scritto da Redazione MtbCult in Guida e preparazione,Storie,Video il 17 Ott 2019

Luca Masserini e la Gravity School Kids: un “amore” sviscerato

Luca Masserini e la Gravity School Kids: un “amore” sviscerato
        
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Tutto è nato nei giorni del Trophy of Nations di Finale Ligure, quando noi di MtbCult abbiamo incontrato Luca Masserini, gestore della Gravity School, ossia una delle scuole di Mtb più attive e celebri in Italia.
La Gravity School, oltre a realizzare corsi per adulti, sia Mtb che e-Bike, lavora molto anche con i giovani grazie al progetto “Kids” e siccome sono proprio i ragazzi la vera linfa del movimento offroad, il direttore, Simone Lanciotti, gli ha chiesto di raccontarci un po’ come lavora e quale “filosofia” utilizza nei giorni di riding con i più piccoli.
Detto, fatto: ecco i pensieri che Luca Masserini ha “sviscerato” ad MtbCult in una lettera poco formale, ma che rende bene l’idea. Lettera che anticipa delle immagini ancor più significative…
DC

Gravity School Kids

Luca Masserini, 20 anni fa battezzato “Luca il Pazzo” e ora in “Lo Maestro”, gestisce dal 2008 assieme al suo team la scuola di Mtb con più corsi all’attivo, sul suolo italiano e all’estero.




Ciao Direttore!
Ogni promessa è debito e visto che a Finale Ligure eri curiosi di sapere com’era nata la Gravity School Kids e cosa fa, ecco la storia!
Oltre alla Gravity School, attiva dal 2008 con corsi di ogni genere per adulti, ho due figli, la prima Ludovica non ha (per ora) sviluppato l’amore per lo sport, dono che attendo le consegnino e Leonida che invece (per ora) ha amore solo per lo sport!

Gravity School Kids

Alcuni sono arrivati già con un’ottima preparazione, altri come Biagio giravano in bike park per la prima volta. Grazie al clima speciale lui e altri principianti hanno ricevuto una tale energia da recuperare in fretta il gap tecnico.

L’idea di fare qualcosa per i giovanissimi è cresciuta di pari passo alla crescita di mio figlio (del 2009) e nel 2018 ho iniziato con corsi infrasettimanali a Milano, per poi estenderli ai bike park. Fino alla settimana di campus estivo.
Ecco, ad esempio, il video del corso Gravity School Kids svoltosi a Caldirola:

Ti scrivo perché grazie al mio lavoro-passione ho davvero grandi gioie e tanti stimoli, ma l’esperienza del campus di una settimana sul Monte Amiata, beh quella non la dimenticherò mai. Sulla loro crescita tecnica non avevo dubbi, i ragazzi sono svegli, se li curi bene, se rispetti i loro tempi senza spingerli oltre e freni un po’ quelli che hanno fame e vogliono bruciare le tappe, rimani a bocca aperta dalla progressione.
Te ne voglio parlare.

Leonida, figlio di Luca Masserini, effettua un salto già “da grandi”

L’aspetto più motivante è stato ricevere il loro meglio come persone, come individui prima che rider. Per far recepire la regola principale di Masserini (il rispetto tra le parti) ho affidato un compito diverso ad ognuno di loro: chi era incaricato di far rispettare gli orari, quello che faceva l’appello presenze, quello che controllava l’educazione a tavola, insomma ho cercato di responsabilizzarli proprio nel momento in cui stavano vivendo un’esperienza meravigliosa.

Gravity School Kids

Durante il campus c’è stato anche un utilissimo workshop per insegnare loro gli interventi base, come regolare il minimo indispensabile e sostituire/riparare una camera d’aria forata.

Questo ha portato tanta complicità, se il primo giorno qualche presa in giro, qualche sorrisino di scherno si è visto, già dal secondo giorno si è trasformata in energia positiva, spirito di collaborazione, supporto e voglia di far crescere anche chi non ha avuto la fortuna di girare tanto in bici come i più bravi del gruppo.
Alla fine del corso ho chiesto che mi scrivessero un whatsapp con un feedback a distanza di un po’ di tempo.

Il Campus della Gravity School è e deve essere un’esperienza a 360°, quelle vasche a fine giornata erano semi vuote (tranquilli si rigenerano).

Direttore tu mi capirai… In un mondo in cui si scrivono e si cancellano migliaia di messaggi, quelli scritti da loro me li sono stampati e li conservo gelosamente.
È stato l’unico corso in cui ho pianto quando li ho riportati dalle loro famiglie.
Grazie dell’occasione che mi hai dato, non vedo l’ora di continuare a lavorare su questo bellissimo progetto!
Luca Masserini

Gravity School Kids

Beh… quando ricevi messaggi del genere, il cuore ti va in pappa

 

In seguito, altre foto scattate da Carlo De Santis durante il camp della Gravity School Kids:

Gravity School Kids

La bellezza di vedere chi ha questo sport nel sangue…

Prima si lavora sempre sulle tecniche base, poi i ragazzi hanno in mente solo una cosa: fare i salti!

Gravity School Kids

Ogni passaggio veniva ripreso tramite action cam, rivisto e discusso la sera e inviato a ciascuno a fine campus.

L’aria era così frizzante durante gli attimi che precedevano l’apertura del park, i ragazzi avevano l’argento vivo negli occhi!

Gravity School Kids

Ivan, l’unico local del Campus, in una settimana è riuscito a capire come chiudere le sessioni più complesse di trail che conosce meglio di tutti noi.



Alice, unica ragazza a tenere testa a 15 maschi. Ha avuto fegato, tanto, non solo per i progressi fatti in sella, ma per aver tenuto a bada lo “sciame” che faceva a gara per risalire in seggiovia con lei. Un mito!

Gravity School Kids

Tanti i momenti in cui si richiedeva la massima concentrazione, ma tanti i momenti da dedicare al divertimento. PS: gli impianti erano aperti esclusivamente per la Gravity School Kids…

Emiliano, Deus ex machina del Monte Amiata, colui che ha aiutato Luca nel compito di tenere a bada i ragazzi.

Gravity School Kids

Nulla di complesso, ma se vuoi imparare ad andare in bici devi prima aver consapevolezza di te stesso

Uno degli aspetti più critici delle nuove generazioni è legato alla concentrazione. Sono costantemente bombardati da migliaia di input, rapidi nei cambi di pensiero ma spesso incapaci di mantenere l’attenzione per più di cinque minuti. Se i primi giorni si sentiva qualche sogghigno, mano a mano hanno imparato un concetto nuovo: svuotare la mente e concentrarsi su qualcosa che non sia, ad esempio, un videogioco.

Gravity School Kids

Una delle nostre regole è che lo smartphone va usato solo per reale necessità. I ragazzi avevano così tante alternative che ne abbiamo visti pochi soffermarsi per più di dieci minuti…

E un bagno alle Terme di San Filippo non lo vuoi fare?

Per informazioni visitate il sito GravitySchool.it oppure il canale YouTube di Gravity School.



        
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