

Quanto dura un casco?
Quale cura richiede un casco?
Quanti caschi dovrebbe avere un biker?
Cosa cambia fra un casco di fascia alta e uno di bassa gamma?

In questa punta di Fuori Sentiero parliamo di 4 consigli sui caschi da Mtb e lo spunto per questa tematica è venuto con il nuovo Specialized Ambush 3 (foto sopra).
Come avrete visto in tanti video, l’Ambush 2 è il casco che utilizzo nelle mie uscite da diversi anni.
Quando ho saputo che Specialized lo aveva aggiornato ho deciso di analizzare le differenze fra il vecchio e il nuovo.
Ve le spiego in questo video, poi proseguite la lettura.
Quindi, il casco è un accessorio che merita la nostra massima attenzione, ma prima ancora richiede quel minimo di competenza su come usarlo al meglio.
La differenza la facciamo quando il casco non è indossato.
1 - Quanto dura un casco?
All’interno del casco troviamo sempre l’indicazione della data di produzione del casco stesso, senza, ovviamente, alcuna indicazione sulla “scadenza”.
Ovviamente, perché il produttore del casco non può sapere come questo viene trattato dall’utente durante il suo ciclo di vita.



Ossia, quanto spesso questo casco cade da un tavolo o dalle mani del proprietario (micro-traumi), quanto è acido il sudore di chi lo indossa, quanto a lungo rimane sotto i raggi del sole (anche se non indossato) o in ambienti umidi e/o molto caldi.
Insomma, i fattori ambientali e i micro-traumi possono ridurre l’efficacia di un casco, ossia la sua capacità di assorbire gli impatti di una caduta in bici.
Da fuori un casco che ha sulle spalle 5 anni di utilizzo può sembrare intatto e splendente, ma non sappiamo in che stato si trovi la struttura di EPS al suo interno, cioè quella demandata ad assorbire l’energia degli impatti, deformandosi o addirittura rompendosi.
In assenza di un evento traumatico significativo (una caduta in bici), un casco da fuori può sembrare abbastanza ok per anni.
Ma non è così.
L’indicazione di diversi produttori di caschi è cambiarlo ogni 3-4 anni, a prescindere dalle sue condizioni esterne.
2 - Quale cura richiede un casco?
Le cure che un casco richiede sono poche, ma cruciali per allungarne la vita utile.
Innanzitutto è un oggetto che meno cade dalle nostre mani e meglio è, in modo da minimizzare l’effetto dei micro-traumi sulla sua durata efficace.
Inoltre, specialmente d’estate, è bene lavarlo con frequenza, magari subito dopo l’uscite, con acqua fredda per togliere residui di sudore dalle imbottiture interne, dai cinghietti e dal sistema di chiusura.
Questa accortezza è tanto più necessaria quanto più è abbondante e/o acida la nostra sudorazione.
In questo modo si riesce a ridurre in modo significativo il fattore ambientale.
Consiglio importante: fate asciugare il casco lontano dalle fonti di calore e riparato dai raggi del sole e soprattutto conservatelo in un luogo asciutto.
L’umidità prolungata non gli giova e favorisce il proliferare di cattivi odori e muffe.
3 - Quanti caschi dovrebbe avere un biker?
Uno è il numero minimo.
Ovviamente.
Due è la quantità consigliata per non concentrare su un singolo elemento tutto il compito di protezione.
Mi spiego meglio: se ho due caschi che alterno in modo regolare durante l’utilizzo, la durata efficace del singolo casco aumenta un po’.

Nel calcolo della durata occorre tenere presente che il materiale EPS è soggetto comunque a un minimo deterioramento nel corso del tempo, a prescindere dal suo utilizzo.
Se ho due caschi che alterno con regolarità e che cerco di trattare con cura la durata del singolo casco viene massimizzata.

Ma non solo: se dovessi accorgermi che un casco si è danneggiato oppure che a seguito di una caduta (speriamo senza conseguenze) si è rotto ne ho già un altro disponibile.
Questo consiglio è tanto più valido quanto maggiore è il numero di uscite che si fanno a settimana.
4 - Cosa cambia fra un casco economico e uno costoso?
Risposta veloce: il fattore sicurezza non cambia, perché tutti i caschi in commercio sono omologati e molto spesso sono conformi a più normative (europea oppure americana) proprio per garantire la massima sicurezza.
E allora cosa cambia?
Cambiano in modo significativo, invece, fattori come ventilazione, leggerezza, regolazioni, dotazione tecnica, un alloggiamento per gli occhiali e anche le finiture.
Insomma, la differenza di prezzo è giustificata da una grande quantità di fattori.


Per chiudere, il casco non è un semplice accessorio, ma un vero e propio compagno di uscite e anche un alleato contro gli infortuni.
Contro le cadute non può fare molto, perché entra in gioco quando dovesse capitare una caduta.
Con questa puntata di Fuori Sentiero e con questi 4 consigli sul casco da Mtb adesso ne sapete un po’ di più.
Dategli una mano a fare al meglio il suo lavoro.
Qui tutti i nostri articoli, test e approfondimenti sui caschi da Mtb
Condividi con
Tags
Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
Altri Articoli
Per commentare devi essere registrato al sito. Accedi
Articoli Simili
Iscriviti alla nostra newsletter


