

Quanta corsa deve avere il reggisella telescopico dipende essenzialmente da questi fattori:
1 - Capacità di inserimento del reggisella
2 - Altezza della sella
3 - Stack height (o altezza dello stack)
4 - Stile di guida e necessità personali
Nel corso degli ultimi anni l’escursione dei reggisella telescopici è andata via via aumentando e di pari passo anche le geometrie dei telai si sono adeguate.
Di base c’è il concetto per cui se un reggisella ha più escursione ha anche una lunghezza complessiva maggiore e questo ha richiesto degli adattamenti alla geometria del telaio delle Mtb ed e-Mtb.
Iniziamo dal video e poi proseguite nella lettura dell'articolo:
1 - Capacità di inserimento del reggisella
Questo fattore dipende dal telaio e dalle sue forme, perché quasi sempre è proporzionale alla lunghezza del tubo piantone e quindi alla taglia del telaio.
L’obiettivo di molti costruttori è far sì che anche sulle taglie più piccole si riesca ad accomodare con facilità un reggisella da almeno 150-170 mm, in base al disegno della sospensione e alla presenza di un motore elettrico.

Ogni telaio è studiato per un valore massimo di escursione del reggisella e per conoscere questo valore si può fare riferimento alla scheda tecnica della propria bici.
Oppure molto più semplicemente misurare l’escursione del reggisella che avete trovato di serie sulla bici.
2 - Altezza della sella
Prendiamo una bici che in taglia L preveda di serie un reggisella da 200 mm di escursione.
Ad esempio la Yeti LTe e, entrando più nel dettaglio, la mia altezza di sella pari 74,5 cm.
Ebbene, avendo io una struttura fisica endomorfa (gambe un po’ più corte rispetto alla parte superiore del corpo, ne ho parlato qui) mi sono ritrovato con un’altezza di sella minima di un centimetro in più.
Da 200 mm sono sceso a 175 mm di corsa.

Nell’ipotesi contraria, invece, cioè struttura ectomorfa, un 200 mm sarebbe andato bene.
Ma non è solo un fatto di altezze e statura, però.
3 - Il valore dello stack height
Innanzitutto cos’è questo “stack height”?
In generale si utilizza questo termine per definire quanto un componente aggiunge altezza rispetto ad un certo riferimento.
Nel caso di un reggisella telescopico ve lo mostro nell'immagine in basso: la linea orizzontale rossa indica la posizione del collarino, mentre la freccia indica la distanza fra il collarino e il centro del clamp del reggisella, cioè del morsetto del reggisella.


E’ interessante precisare che questo fattore, in apparenza poco significativo, è in realtà una piccola sfida ingegneristica per chi produce i telescopici, perché tanto più basso è questo valore, tanto più un reggisella diventa appetibile per un’ampia schiera di utenti.
4 - Stile di guida e necessità personali
E qui veniamo al punto saliente.
Appurato che, nel mio caso, 200 mm di corsa sono troppi, ho optato per un 175 mm.
In particolare sono passato da un RockShox Reverb AXS B2 da 200 mm ad un Fox Transfer Neo da 175 mm.
Ma siamo certi che un 175 mm sia la soluzione migliore?
Perché non un “vecchio” 150 mm?

Il concetto alla base è questo: tanto più la sella riesce ad andare giù, tanto più in basso va il baricentro e tanto meglio riesco a controllare la bici in discesa.
In linea di principio è così, ma non lo è per forza per tutti ed è questo uno degli obiettivi di questo articolo.
Aiutarvi a comprendere quanta corsa deve avere il reggisella telescopico e soprattutto come usarla.
Facciamo due macro distinzioni guidate da una necessità fondamentale.
Ovvero...
Quanto forte pedali in salita?
In sostanza se sei un atleta dell’Xc sei chiamato a pedalare molto forte in salita e quindi una sella che non affondi troppo è cruciale.
Perché più la sella affonda e maggiore è l’ampiezza della flessione che le gambe devono compiere per comprimere il reggisella.
Moltiplica questo micro-squat per tutte le volte che in un gara devi attivare il telescopico e ottieni un dispendio energetico non marginale.
Quindi, nell’Xc troviamo reggisella telescopici da 100-125 mm di corsa per questo motivo.


Ma non solo.
Di rado si va oltre i 125 mm perché un reggisella con più corsa diventerebbe troppo lungo e i telai da Xc sul tubo piantone hanno sempre l’attacco per il secondo portaborraccia.
E c’è anche un altro aspetto, spesso poco considerato: un reggisella da 100-125 mm impiega molto meno tempo ad estendersi totalmente rispetto ad uno, esagerando volutamente, da 200 mm.
Quindi, minore corsa del telescopico nell’Xc significa più leggerezza, più velocità e un minore dispendio di energia.
Ma quale altro biker ha necessità di pedalare forte in salita?
Colui che fa gare di e-Mtb.
Oppure colui che si "ingarella" con gli amici sui tratti più ripidi nelle uscite del weekend.


In questo caso l’escursione del reggisella sale rispetto ai valore da Xc e si attesta fra i 150 e i 175 mm.
Una sella troppo bassa renderebbe la pedalata, sebbene assistita, molto difficoltosa e meno proficua.
Perciò, il travel aumenta, ma la sella in salita non va quasi mai tutta giù se non davanti a passaggi trialistici.
Quindi, in salita con la e-Mtb la sella non va tirata tutta giù perché così facendo si bilancia meglio il proprio peso sulle due ruote.
Eccezion fatta per i tratti trialistici, nei quali la sella completamente bassa può essere un vantaggio.

E qui apro un’altra piccola parentesi basata su ciò che ho osservato: l’altezza della sella quando si è in salita su un sentiero tecnico è un fattore che andrebbe adeguato costantemente alla pendenza e alla difficoltà del sentiero.
Se la pendenza e/o la difficoltà del percorso cambiano, cambia anche l’altezza della sella.
Questa è un’accortezza che può ridurre molto il proprio affaticamento in salita sul tecnico con una e-Mtb.
Un reggisella telescopico in ottimo stato, quindi, è cruciale per garantire la fluidità e la rapidità che servono in queste situazioni.
Bene, adesso potete dire di conoscere un po’ più a fondo questo componente e prima di lasciarvi vi chiedo: quanti di voi ogni 25 ore fanno quel minimo di manutenzione richiesta da quasi tutti i produttori di reggisella telescopici?
Qui tutti i nostri articoli, test e approfondimenti sul reggisella telescopico
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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