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Luca Braidot è uno degli azzurri più forti del panorama Xc internazionale.
Negli ultimi anni, quando era al CS Carabinieri, ha vinto diverse maglie tricolori (l’ultima nell’Xc al Ciocco), è arrivato più volte nella top ten di Coppa del Mondo, Europei e Mondiali.
La stagione 2020, si è chiusa per lui con due quarti posti individuali, al Mondiale di Leogang e all’Europeo di Lugano. Tutto questo, senza avere un vero team “ufficiale”…

Tra i risultati più importanti di Luca Braidot troviamo anche diverse medaglie ad Europei e Mondiali Team Relay (staffetta). In foto, con la medaglia d’oro conquistata dalla nazionale italiana a Leogang.



Ma nella stagione 2021 qualcosa cambierà, infatti Luca Braidot ha firmato con il “rinnovato” Santa Cruz FSA Pro Team, che potrebbe aiutarlo a fare quel famoso salto di qualità che aspetta da tempo.
Ma perché ha lasciato l’Arma?
Qual è il suo stato d’animo in questo periodo?
Come si sta allenando?
Cosa gli manca per portare a casa il risultato che conta?
Questo, e molto altro, lo abbiamo chiesto proprio a lui…

Foto: Michele Mondini

– Ciao Luca, innanzitutto, come stai? E come procede l’avvicinamento al 2021?
– Sto bene, sto tornando dal primo mini-ritiro che abbiamo fatto con il team in Liguria. E’ stato un modo per conoscerci meglio e fare un po’ più di ore in bici, prima a casa mi ero concentrato principalmente sulla forza in palestra. Da ora in poi farò più qualità, alzando un po’ il ritmo.

– Facciamo un passo indietro: come e quando hai ricevuto la proposta da Santa Cruz FSA?
– Mi hanno contattato i dirigenti del team due settimane prima dell’italiano Xc, ma io ho deciso a fine stagione, dopo l’europeo. Nel frattempo, però, ho parlato anche con Tiberi e gli altri dello staff.

Luca Braidot
Luca in azione all’Europeo Xc 2020

– Erano anni che si sentivano voci di un tuo possibile cambiamento in team ufficiali: perché proprio quest’anno e perché proprio questo team?
– Fino al 2020 avevo un contratto con Olympia, quindi ho preferito rispettare i patti e chiudere in bellezza. Ho scelto Santa Cruz FSA, innanzitutto perché mi fido di Andrea Tiberi e sono contento di lavorare con lui, poi mi è piaciuto il progetto, la filosofia, i corridori… Infine, il marchio Santa Cruz ha sempre il suo fascino, è stata un’ottima occasione che ho colto al volo.

Luca Braidot
Eccolo in sella alla “Santa”. Foto: Michele Mondini

– La domanda che si pongono in molti in questo momento è: avrà fatto bene Luca a lasciare il “posto sicuro” nell’Arma dei Carabinieri, per un team “classico”, anche se di alto livello? Come rispondi?
– Già da diversi anni sono spesso lì davanti, nelle posizioni che contano, serve solo quel qualcosa in più per fare il risultato pieno. Quello che mi mancava era proprio il team, ossia una struttura che ti permetta di fare l’atleta al 100% senza pensare ad altro. Voglio provarci e credo che questa sia la scelta giusta. Poi in futuro vedremo…

– Dopo tanti anni con la stessa maglia, tu e tuo fratello Daniele vi “dividerete”: cosa si prova?
– In realtà non cambierà molto, a parte la maglia. Ci alleneremo insieme lo stesso, alcune trasferte in Italia le farò con lui… Certo, in gara non potremo fare più “giochi” di squadra, ma vabbè, pazienza ?

Luca e Daniele Braidot in una foto di archivio

– Hai cambiato o cambierai qualcosa nella preparazione?
– Non ho cambiato molto, in linea di massima la preparazione rimane sempre stessa. Anche perché di cambiamenti ne ho fatti già tanti, non esageriamo…

– Ti segue sempre Claudio Cucinotta?
– Sì, mi segue sempre lui.

– Non stai correndo nel ciclocross, come mai?
– L’ho deciso insieme al team, sia perché vogliamo concentrarci principalmente sulla Mtb, sia perché con il cambio di sponsor a metà stagione invernale, sarebbe stato un po’ complicato.

Luca Braidot
Foto: Michele Mondini

– Ti abbiamo visto in sella alla full: userai solo quella o anche la front?
– Penso che utilizzerò solo la full, ho più feeling con questo tipo di bici. Inoltre, al giorno d’oggi, secondo me ha poco senso utilizzare la front, i “difetti” delle full stanno pian piano sparendo, vedo solo vantaggi.

– Altre novità su equipaggiamento e sponsor?
– Ho iniziato una collaborazione personale con Oakley, inoltre correremo con caschi Met e useremo gomme Vittoria, che conosco già bene. Fondamentale sarà il supporto di Andreani Group per le sospensioni, abbiamo già fatto qualche test in Liguria ed ho capito quanto può cambiare il comportamento della bici con le dovute modifiche.

Luca Braidot
Durante il mini-ritiro a Diano Marina, i ragazzi del Team Santa Cruz FSA si sono confrontati con lo staff di Andreani Group per la messa a punto delle sospensioni. Nell’immagine, Luca Braidot ed il tecnico Eros Taboni. Foto: Michele Mondini

– Al primo ritiro hai incontrato tutti i tuoi compagni, com’è il clima?
– E’ stato un ritiro tranquillo, fatto principalmente per conoscerci. In realtà, gli italiani (Berta, Seiwald, Tiberi, ndr) li conoscevo bene, perché ho condiviso con loro diversi ritiri della nazionale. Marotte l’ho conosciuto meglio, prima ci salutavamo e basta. Sono rimasto colpito da lui: è uno dei piloti più famosi del panorama Xc, ma è molto alla mano, ama condividere con gli altri le proprie esperienze e ci tiene a fare bene come team. Le prime impressioni, quindi, sono state ottime.

“Risveglio muscolare” con corsetta sulla spiaggia o esercizi a corpo libero. Il mini-ritiro in Liguria iniziava sempre così. Con Andrea Tiberi a fare da “regista”. Foto: Michele Mondini

– A proposito di Maxime Marotte: stare a stretto contatto con lui può farti crescere ancora di più, c’è qualcosa che lui ha e tu vorresti avere? Qualità atletica/tecnica, aspetto caratteriale…
– Lui è un professionista in tutto e per tutto. Si vede dal suo modo di rapportarsi con giornalisti e fotografi, da come parla l’inglese e da come si muove in generale. Insomma, si vede che proviene già da un team ufficiale… Tutto questo a me manca e posso prendere spunto. Parlando di allenamento e qualità tecniche non so ancora dirlo con precisione, perché finora abbiamo fatto uscite tranquille senza particolari obiettivi, ma sono pronto a rubare con gli occhi.

Maxime Marotte. Foto: Michele Mondini

– Cosa ti manca, secondo te, per fare un ulteriore salto di qualità?
– Ancora devo capirlo con precisione, altrimenti sarei rimasto dov’ero… Ma potendo contare su un team più organizzato, sono sicuro che cambierà tanto e potrò rendere di più, perché dovrò concentrarmi solo sulla gara, senza bruciare energie per pensare ad altro.

– Obiettivi per il 2021?
– Abbiamo definito una bozza di calendario insieme al team, ma per me l’obiettivo principale sarà andare alle Olimpiadi di Tokyo. Ovviamente, anche il mondiale in Val di Sole è una bella occasione, ma si svolgerà dopo, quindi ci penseremo quando sarà il momento…

Luca Braidot
Foto: Michele Mondini

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Daniele Concordia

Ciao, mi chiamo Daniele Concordia e sono nato nel fuoristrada! La Mtb e il motocross sono le mie passioni più grandi, amo l'adrenalina, la fatica e le sensazioni che regala lo sterrato in tutte le sue forme. Ho corso tanti anni in mountain bike, tra Xc e Granfondo nelle categorie agonistiche, ma prima di tutto sono un amante del mezzo e della tecnica in generale. Dal 2012, dopo aver ottenuto la Laurea in Scienze Motorie allo IUSM di Roma, ho avuto la fortuna di fare della mia passione il mio lavoro, non solo come biker, ma anche come intermediario tra aziende, atleti e lettori. Seguitemi su Mtb Cult, qui sotto potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Daniele Concordia