Manutenzione dei sentieri: come comportarsi secondo Imba

Silvia Marcozzi
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A seguito di un’uscita per così dire “avventurosa” dove ci siamo imbattuti in diversi sentieri abbandonati o impraticabili, ci siamo interrogati sulla manutenzione dei sentieri
Come funziona? 
Chi deve occuparsene? 
E noi rider come possiamo intervenire?

Ne abbiamo parlato con Edoardo Melchiori, presidente di Imba Italia, la costola nazionale della storica associazione che si occupa da decenni di diffondere la cultura dei sentieri. 

Attraverso il contributo di professionisti come avvocati forestali e commercialisti, il colloquio continuo con le istituzioni e il coordinamento tra tutti gli attori coinvolti, Imba si adopera per garantire a noi rider l’accesso ai sentieri e per rendere l’Italia sempre di più Mtb-friendly. 

All’ultimo Imba Gathering di Primiero è stato presentato il nuovo portale di cui abbiamo dato notizia qualche tempo fa. Per ora il progetto è in fase di test con le associazioni affiliate. Una volta che saranno caricati contenuti e materiali sarà pronto per essere messo a disposizione di tutti.
Presto ne sapremo di più e non mancheremo di darvene notizia. 

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All'ultimo IMBA gathering è stato presentato il nuovo portale che sarà reso disponibile al pubblico nel 2024.



- Il portale sarà uno strumento fondamentale per quanto riguarda l’argomento di questa chiacchierata, ovvero la manutenzione dei sentieri, è corretto?

- Sicuramente. Faremo in modo che quelle che sono le esperienze e le pratiche messe in atto dalle varie associazioni che si occupano di sentieri diventino una sorta di patrimonio condiviso. 

Sarà uno strumento per ottimizzare le risorse a disposizione, che spesso sono poche dato che le associazioni che si occupano di questo in Italia sono perlopiù delle piccole realtà con pochi soldi a disposizione. 

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- Il primo problema che si pone quando ci si mette in sella è quello di sapere dove si può andare in bici e dove no. 

- Sì, esatto. Le app non fanno altro che mettere uno strumento, peraltro utilissimo, a disposizione delle persone, ma è su queste ultime che va fatto un discorso di sensibilizzazione. 

A volte diamo per scontato che chi sceglie uno sport come la Mtb sia almeno un po’ abituato a vivere certi contesti e a porsi quindi il problema di dove e cosa si può e non si può fare. 

In realtà durante l’attività che abbiamo portato avanti in questi anni ci siamo accorti che non sempre è così, in particolare da quando tante nuove persone si sono avvicinate a questo sport. Sicuramente questo è un fatto molto positivo, ma è proprio qui che serve fare educazione. 

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- Come si può “educare” l’utenza su come comportarsi quando si va per sentieri?  E quali sono le “norme” generali a cui è bene attenersi?

- Per diffondere alcune semplici indicazioni di base a volte bastano strumenti molto semplici. Ad esempio nel 2021 abbiamo realizzato un progetto in collaborazione con il CAI e con l’Ente Parco Aree protette del Po piemontese per installare dei cartelli sulla rete sentieristica dell’area di Superga, subito alle porte di Torino. 

La vicinanza alla città ne ha fatto una zona particolarmente frequentata dopo la pandemia, quando appunto molti neofiti hanno iniziato a girare in bici sui sentieri. I cartelli sono uno strumento semplice, immediato, e molto efficace. 

Per quanto riguarda quelle che sono le buone maniere da tenere in bici rimando al decalogo che abbiamo inserito anche sul sito di Imba, valide per tutti e in qualunque situazione.

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I cartelli installati nel parco di Superga alle porte di Torino.

- Cosa può fare nella pratica un rider che si trovi di fronte ad un sentiero che necessita di manutenzione?

- Noi consigliamo di procedere sempre in modo il più possibile trasparente. 

Per prima cosa è bene contattare l’associazione o il gruppo locale che si occupa dei sentieri della zona interessata. Metterli al corrente della situazione, segnalare gli interventi necessari e verificare con loro la situazione.

Teniamo presente che non sempre è bene riaprire un sentiero. Magari la traccia su cui mi trovo è un sentiero di esbosco che deve essere eliminato. In tal caso è bene non toccarlo. Per questo è importante prima di tutto cercare di recuperare informazioni sul sentiero su cui mi trovo. 

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Prima di intervenire su un sentiero è sempre bene verificare se esiste un'associazione che già si occupa della sua manutenzione.

- E se non so chi si occupa di quel sentiero? O se non esiste un’associazione o un gruppo di riferimento?

In questo caso le cose sono un po’ più complicate, anche perché da utente singolo quello che posso fare è molto più limitato.

Ovviamente se si tratta di un sentiero battuto e aperto, magari anche segnalato, su cui è semplicemente rotolata una pietra o sono caduti dei rami che posso limitarmi a spostare non è un problema farlo.

Ma se parliamo già di interventi un po’ più complessi come eliminare della vegetazione, tagliare dei rami o simili è sempre bene fare i passi giusti. 

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Alcuni interventi non possono essere realizzati da soli.

- Per intervenire su un sentiero è necessaria un’autorizzazione? 

- Diciamo che è sempre bene informare l’ente di riferimento territoriale della situazione che abbiamo rilevato, ed eventualmente informare dell’intenzione di un intervento. 

Generalmente non vengono rilasciate autorizzazioni particolari, ma è bene avere sempre un confronto con un organo ufficiale e seguire le loro indicazioni.

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- Quindi quantomeno è sempre giusto fare una segnalazione. 

- Contribuisce sempre a farci uscire dalla clandestinità come utenti dei sentieri e creare un rapporto con chi è responsabile di un territorio. Nel tempo si ottiene così magari anche un riconoscimento del ruolo di monitoraggio e manutenzione. 

Questo apre la strada ad una regolamentazione della manutenzione stessa. Ci mettiamo al riparo dal commettere un illecito (e magari dal vedersi comminato anche un verbale). Inoltre nel tempo si mettono le basi per avere un riconoscimento del lavoro fatto, che può andare dall’ufficializzazione del proprio ruolo fino al rimborso spese per il tempo e gli investimenti realizzati.

Ovviamente in questo caso diventerà indispensabile presentarsi come soggetti organizzati, come appunto un’associazione, con cui è possibile intraprendere un certo tipo di accordo. 

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Organizzarsi in associazioni rende più semplice impostare un dialogo con gli enti territoriali.

- Cosa intendi quando dici uscire dalla clandestinità? 

- Intendo portare alla luce tutte quelle situazioni in cui si interviene sui sentieri più o meno di nascosto, senza comunicarlo a chi di dovere e senza ottenere delle autorizzazioni. 

In questo modo chi va in bici continua ad essere percepito nei tavoli decisionali in maniera negativa. È importante invece che diventiamo parte del processo di conservazione e di tutela. 

Quando si tratterà di prendere delle decisioni sui sentieri, di riprogettarli o di organizzarne la fruizione avremo voce in capitolo. 

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Essere coinvolti nella progettazione dei sentieri dovrebbe essere un obiettivo per chi si occupa di manutenzione.

- Molti rider pensano che non ne valga la pena perché l’idea diffusa è che le istituzioni non siano interessate a fare spazio al mondo della Mtb. Una volta che ti sei palesato il rischio è di non essere ascoltati e di vedersi negare l’autorizzazione ad intervenire sui sentieri. Ecco allora che si preferisce agire “in sordina”. 

- Questo è un po’ un autogiustificarsi per un modo di procedere che sappiamo non essere corretto. È vero, capita di non trovare ascolto o di scontrarsi con situazioni difficili, ma conosciamo anche tante situazioni in cui invece non è andata così.

Sul portale Imba vogliamo raccogliere proprio tutte quelle esperienze positive in questo senso.  
Anche perché agire “in sordina” significa sempre innescare delle dinamiche che nel lungo periodo non pagano. 

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Essere autorizzati a lavorare su un determinato sentiero nel tempo ci consente di ottimizzare tempi e costi di manutenzione.

- Puoi farci qualche esempio?

- Ad esempio si finisce per fare degli interventi sui sentieri sempre “quick and dirty”. Non si possono raccogliere fondi per finanziare il lavoro, né coinvolgere in altro modo la comunità locale.

Questo significa che non posso far comprendere l’importanza e il valore di quello che sto facendo perché non si può mettere la faccia su qualcosa di più o meno abusivo.  Si continua così a fare dei lavori di manutenzione diciamo fatti male.

- Cosa significa lavorare “bene” su un sentiero?

- Significa ragionare su come è nato, sulla natura del terreno, le pendenze, la gestione dell’acqua, i rischi di erosione e quindi prendersi il tempo di lavorarci nel modo giusto. 

Più della metà dei nostri corsi di trail building (o sarebbe più corretto dire di trail caring dato che per  la maggior parte si fa della manutenzione su sentieri esistenti) riguardano la gestione dell’acqua e delle pendenze. 

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Prima di intervenire su un sentiero è sempre bene interrogarsi sulla sua origine e sulle sue caratteristiche.

Al di là che un sentiero sia destinato alle bici o meno, farne una realtà solida e ben fatta che ha bisogno di poca manutenzione dipende soprattutto da questo aspetto.

Competenze di questo genere non sono molto diffuse, e capita spesso che si incolpino le bici di problematiche “strutturali” dei sentieri. Si pensa di risolverli chiudendo il transito alle bici senza sapere che non è quello il problema. 

Lavorare “allo scoperto” significa poter documentare il proprio lavoro e portare queste osservazioni nelle discussioni sulla gestione dei territori. 

- Quando si può arrivare alla chiusura dei sentieri alle bici? 

- Statisticamente il ricorso al divieto per le Mtb di percorrere i sentieri avviene quasi sempre laddove sono stati creati percorsi illegali o dove si è intervenuti sui sentieri in modo clandestino. 
Capita che gli enti ricorrano a questa misura estrema anche perché non c’è un dialogo tra loro e i biker, e quindi non si riesce a regolamentare il fenomeno. 

Ecco perché chi pensa che operare in una zona d’ombra significhi tutelare la libertà di andare in bici dove si vuole commette un errore di valutazione nel lungo periodo. 
C’è chi vede la regolamentazione come il fumo negli occhi ma è normale che se sempre più persone praticheranno la Mtb sarà inevitabile. 

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Con l'aumentare del numero dei rider sui sentieri diventa indispensabile regolamentare e ufficializzare la presenza delle Mtb.

Per saperne di più sulle attività di Imba, qui potete trovare tutti i nostri articoli sull'argomento.
In particolare, qui sotto abbiamo raccolto i consigli di Imba per la pulizia e la manutenzione dei sentieri:

Qui invece un articolo che parla della condivisione dei sentieri tra biker ed escursionisti:

Foto: © IMBA Italia / Edoardo Melchiori

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Sull'autore
Silvia Marcozzi

Vivo da sempre in equilibrio tra l’amore per lo studio e le parole - ho due lauree in lettere e un dottorato in lingue - e il bisogno di vivere e fare sport all’aperto. Mi sono occupata a lungo di libri e di eventi. Dieci anni fa sono salita su una bici da corsa e non sono più scesa, divertendomi ogni tanto a correre qualche granfondo. Da poco ho scoperto il vasto mondo dell’off-road, dal gravel alla Mtb passando per le e-Mtb, e ho definitivamente capito che la mia sarà sempre più una vita a pedali.

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