

Servono davvero motori più potenti per e-Mtb?
Mi sorge questa domanda perché la bike industry potrebbe rispondere in questa maniera all'ingresso di nuovi attori nel nostro settore.
Cosa per altro è già avvenuta con DJI, il cui motore Avinox è capace di ben 105 Nm, ossia circa 15-20 Nm in più rispetto ai principali motori oggi sul mercato.
Ma perché più coppia?
Perché motori più potenti per e-Mtb?
La risposta può essere buttata giù in maniera molto semplice: un valore di coppia più alto attira di più.
E nel caso di DJI un valore più alto serve anche ad attirare ancora di più l'attenzione sulla sua drive unit, una new entry nel nostro settore.
Ma abbiamo davvero bisogno di motori più potenti?

Motori più potenti per e-Mtb: i benefici
Un motore con più coppia motrice aiuta di più in salita e permette di tenere più facilmente velocità più elevata, consumando, però, maggiore energia.
Il concetto di "aiutare di più in salita", però, va chiarito meglio, perché entra in gioco anche il modo in cui questa potenza viene erogata, ovvero come si comporta il motore quando si pedala a bassissima o ad altissima cadenza, per esempio.
Insomma, un valore di coppia molto alto può bastare per aggiudicarsi l'attenzione del pubblico, ma potrebbe non convincere affatto se poi, una volta sui sentieri, il motore risultasse molto brusco, poco intuitivo o troppo vorace di energia.
Insomma, a fare la differenza è sempre l'affinamento a livello software sui motori.
Concludo aggiungendo che in ambito agonistico (cioè gare in e-Mtb) più coppia può fare molta differenza.

Motori più potenti per e-Mtb: i contro
Chi ha provato il DJI Avinox parla di un motore estremamente capace nello spingerti su anche su pendenze estreme e ad una velocità sconosciuta alle altre drive unit.
Un'agilità mai vista prima su una e-Mtb, grazie, appunto, anche al valore di coppia motrice da record.
Ma cosa succede alla trasmissione?
E cosa succede ai sentieri?
Provo a rispondere.
Le trasmissioni Shimano e Sram, al momento, si sono dimostrate in grado di gestire valori di coppia "standard", ossia 85-90 Nm e potenze di picco dell'ordine dei 600 Watt.
A mio avviso sono in grado di gestire valori anche maggiori, ma di certo questo incremento di forza accelererebbe usura e degrado dei componenti.
Ovvero, l'utente dovrebbe prestare maggiore attenzione alla manutenzione di catena e pignoni oppure adottare soluzioni create ad hoc per le e-Mtb.
Al momento solo Shimano ne ha una dichiaratamente specifica per Mtb elettriche, la Linkglide a 11 velocità.

E cosa succede ai sentieri?
Non prendetemi per estremista, ma è innegabile che un motore più potente eroda maggiormente il terreno.
Sì, parliamo di soli 20 Nm in più, ma se li moltiplichiamo per il considerevole numero di potenziali utenti in alcune aree di Italia e del mondo in generale, il passaggio delle e-Mtb creerebbe un impatto più evidente sul terreno.
E vado anche un po' oltre: chi dice che questo non porterebbe anche a qualche restrizione per l'accesso delle e-Mtb sui sentieri?

In conclusione...
E' possibile che nel prossimo futuro si assista ad un innalzamento dei valori di coppia dei motori per e-Mtb, per cui, presumo, che il valore standard di coppia diventerà 95-100 Nm.
Questo piccolo incremento risponde anche alla necessità di adeguare le potenzialità delle drive unit alle capacità dei biker in salita e ai più recenti sviluppi delle e-Mtb.
Sia le e-Mtb, sia chi le guida sono diventati più capaci.
Se fossero solo 10 Nm in più, in fondo, non sarebbe un incremento così preoccupante, ma di certo diventa sempre più inevitabile.
Concludo con una considerazione: il segmento delle Mtb elettriche sta evolvendo in molteplici direzioni:
- verso biker sempre più capaci e tecnicamente più arditi in salita e in discesa;
- verso biker meno capaci e alle prime armi con un "giocattolo" così complesso e capace;
- verso un frazionamento della gamma sempre meglio rispondente alle possibilità di spesa del pubblico;
- verso una migliore integrazione motore-telaio-sospensioni-componenti.
Quest'ultimo punto darà dei risultati concreti e tangibili in un arco temporale più lungo di quanto possiamo pensare.
Ma sarei ben felice di sbagliarmi.
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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