà molto intensa. Ho una buona media e il prossimo anno vorrei iscrivermi all’Università, al corso di fisioterapia.

La foto d’apertura è di Michele Mondini.