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Come cambia la guida con le geometrie moderne?
E quali adattamenti sui componenti si possono fare, per “cucirsi addosso” le Mtb attuali?
Se possedete, o avete provato una Mtb concepita negli ultimi due anni, vi sarete accorti che per rendere al massimo e trovare il giusto feeling di guida c’è bisogno di resettare i propri schemi motori e ripartire da zero.
Le Mtb moderne, siano esse da Xc, Trail o Enduro, sono tutte lunghe, aperte e basse.
E rispetto a qualche anno fa, si è assottigliata anche la differenza tra i telai delle diverse specialità: al giorno d’oggi le bici da Xc hanno angoli che fino a qualche anno fa erano considerati da enduro, mentre le enduro hanno geometrie quasi da Dh…
Insomma, ci si spinge sempre oltre.

Come cambia la guida con le geometrie moderne
Immagine fornita da BMC: la Fourstroke 01 è una delle full da Xc più moderne. Qui il test completo.

Tutte queste modifiche rendono le Mtb attuali più “facili” e veloci, ma anche meno intuitive a primo impatto, soprattutto nel caso di atleti che hanno guidato per anni dei mezzi più “tradizionali”.
Perché?
Perché le Mtb moderne vanno guidate in modo diverso, ma come?
Ora ve lo spieghiamo…

Caricare l’anteriore
Sterzo più aperto e reach più lungo, anche compensando con un rake della forcella ridotto e con un attacco manubrio più compatto, generano comunque un front center abbondante.
Dettaglio che aiuta molto nel superamento degli ostacoli e rende la bici più stabile alle alte velocità, ma cambia anche il modo di affrontare le curve e i sentieri ripidi.
Infatti, guidando “alla vecchia maniera” (molto arretrati) si perde precisione, prontezza e aderenza della ruota anteriore.
Di conseguenza, la bici va dove vuole lei e non dove vogliamo noi…
Il segreto è solo uno: fidarsi del mezzo e spostare il peso del corpo un po’ più avanti, caricando e “pompando” con le braccia, soprattutto in curva.

Così facendo, la ruota anteriore rimane incollata al terreno e lo sterzo aperto non tende a buttarti fuori dalla traiettoria.
Le geometrie moderne permettono anche di arretrare meno nei ripidoni, quindi i fuorisella da urlo con il fondello sul copertone posteriore sono rari: si fanno solo nei tratti davvero estremi.
Facile a dirsi, no?
Mettere in pratica questi automatismi non è sempre immediato, soprattutto sui fondi precari come polvere o fango, ma basta concentrarsi sul movimento, provare, provare e ancora provare.
Fatelo!

Anticipare le curve
Discorso in parte collegato al punto precedente: i telai più lunghi, con angoli di sterzo sempre più “slack” come dicono gli americani, invitano ad impostare le curve in modo diverso.
Impossibile arrivare veloci ad un metro dalla curva e pretendere di girare immediatamente…
Le Mtb attuali vanno guidate con un po’ di “prepotenza” in più, frenando prima, allargando la traiettoria e girando decisi, caricando l’anteriore come detto precedentemente.
Il famoso “pendolo” che molti pro’ eseguono in curva, sterzando da una parte per girare dall’altra, non è altro che una fase accentuata della manovra appena spiegata.
Ma è anche una necessità, per chi vuole perdere meno velocità possibile…
Ricapitolando: freno, allargo, chiudo, carico e mollo i freni.
Provateci!

Come cambia la guida con le geometrie moderne

Abbassare il baricentro
Caricando l’anteriore si ottiene già una parte dell’obiettivo.
In più, guidando in modo “attivo” con le gambe usandole come seconde sospensioni ed abbassandosi sulla bici il più possibile, si completa l’opera.
Ma perché abbassarsi così?
Perché la bici si scompone meno, anche quando la velocità aumenta.
Non a caso i telai moderni hanno quasi sempre un movimento centrale più vicino al terreno
Assecondando questo progetto geometrico non facciamo altro che aumentare ancora di più le potenzialità del mezzo, la stabilità e la sicurezza generale.

Nella DH è tutto enfatizzato, ma la posizione degli specialisti fa intuire quanto sia importante la distribuzione dei pesi.

Lasciarla scorrere
I mezzi moderni sono fatti per andare forte e per mantenere la velocità.
Per rendere al massimo bisogna frenare quanto basta, né troppo, né troppo poco.
E ridurre ai minimi termini le ripartenze.
Per questo motivo, ad esempio, sarebbe meglio impostare le curve leggermente più piano, per uscirne senza essersi fermati del tutto nell’arco di percorrenza.
Anche in questo caso bisogna fidarsi, lasciarla scorrere e frenare il meno possibile.
Guidate sciolti, morbidi e seguite il “flow”.

Come cambia la guida con le geometrie moderne
I mezzi sempre più “aperti” e veloci, invitano a mantenere la velocità senza troppe ripartenze. Ecco perché frenare troppo è ancora più sconveniente… A proposito di freni: lo avete fatto il nostro quiz?

Quali adattamenti?
Ovviamente, chi è messo bene in sella sarà avvantaggiato in ogni situazione.
Ma ci sono dei piccoli accorgimenti sul setup che potrebbero aumentare il feeling con le Mtb di ultima generazione.
Primo su tutti il reggisella telescopico: sulle bici da trail ed enduro lo trovate di serie, mentre non tutte le Xc ne sono munite.
Se lo usate già, vi sarete accorti che abbassarsi con tutto il corpo e caricare l’anteriore è molto più semplice.
Pensandoci bene, il reggisella telescopico a volte è più utile in curva, che sul ripido, dove già le geometrie moderne hanno fatto fare un bel salto in avanti in quanto a sicurezza e velocità.

Il reggisella telescopico, dà la possibilità di fare le curve ad alta velocità restando sempre incollati al terreno anche sulle bici da Xc. L’immagine è stata scattata durante il test della Olympia F1-X 2020.

Fondamentale è anche il feeling con l’anteriore e in molti casi potrebbe essere necessario togliere degli spessori sotto all’attacco manubrio, oppure montarne uno più negativo. Questa modifica permette di “trovare spazio per le braccia” e caricare meglio l’avantreno.
Senza contare, poi, che anche in salita potrebbe rivelarsi vantaggioso…
Sui mezzi moderni, infatti, non c’è bisogno di uno sterzo troppo alto per guidare bene in discesa, perché già lo sterzo aperto, il reach abbondante e il baricentro più basso danno parecchia fiducia e riducono le possibilità di eventuali “over bar” (ribaltamenti in avanti).

Come cambia la guida con le geometrie moderne
Un attacco manubrio da -12 o -17 gradi, spesso è il giusto compromesso per avere feeling sia in curva, sia sul ripido. Ma la situazione è anche molto soggettiva…

Restando sulla zona sterzo, valutate bene la larghezza della piega: di serie, le aziende tendono allargarle sempre di più (intorno ai 76 cm), per compensare l’assetto dato dallo stem più corto, con la premessa che chiunque potrà tagliarlo a misura successivamente.
Ovviamente, se vi piace così non toccatelo, ma se vi sentite un po’ “impacciati” nello stretto, accorciatelo gradualmente (mezzo cm per lato alla volta).
Dipende anche dalle sensazioni e dallo stile di guida, ma non è detto che tutti debbano trovarsi a proprio agio con la piega larga, soprattutto su telai sempre più lunghi e sempre più aperti…
Come sempre, ascoltate le sensazioni ed agite di conseguenza.

Pieghe sempre più larghe, 76 cm nel caso della Cannondale Scalpel 2021. Un dettagli che piace a molti, ma non a tutti: valutate bene la larghezza giusta della piega, perché influenza molto lo stile di guida…

In conclusione, la guida con le geometrie moderne è sempre più “aggressiva”, ma anche più facile e divertente.
Per ottenere il massimo risultato, non in termini di numeri, ma di feeling con il mezzo, imparate a fidarvi della vostra Mtb, seguite questi consigli e concentratevi sui movimenti, più che sulla velocità.
Poi diteci com’è andata…

Geometrie classiche e moderne, cosa cambia? Guardate QUI:

Geometrie da Xc e Marathon: tradizionale o moderna? ?

Ecco un tutorial su come affrontare le curve:

VIDEO – Consigli di guida: impariamo ad affrontare le curve

Qui tutti gli articoli sulla tecnica di guida.

Qui tutti gli articoli sull’assetto in sella.

Daniele Concordia

Ciao, mi chiamo Daniele Concordia e sono nato nel fuoristrada! La Mtb e il motocross sono le mie passioni più grandi, amo l'adrenalina, la fatica e le sensazioni che regala lo sterrato in tutte le sue forme. Ho corso tanti anni in mountain bike, tra Xc e Granfondo nelle categorie agonistiche, ma prima di tutto sono un amante del mezzo e della tecnica in generale. Dal 2012, dopo aver ottenuto la Laurea in Scienze Motorie allo IUSM di Roma, ho avuto la fortuna di fare della mia passione il mio lavoro, non solo come biker, ma anche come intermediario tra aziende, atleti e lettori. Seguitemi su Mtb Cult, qui sotto potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Daniele Concordia