scritto da Simone Lanciotti in Tecnica il 07 Giu 2014

Ecco come sta evolvendo la Mtb da cross country

Ecco come sta evolvendo la Mtb da cross country
        
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ALBSTADT – La Mtb, pian piano, sta cambiando e quasi sempre questo cambiamento comincia proprio qui, sui campi di gara, dove un po’ gli atleti, un po’ i meccanici e gli ingegneri iniziano a pensare a qualcosa di diverso.
L’obiettivo è sempre lo stesso: essere davanti, andare più forte, risparmiare energie.
Per chi gareggia sono concetti cruciali e bastano pochi mm, centesimi o grammi per dare un vantaggio.
Nel cross country, come nella Dh, la ricerca di questo vantaggio serve a spingere oltre il proprio atleta.
Ad Albstadt, lo scorso fine settimana, abbiamo fatto un giro nei paddock per andare a scrutare le bici di alcuni atleti. Le abbiamo fotografate, analizzate e in alcuni casi questi Mtb hanno fatto vedere qualche segnale evidente del prossimo step evolutivo.

– Assetto basso e proteso in avanti
Questa è la posizione in sella dell’agonista. Il busto è proteso in avanti e in molti casi il dislivello sella manubrio (come si può vedere dalle foto) è piuttosto marcato.

La Bmc di Julien Absalon. Sulle 29" è più difficile creare un dislivello marcato fra sella e manubrio. Il peso della sua bici è intorno agli 8,7 Kg.

La Bmc di Julien Absalon. Sulle 29″ è più difficile creare un dislivello marcato fra sella e manubrio. Il peso della sua bici è intorno agli 8,7 Kg.

La spinta ne guadagna e a livello biomeccanico la posizione in sella somiglia molto a quella di una bici da strada sulla quale i pro’ spendono diverse ore in allenamento.

La Scott di Nino Schurter ha un peso di 8,3 Kg e monta un manubrio Ritchey Wcs con un rise di 5° negativi. Il manubrio è da 68 cm di larghezza.

La Scott di Nino Schurter ha un peso di 8,3 Kg e monta un manubrio Ritchey Wcs con un rise di 5° negativi. Il manubrio è da 68 cm di larghezza.

Il record spetta a Jaroslav Kulhavy che sulla sua Epic (da circa 9,8 Kg) monta un attacco da 120mm con angolazione di -21° e una sella nettamente inclinata in avanti. In barba a tutti concetti Body Geometry...

Il record spetta a Jaroslav Kulhavy che sulla sua Epic (da circa 9,8 Kg) monta un attacco da 120mm con angolazione di -21° e una sella nettamente inclinata in avanti. In barba a tutti concetti Body Geometry Fit

La Colnago della Lechner è costruita a mano in Italia e su misura per l'altoatesina. Pesa circa 8,8 Kg e monta un attacco da 100 mm con inclinazione di -7°. Il manubrio è da 66 cm.

La Colnago della Lechner è costruita a mano in Italia e su misura per l’altoatesina. Pesa circa 8,8 Kg e monta un attacco da 100 mm con inclinazione di -7°. Il manubrio è da 66 cm.

La nuova Cannondale di Marco Aurelio Fontana della quale ancora non si conosce il peso effettivo. Fontana monta un attacco manubrio da 90 mm.

La nuova Cannondale di Marco Aurelio Fontana della quale ancora non si conosce il peso effettivo. Fontana monta un attacco manubrio da 90 mm.

Meno estrema, invece, la posizione in sella di Fabian Giger: è uno dei pochi a non montare un attacco con angolazione negativa.

Meno estrema, invece, la posizione in sella di Fabian Giger: è uno dei pochi a non montare un attacco con angolazione negativa.

Guidare con questo assetto sui moderni percorsi da Xc è tutt’altro che facile.
La lunghezza dell’attacco manubrio mediamente è fra i 90 e 120 mm.

– Reggisella telescopico
Ad Albstadt lo ha usato per la prima volta Jaroslav Kulhavy e potrebbe essere il primo di una lunga serie. Pochi mm di abbassamento possono fare una gran differenza per un pro’ e quell’aumento di peso può essere compensato da una maggiore facilità di guida in discesa.
Specialized ha lanciato il sasso, seguendo, in realtà, le mosse di Ks che lo aveva proposto l’anno scorso.
Chi altri seguirà?

Ecco il reggisella telescopico di Specialized montato sulla bici di Kulhavy ad Albstadt.

Ecco il reggisella telescopico da Xc di Specialized montato sulla bici di Kulhavy ad Albstadt.

Una riflessione è doverosa: a beneficiarne di più, probabilmente, non saranno tanto i pro’, quanto gli appassionati, cioè gli utenti del fine settimana, persone che non hanno il talento di guida di Schurter, Kulhavy, Absalon o Fontana.
E’ questa la notizia più interessante.

– L’elettronica, eccola
E’ arrivata già da diverso tempo, ma solo domenica scorsa la si è vista davvero in azione. Sotto gli occhi di tutti. Lo Shimano Xtr Di2 è un passo importante.

Lo Shimano Xtr Di2 montato sulla bici di Julien Absalon.

Lo Shimano Xtr Di2 montato sulla bici di Julien Absalon.

Non una rivoluzione, ma una finestra che si apre verso il futuro.

– Forcella a steli rovesciati
I vantaggi della costruzione a steli rovesciati sono numerosi e Tanja Zakelj è stata la prima atleta donna a beneficiarne in gara. La Rock Shox Rs-1 non passa inosservata.

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Colorazione speciale per l'atleta slovena. La Rs-1 non passa di certo inosservata.

Colorazione speciale per l’atleta slovena. La Rs-1 non passa di certo inosservata.

E’ più rigida, precisa e sensibile di una forcella tradizionale, ma richiede un mozzo anteriore specifico e paga qualcosa sulla bilancia.
Il discorso è molto simile a quello del reggisella telescopico: pagare di più sulla bilancia per avere un vantaggio nella guida.
In quanti sono disposti a questo?

– Cerchi in carbonio, un must
Non scopriamo nulla di nuovo in campo Xc, ma probabilmente la notizia più importante è che qui vengono utilizzati dalla quasi totalità dei top rider.

Il cerchio in carbonio Roval Control Sl di Kulhavy. Sul quale si vede anche un nuovo copertone.

Il cerchio in carbonio Roval Control Sl di Kulhavy. Sul quale si vede anche un nuovo copertone.

Il cerchio Dt Swiss di Nino Schurter con tubolare Dugast.

Il cerchio Dt Swiss di Nino Schurter con tubolare Dugast.

Il cerchio nell’Xc è meno esposto a impatti perché il percorso di gara è un circuito che si impara a conoscere giro dopo giro.
Non ci sono troppi imprevisti e il fondo, spesso, per quanto tecnicamente impegnativo, non prevede rocce smosse.
Nell’Xc, quindi, il cerchio in carbonio è un grande beneficio, specie con ruote da 29”.

E adesso andiamo a vedere un po’ di dettagli…

Ecco il battistrada della nuovo gomma Specialized portata in gara da Kulhavy.

Ecco il battistrada della nuovo gomma Specialized portata in gara da Kulhavy.

Il nuovo tubolare Kenda di Eva Lechner realizzato con una mescola super morbida.

Il nuovo tubolare Kenda di Eva Lechner realizzato con una mescola super morbida.

Il battistrada del tubolare Dugast di Nino Schurter

Il battistrada del tubolare Dugast di Nino Schurter

Guidacatena? Sì grazie. Lo montano tutti i pro' che utilizzano una trasmissione monocorona. Qui quello realizzato da Bmc appositamente per Absalon. Pesa solo 30 gr.

Guidacatena? Sì grazie. Lo montano tutti i pro’ che utilizzano una trasmissione monocorona. Qui quello realizzato da Bmc appositamente per Absalon. Pesa solo 30 gr.

Anche McConnell la pensa come Absalon...

Anche McConnell la pensa come Absalon…

...stesso discorso per Schurter...

…stesso discorso per Schurter…

...mentre solo Fontana fa eccezione, almeno ad Albstadt.

…mentre solo Fontana fa eccezione, almeno ad Albstadt.

L'attacco manubrio da 90 mm di Fontana.

L’attacco manubrio da 90 mm di Fontana.

La sella Prologo Nago Evo X9 Tr di Fontana.

La sella Prologo Nago Evo X9 Tr di Fontana.

La guarnitura doppia 38-24 Shimano Xtr di Eva Lechner. Arriverà anche a lei il Di2 non appena Shimano ne produrrà altri esemplari.

La guarnitura doppia 38-24 Shimano Xtr di Eva Lechner. Arriverà anche a lei il Di2 non appena Shimano ne produrrà altri esemplari.

La forcella Dt Swiss di Eva Lechner.

La forcella Dt Swiss di Eva Lechner.

Il manubrio con rise negativo di Schurter.

Il manubrio con rise negativo di Schurter.

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L'attacco manubrio da 120 mm di Kulhavy.

L’attacco manubrio da 120 mm di Kulhavy.

_DSC1357

In memoria di Burry Stander: ecco le leve dei freni di Jaroslav Kulhavy.

In memoria di Burry Stander: ecco le leve dei freni di Jaroslav Kulhavy.

        
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