Intervista a Isabeau Courdurier: il segreto è non mollare mai

Veronica Micozzi
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Intervista a Isabeau Courdurier: il segreto è non mollare mai

Veronica Micozzi
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Cosa dire di Isabeau Courdurier che non sia stato già detto o scritto?
Isa - come viene chiamata amichevolmente - è una grande campionessa di enduro, una donna tenace, con uno stile inconfondibile, capace di resistere e reinventarsi.

Nata l'8 marzo 1994 in Provenza, da anni legata al Team Lapierre, nel 2019 riuscì a vincere 9 tappe su 9 nel circuito Enduro World Series, poi nel 2022 ebbe un incidente in bici ma non si è fermata, fino ad arrivare nel 2024 al culmine della sua carriera conquistando il primo Campionato del Mondo di Enduro della storia.

Dopo aver vinto il titolo mondiale di enduro nel 2024, ha deciso di prendersi una pausa, per dedicarsi a se stessa e alla sua famiglia. Famiglia che sta per allagarsi, visto che Isabeau è in attesa di un bambino, come ha annunciato lei stessa sul suo profilo Instagram qualche mese fa.

Grazie alla collaborazione con Prologo, suo sponsor, le abbiamo rivolto alcune domande per capire cosa ci sia dietro i suoi successi, sia dal punto di vista delle scelte tecniche sia dal punto di vista delle capacità fisiche e mentali.
Partiamo subito con una domanda diretta...

- Qual è, secondo te, il segreto del tuo successo e della tua carriera? 

- Direi che il mio segreto è che non mollo mai. Non lascio andare nulla facilmente.
Quando ho un obiettivo in mente, faccio davvero tutto il possibile per raggiungerlo. Per me, l’obiettivo principale è sempre stato migliorare in bici, raggiungere un certo livello nella guida, e questo è ciò che mi ha spinto a puntare in alto per tutti questi anni.
Credo che proprio questa determinazione sia stata la chiave per ottenere alcuni successi e vittorie nella mia carriera. 

- Secondo te, sono più importanti gli aspetti tecnici o mentali per un atleta professionista? 

- Penso che entrambi gli aspetti, mentale e tecnico, siano fondamentali.
Non si può avere successo se non si è nella giusta condizione mentale, così come non si può vincere se non si hanno le competenze tecniche necessarie. Quindi direi che è un equilibrio tra mente e tecnica. Servono entrambi per raggiungere grandi risultati. 

- Qual è il tuo ruolo attuale nel team? 

- Il mio ruolo attuale nel team è quello di creare contenuti per mostrare il dietro le quinte di una squadra professionistica di enduro.
Inoltre, aiuto nella logistica: faccio davvero un po’ di tutto, dalla cucina all’allestimento del paddock e dei box.
Ho anche un ruolo importante come “counselor”: sto allenando Elise, la nostra giovane rider, e cerco di dare consigli anche ai ragazzi. L’idea è quella di trasmettere loro l’esperienza che ho maturato in oltre dieci anni di gare. Cerco semplicemente di supportarli e aiutarli nel miglior modo possibile. 

- Come vedi il futuro dell’enduro? 

- Credo che in futuro l’enduro si svilupperà in due direzioni molto diverse.
Da un lato ci sarà il formato della Coppa del Mondo, che continuerà ad evolversi e a diventare sempre più spettacolare, con battaglie serrate e gare davvero emozionanti.
Dall’altro lato, penso ci sarà un ritorno a uno stile più avventuroso, con gare a tappe su più giorni, molto suggestive.
Quindi avremo due tipi di enduro: uno più competitivo e spettacolare, l’altro più orientato all’avventura. Entrambi, però, saranno entusiasmanti. 

- Di solito, come scegli i componenti della tua bici, in particolare la sella? 

- Quando scelgo i componenti, cerco sempre di tener conto della mia costituzione. Sono una rider piuttosto minuta, quindi punto su componenti che si adattano bene al mio fisico, anche se magari non vanno bene per tutti.
Per quanto riguarda la sella, credo sia fondamentale trovare la larghezza giusta per essere davvero comodi. Inoltre, dipende molto dal tipo di attività: la sella Prologo che uso per il ciclismo su strada non è la stessa sella Proxim che uso per la mountain bike (nel Mondiale Enduro 2024, così come nelle gare degli ultimi anni, Isa ha utilizzato selle della gamma Proxim, la linea di prodotti by Prologo studiati appositamente per le discipline gravity, ndr).
È importante rispettare sia la propria fisiologia sia il tipo di utilizzo che si fa della bici. Il mio consiglio è di provarne diverse e di dare importanza anche al materiale: una sella più o meno morbida può influenzare molto il comfort in sella. 

Per conoscere meglio Isabeau Courdurier, vi rimandiamo a questo articolo di qualche anno fa in cui parlavamo dei suoi inizi e delle sue difficoltà e di come lei sia stata capace di trasformarle in opportunità:

Qui potete trovare un omaggio di Lapierre a Isabeau Courdurier.
Qui, infine, potete seguire il suo profilo Instagram

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Sull'autore
Veronica Micozzi

Mi piace leggere, scrivere, ascoltare. Mi piacciono le storie. Mi piace lo sport. Mi piacciono le novità. E riconosco la sana follia che anima i seguaci della bici. Credo di aver capito perché vi (ci) piace tanto la Mtb, al di là della tecnica, delle capacità, dell’agonismo: è per quella libertà, o illusione, di poter andare ovunque, di poter raggiungere qualsiasi vetta, di poter superare i propri limiti che solo le due ruote sanno regalarti…

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