

Il nuovo Fox Float X2 Live Valve Neo e le prestazioni di cui è capace confermano il marchio californiano nell’olimpo delle sospensioni per Mtb.
La battaglia con RockShox è serratissima e sebbene Fox arrivi con ritardo rispetto al suo rivale sul fronte sospensioni elettroniche, lo fa con un sistema che è molto diverso, soprattutto concettualmente.



Innanzitutto, le specifiche di base.
La dicitura Live Valve identifica un sistema di gestione automatica delle sospensioni, mentre la parola Neo individua lo standard di collegamento wireless proprietario di Fox.
Di seguito il video che mostra i dettagli e le configurazioni possibili.
Poi proseguite la lettura dell'articolo:
Fox Float X2 Live Valve Neo: come funziona?
In sostanza il nuovo Fox Float X2 Live Valve Neo, grazie all’ausilio dei sensori posizionati sulle pinze dei freni, è in grado di leggere l’intensità degli impatti che arrivano sulle ruote e di regolare la chiusura della compressione di conseguenza.


Tutto ciò viene realizzato con una velocità altissima, talmente alta da non accorgersi della transizione aperto-chiuso dell’idraulica dell’ammortizzatore, e nel totale silenzio (non si sente l’azionamento del solenoide).
Diamo qualche numero:
- - I sensori leggono il terreno 400 volte al secondo
- - Tempo di reazione del sistema: 14 millisecondi
- - Standard Neo: 100 volte più veloce del bluetooth
Questi numeri permettono al sistema Live Valve Neo di lavorare in maniera attiva e non predittiva come, ad esempio, fa il sistema Flight Attendant di RockShox.
Per lavorare in modo attivo deve essere molto rapido, per reagire in tempi strettissimi alle variazioni del terreno, della pendenza e della posizione biker.
Il solenoide che gestisce il circuito idraulico della compressione esegue un compito molto semplice (almeno in apparenza): aprire o chiudere il circuito delle basse velocità di compressione.

Ovvero, l’ammortizzatore può essere tutto chiuso o tutto aperto, ma a stupire è la transizione fluida e silenziosa fra le due modalità.
L’obiettivo di Fox, infatti, è quello di incrementare l’efficienza quando la scorrevolezza del terreno lo permette e di aumentare la fluidità quando questa è la priorità.
In maniera automatica e personalizzabile.
Tramite i classici registri esterni è possibile agire su 3 registri:
- - alte e basse velocità di ritorno
- - basse velocità di compressione (10 posizioni, che hanno effetto solo quando l’ammo è sbloccato)
- - Firm Mode Adjust, cioè la fermezza del blocco (7 posizioni) dell’ammortizzatore (quando questo viene bloccato dal sistema di controllo elettronico).
Sulle alte velocità di compressione, invece, si può agire solo smontando l’ammortizzatore.

Fox Float X2 Live Valve Neo: come va?
Quanto detto finora ha già di per sé un gran valore.
Ma nella prova pratica, come si comporta questo sistema?
Quanto è facile da regolare e personalizzare?
Andiamo con ordine.
I numeri che Fox dichiara sono confermati nella prova sul campo: la velocità di risposta e di azionamento è altissima.
Il sistema coinvolge solo l’ammortizzatore, perché, al momento, il Live Valve Neo è riservato alle Mtb ed e-Mtb da trail (con il Float X e il DHX) e da enduro (con il Float X2), sulle quali l’idraulica in compressione della forcella rimane totalmente controllata dal biker.
Quali sono i vantaggi di questo sistema su una Mtb o e-Mtb da enduro?
Qui viene il bello.

Il mio test del Fox Float X2 Live Valve Neo è stato condotto su una e-Mtb, la Yeti LTe, la cui sospensione è talmente efficace ed efficiente di suo da richiedere di rado il ricorso alla leva di blocco.
Eppure il sistema Live Valve Neo combinato alla grandiosa fluidità del Float X2 di ultima generazione ha reso la pedalata ancora più efficace, soprattutto dopo aver selezionato una delle tante modalità tramite l’app Fox.
Tramite l’app è possibile selezionare una modalità (ed eventualmente personalizzarla) che incrementa, ad esempio, la fluidità, la trazione o l’efficienza della pedalata.
Ho trovato molto utili e con comportamenti realmente diversi fra loro le modalità Firm, Traction e Plush.



Ma cosa cambia fra queste?
L’intensità degli impatti (misurati in forza G) e i timer di attivazione, nei 3 ambiti caratteristici (salita, pianura e discesa).
Mentre è abbastanza intuitivo comprendere l’intensità degli impatti, non lo è il discorso dei timer di attivazione.
Prendiamo le due impostazioni più diverse fra loro, cioè Firm e Plush.
La Firm, in salita, esclude il sensore forcella, per cui l’ammortizzatore si sblocca solo quando la ruota posteriore riceve un certo input (ben 7,5 G, in basso),

Sempre in Firm e in salita l’ammortizzatore, in assenza di un nuovo impatto, rimane aperto per un tempo molto limitato: 300 millisecondi (in alto).
Prendiamo la modalità Plush.
In salita il sensore forcella non è disattivato e la soglia di sblocco per il sensore posteriore è ben più bassa: 3,6 G (anziché 7,5 G).

In modalità Plush, inoltre, l’ammortizzatore rimane aperto per 500 millisecondi (anziché 300) in assenza di un nuovo impatto.
E in sella cosa si avverte?
La modalità Firm rende la sospensione posteriore effettivamente più ferma e dura durante la pedalata in salita, simulando (quasi) il comportamento di una Mtb da Xc (assurdo!).
In modalità Plush, invece, anche in salita la sospensione rimane tendenzialmente più attiva.
E in discesa?
Fra le due modalità non cambia quasi nulla e, volendo, possono essere configurate tramite l'app in modo del tutto identico.
Le immagini in basso lo confermano:


Da notare che su entrambe le modalità Firm e Plush il timer di apertura arriva a ben 2000 millisecondi, cioè 2 secondi.
E in discesa è cruciale che l'ammortizzatore rimanga tendenzialmente più tempo aperto che chiuso.
Quindi, la profondità delle regolazioni che l’app Fox permette è… tipicamente Fox, cioè grandi margini di personalizzazione ed intervento.
Magari non per tutti, ma pensati anche per gente del calibro di Richie Rude…
Fox Float X2 Live Valve Neo: i benefici
La Yeti LTe non è la e-Mtb sulla quale questo sistema può dare il massimo, ma allo stesso tempo lo è.
Perché quello che a mio avviso è il migliore schema sospensivo attualmente sul mercato (per efficacia ed efficienza) merita il migliore ammortizzatore sul mercato.

Se invece di uno schema Sixfinity avessi avuto un più classico Four Bar Linkage i benefici, probabilmente, sarebbero stati ancora più evidenti.
In ogni caso, il Float X2 Live Valve Neo è passo importante da parte di Fox nella direzione di incrementare le prestazioni delle sospensioni grazie all’elettronica.
Non è un componente indispensabile, mentre diventano indispensabili, per usarlo e “sentirlo”, avere conoscenza e sensibilità sulle sospensioni.
Personalmente sono due (+1) gli aspetti che più mi sono piaciuti:
- - la precisione con la quale puoi regolarlo
- - la rapidità con la quale funziona
E infine il fatto che durante l’uso della bici praticamente sparisce: fa talmente bene il suo compito che non ci fai più caso.
Se non quando torni ad un ammortizzatore classico.



Cosa entusiasma meno?
Ricordate la Orbea Rallon RS?
L’avevo definita un manifesto tecnologico piuttosto che una vera e propria bici destinata alla vendita (sebbene lo sia, seppure in quantità contenute) e questo Fox Float X2 Live Valve Neo aveva fatto il suo debutto proprio su quella bici.
A tutti gli effetti anche questo componente è da ritenersi un manifesto tecnologico (ed è facile ipotizzare uno sviluppo anche in campo XC, prima o poi) e come tale Fox stessa lo considera.
Ad entusiasmare meno, quindi, è anche il prezzo: il Float X2 Live Valve Neo costa 1640€ ai quali vanno aggiunti il kit sensori, batteria e carica batteria al prezzo di 560€.
Non è alla portata di tutti.

E non solo per il prezzo, ma anche per competenze e sensibilità richieste.
Altrimenti si rischia di classificarlo come l’ennesimo orpello tecnologico che impreziosisce inutilmente una Mtb.
Ad entusiasmare meno è anche la risorsa energetica che richiede: la batteria (la medesima del Fox Transfer Neo) dura circa 24 ore di utilizzo effettivo.
E se si scarica si assesta sulla posizione tutto chiuso.
A mio avviso, però, viste le potenzialità di cui è capace merita questa descrizione così puntuale e articolata.
Per informazioni RideFox.com/Bike oppure RideRaicam.com
Qui tutti i nostri articoli, test e approfondimenti sulle sospensioni Fox.
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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