

Le gomme semislick, ovvero quelle con meno tassello al centro e più tassello sul lato, erano un “must” tra la fine degli anni '90 e i primi 2000, poi sono quasi sparite.
I tracciati da Xc diventavano più tecnici, le bici erano più evolute, le velocità aumentavano e tutto questo richiedeva una tassellatura più accentuata.

Ma un cambiamento decisivo c'è stato con l'avvento delle 29 pollici e ancor di più dal momento in cui i cerchi con canale largo (da 30 mm in su) sono diventati la normalità anche nell'Xc e nelle Marathon.
È proprio questo che ha fatto tornare la moda delle gomme semislick.
Per quale motivo?
Ragioniamoci insieme...

L'impronta a terra è (quasi) tutto
Prendiamo spunto dalle parole di Yannick Giger, meccanico storico di Nino Schurter, che ci ha parlato delle sue "fisse" tecniche qualche giorno fa (qui il video).
Negli ultimi anni, Nino ha utilizzato molto le Maxxis Aspen ST ma in generale, da quando guida la Mtb da 29”, sceglie quasi sempre delle gomme con poco tassello, il minimo indispensabile.

Okay, Nino è Nino e guida come pochi (di questo discorso ne parliamo tra poco), ma le scelte sue e del team Scott-Sram sono frutto di studi scientifici sulla resistenza al rotolamento e sulle potenzialità delle gomme tubeless moderne abbinate ai cerchi con canale largo.
L'impronta a terra di una gomma da 2.4” abbinata ad un cerchio con canale interno di 30 mm, gonfiata ad una pressione “moderata” è parecchio maggiore rispetto a quella di una gomma da 2.2” sul canale da 23-25 mm, per esempio.

Proprio grazie a questa impronta maggiorata è possibile fare a meno dei tasselli pronunciati, mantenendo comunque un ottimo grip e migliorando anche la scorrevolezza.
Nel complesso, l'impronta a terra è quella che fa la differenza e nella maggior parte dei casi avere una gomma scorrevole può essere conveniente.
Al contrario, troppo tassello genera una maggiore resistenza al rotolamento e in alcune situazioni può essere controproducente anche a livello di grip (vedi rocce, radici scivolose o fondi molto secchi), perché diminuisce la superficie di contatto con il terreno.

Mescole e carcasse
L'evoluzione di mescole e carcasse ha contribuito al ritorno delle gomme semislick.
Quando i tasselli sono pochi o molto bassi è ancora più importante che la struttura della gomma lavori come si deve, deformandosi senza cedere e donando grip al momento giusto: caratteristiche che fino a qualche anno fa era davvero difficile trovare sulle gomme da Xc/Marathon. I modelli di ultima generazione, invece, sono sempre più performanti a livello di mescola e carcassa.
In sostanza, con una buona carcassa e una buona mescola, una gomma semislick con un buon volume diventa più versatile e affidabile.

Gli inserti
Le gomme semislick vanno usate ad una pressione medio-bassa, altrimenti diventa più difficile gestirle.
Con un inserto al loro interno si possono utilizzare delle pressioni basse girando con più sicurezza, quindi da un certo punto di vista anche questi accessori hanno contribuito al ritorno delle semislick.

Le full da Xc
È risaputo che la hardtail è una Mtb esigente, più impegnativa da guidare.
Con questo tipo di bici, la gomma e la forcella sono gli unici due elementi elastici da sfruttare durante la guida.
Sulla full, invece, l'ammortizzatore con il relativo schema sospensivo aiuta ad assorbire le vibrazioni e a mantenere grip nelle situazioni critiche, in salita e in discesa. Quindi, parte del grip che si potrebbe perdere con una gomma semislick viene compensato dalla doppia sospensione.

Non è un caso se le full siano sempre più utilizzate: offrono più sicurezza anche con un setup più scorrevole delle coperture, ma da bloccate si comportano quasi come le front.
Sia chiaro, sui tracciati più veloci una front con gomme semislick ha sempre il suo perché, ma chi cerca un compromesso tra grip e scorrevolezza troverà nella full un aiuto importante.

Il fondo
Ovviamente, il tipo di fondo incide nella scelta della gomma: se piove molto e il terreno è molle serve più tassello, mentre se esce il sole e sta asciugando, il tassello potrebbe peggiorare la situazione.
Sta a voi capire, scegliere e fare qualche esperimento che aiuterà a capire quando è il caso di “osare” con una gomma semislick e quando andare sul sicuro con un pneumatico più scolpito.

Alcune semislick si possono utilizzare per gran parte della stagione, mentre altre danno il meglio solo in determinate situazioni e vanno in crisi quando il fondo diventa troppo secco o troppo scivoloso.
In generale, con una mescola sufficientemente morbida e le giuste pressioni, le semislick moderne sono molto più versatili di quelle che si usavano in passato.

Le abilità tecniche
Per ultimo, ma non per importanza, parliamo delle abilità tecniche.
Le abilità tecniche spesso diventano un alibi per non osare, non esercitarsi e non ammettere le proprie lacune.
«Eh ma Nino guiderebbe con qualsiasi gomma».
«Eh ma tu sei bravo, se le monto io mi ammazzo».
Tutte scuse, perché le semislick del 2025 (quasi 2026) non sono solo per i professionisti, se usate nel modo giusto possono dare tante soddisfazioni a tutti i tipi di bikers. Ma bisogna utilizzarle spesso, per capire i cambiamenti nella guida ed acquisire la sensibilità necessaria.
Ovviamente ci rivolgiamo agli amanti dell'Xc, delle Marathon e del mondo performance: se l'obiettivo è spingersi oltre i limiti sui percorsi più estremi, la scelta della semislick potrebbe essere un po' troppo azzardata.

In conclusione...
Le gomme semislick di ultima generazione non sono da sottovalutare.
Sono molto più versatili, performanti, economiche (a livello di watt risparmiati, non di prezzo) e sicure, quindi adatte anche a chi è un po' meno esperto ed è alla ricerca della massima scorrevolezza senza compromettere troppo il divertimento.
Danno il massimo sui percorsi “pettinati”, ma a volte stupiscono anche su quelli più “grezzi.
L'importante è indovinare la pressione giusta per le proprie necessità, utilizzare dei cerchi con canale largo (almeno 30 mm) e scegliere dei modelli con carcassa e mescola di qualità.

Qui sotto, qualche consiglio per scegliere la pressione delle gomme:
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Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
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