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La bici di Jerome Clementz diventa sempre più un riferimento per gli amanti dell’enduro.
Tutto ciò che il francese adotta, collauda e preferisce è capace di ispirare migliaia e migliaia di rider in tutto il mondo.
Proprio di recente Clementz ha svelato il suo pacchetto di sponsor per il 2015 e mostrato in parte la sua Jekyll.
Sram, di recente, racconta di un altro passo importante compiuto insieme a Jerome Clementz e che riguarda la sua linea di ruote Roam.
Fra i tanti che danno supporto tecnico al campione del mondo di enduro 2013 c’è anche Jon Cancellier di Sram con il quale ha instaurato una confidenza che è rara a trovarsi.

Clementz, a sinistra, mentre compila la scheda di un test. A destra, Jon Cancellier prepara un'altra ruota per un nuovo test.
Clementz, a sinistra, mentre compila la scheda di un test. A destra, Jon Cancellier prepara un’altra ruota per un nuovo test.

Cancellier è coinvolto da circa 7 anni nel programma BlackBox al supporto di tutti i biker più forti del mondo e lo fa con grande passione e competenza.
All’inizio di quest’anno si è ritrovato a Finale Ligure con Jerome Clementz per dei nuovi test molto importanti che riguardavano le ruote Sram Roam.
Per Clementz si è trattato della prima volta con un cerchio in carbonio (nel caso delle Roam 60) e di un’altra esperienza che vale la pena di essere raccontata. Di seguito il video e in più in basso un’intervista a Jon Cancellier.

«L’obiettivo del test – spiega Cancellier – era fornire a Clementz la possibilità di testare tre modelli diversi di ruote sullo stesso sentiero. Gli abbiamo chiesto di provare lo stesso set di ruote per due volte, mantenendo la stessa gomma, la stessa pressione e lo stesso diametro di disco, in modo da eliminare possibili variabili. Anche le discese non erano cronometrate, Clementz ha cercato di tenere sempre la stessa velocità in modo da avere risultati più apprezzabili.

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– Quanto spesso capitano test come questi?
– Di solito all’inizio della stagione in modo da avere dei riferimenti utili per tutta la stagione. Oppure, se abbiamo dei nuovi prodotti di cui vogliamo conoscere i pareri dei rider, non appena abbiamo dei prototipi utilizzabili da sottoporre loro.
Per quanto riguarda le ruote, questa è la seconda volta che succede. In passato lo abbiamo fatto con Nicolas Vouilloz e adesso con Clementz nell’ambito del programma BlackBox. Per noi questo tipo di test rappresentano degli esami molto importanti per i nostri prodotti.

Clementz durante il test a Finale Ligure.
Clementz durante il test a Finale Ligure.

– A cosa possono portare test come questi?
– In sostanza, per le ruote, è possibile valutare diverse variabili. La ruota viene scomposta nelle singole parti e ognuna diventa una variabile. La larghezza del cerchio, il materiale del cerchio, lo spessore dei raggi. Ogni variabile ha un’influenza sulla guida e noi possiamo apprendere molto dai pareri di rider come Clementz. Jerome ha una grande sensibilità ed è capace di apprezzare differenze molto piccole.

– Cosa ha imparato Clementz durante il test?
– Che tutte e tre le ruote (Rail 50, Roam 50 e Roam 60, ndr) sono delle scelte azzeccate. Perché gli scenari di gara dell’Ews sono così vari che ognuna di queste ruote può brillare su determinati percorsi. Basta saper scegliere quella giusta.

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– Quindi, quale sarà la strategia dietro la scelta delle ruote di Clementz?
– Scegliere la ruota più adatta in base al percorso. Ad esempio, il cerchio più largo delle Rail 50 aumenta il volume d’aria a disposizione nella gomma e questo sui sentieri più rocciosi può essere un vantaggio. Clementz ha apprezzato molto la reattività dei cerchi in carbonio delle Roam 60, ad esempio, che può essere molto utile su percorsi come quello dell’Ews in Scozia lo scorso anno, perché richiede accelerazioni rapidi. Le Roam 50, invece, hanno un mix delle doti delle altre due ruote, sono più equilibrate e rappresentano la scelta migliore per la maggior parte delle gare.

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– A parte le ruote, Clementz ti è stato utile per altre cose?
– Come ti aspetteresti da un campione di enduro come Jerome, è molto meticoloso e ha ben chiaro in mente che cosa aspettarsi dalla propria bici. E’ capace di sentire piccole differenze nei prodotti che utilizza che significano tantissimo sia per lui che sta in sella, sia per noi che dobbiamo sviluppare le ruote.

Jerome Clementz non smetterà durante il corso della stagione di affinare nuovi prototipi e, addirittura, di proporre lui delle soluzioni o delle modifiche.
Il lavoro di un pro’, quindi, non è solo vincere (risultato mai scontato), ma è anche aiutare la Mtb a progredire nella direzione che possa più piacere al grande pubblico.

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Qui i dettagli delle ruote Sram Roam e Rail e qui il test delle Roam 60.

Tutte le foto di questo articolo sono di Adrian Marcoux.

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti