SEA OTTER - Martin Maes è in forma. I big sono avvisati

Giuseppe Scordo
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MONTEREY - Dietro quell’aria riservata e la faccia pulita da teenager, si nasconde un vero e proprio fenomeno. Uno che quando sale sulla bici diventa irriverente, aggressivo, incredibilmente veloce, disegnando traiettorie difficili da emulare anche per i rider più esperti.
Martin Maes, diciassettenne di Liegi, nato e cresciuto in un Paese che ha sfornato talenti nel ciclismo su strada e nel ciclocross ma non nella Mtb, è un ragazzino già campione che fa sul serio. Non ha un idolo a cui ispirarsi e questo la dice lunga per uno che la passata stagione ha stravinto tra gli juniores e ha sorpreso tutti con il podio assoluto di Finale Ligure.
Il bello, però, deve ancora venire. E tutto lascia presagire che nel 2014 ormai alle porte (tra una settimana l'Ews parte dal Cile) il belga del Gt Factory Racing sarà in grado di mettere non poca pressione ai grandi della disciplina.

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L'incredibile talento di Martin Maes è esploso nel 2013. Il belga è ora chiamato a confermare la sua classe cristallina.

- Martin, cosa ti aspetti dal 2014?
- E’ difficile fare previsioni nell'anno in cui mi dedicherò esclusivamente alla categoria elite. Di certo so di aver lavorato molto bene durante l’inverno e posso dire che è stato un lungo inverno, quasi infinito. Insieme al team abbiamo cercato di migliorare sotto tutti i punti di vista: tecnico, atletico, mentale. E mi sono reso conto di questo lavoro durante i training camp. Sarebbe bello vincere una tappa dell’Enduro World Series. Ma il mio obiettivo è quello di essere costante, di figurare sempre nella top five, al massimo tra i primi dieci.

- Qual è l’aspetto su cui ti sei concentrato maggiormente?
- Di sicuro non è quello tecnico. Sono ancora molto giovane e per l’età che ho credo di andare molto veloce. Le difficoltà ci sono e ci saranno. A 17 anni è impensabile non commettere errori. L’importante è correre sempre più veloce. E per farlo devi essere in forma. Dopo la preparazione invernale, posso dire di non essere mai stato così bene prima d’ora.

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Nel 2014 Maes vuole stazionare ai primi cinque posti della classifica dell'Ews.

- Rispetto all’anno scorso è dunque cambiato tanto…
- C’è stato un grande cambiamento, a livello di impostazione e programmazione della stagione. Mi hanno detto tutto quello che dovevo fare e il coach Alan Milway mi ha aiutato a gestire in maniera equilibrata il lavoro fisico e le uscite offroad. Nei training camp di Fuerteventura e Malaga mi è stato di grande aiuto essere a contatto con gli Atherton. Dal mio compagno Dan ho molto da imparare e in allenamento abbiamo spinto parecchio.

- La nuova Sanction ti soddisfa?
- Moltissimo, perché è più veloce della Force. Nelle sezioni molto ripide il telaio dà più sicurezza e le geometrie si adattano di più al mio stile di guida. Il secondo grande cambiamento ha riguardato la forcella. Ho partecipato al tuning camp di Fox e ho constatato come ci siano stati sensibili miglioramenti sulle sospensioni.

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Nei training camp di Fuerteventura e Malaga ha avuto modo di allenarsi insieme al compagno Dan Atherton.

- Perché vai così forte? Cos’hai più degli altri?
- Saper andare veloci è una dote. Io sulla Mtb ci sono nato. Sono salito in sella a due anni, a sei già facevo le prime gare e le vincevo. Il manico? L’ho imparato nel Dual Slalom e nel 4Cross.

- Com’è Martin Maes nel tempo libero?
- Ne ho veramente poco perché la mia vita è la Mtb e questo è il momento di spingere a tutta e di essere anche un po’ incoscienti. Nei ritagli passo molto tempo con la mia fidanzata e con il mio quad. La scuola? Mi mancano ancora due anni al diploma. Ho poco tempo per i compiti e non li faccio volentieri, però riesco a cavarmela. Non sono bravo, ma neanche un asino.

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