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Sono sincero, fino a qualche settimana fa, prima del problema Coronavirus, Zwift lo avevo sempre snobbato.
O meglio, l’idea in parte mi intrigava, ma avendo la possibilità di uscire in bici con costanza, pedalando sui rulli solo in casi estremi, non sono mai andato a cercare delle informazioni specifiche su questo “videogioco” per ciclisti…
Da una settimana a questa parte, però, dopo aver avvertito la necessità di stimoli nuovi mi sono deciso: «Okay, scarichiamo questo Zwift!».

Zwift

Prima di raccontarvi com’è andata e quello ho capito in questo breve periodo di utilizzo, vi spiego in breve cos’è Zwift. Magari qualcuno di voi non lo ha ancora capito bene…
Zwift è un software in grado di simulare i percorsi in bici e le relative pendenze, dialogando con i rulli interattivi o Smart, ma anche con i misuratori di potenza ed i sensori di velocità, grazie ai quali è in grado di offrire delle esperienze molto fedeli alla realtà, ma pedalando indoor da casa propria.
Figo, no? Se volete scoprire meglio cos’è e come funziona Zwift, comunque, vi consigliamo di leggere questo articolo pubblicato su BiciDaStrada.it.
E guardatevi anche questo video:

Ora passiamo alla pratica: cosa ho capito dopo una settimana di utilizzo?
Ho capito che…

Il tempo scorre più velocemente
Parliamoci chiaro, pedalare davanti a un muro o ad una serie Tv non è il massimo della vita.
Zwift apre sicuramente una prospettiva tutta nuova e permette di “digerire” meglio gli allenamenti indoor, soprattutto per via del fatto che rompe la monotonia della classica seduta sui rulli.
Già il fatto di simulare dei percorsi reali è uno stimolo in più, inoltre le possibilità offerte dal software permettono di cambiare scenari e modalità di allenamento di giorno in giorno.
Se un’ora di rulli svolta in modo tradizionale sembra non finire mai, con Zwift passa in fretta e questo è forse il motivo che ha convinto la maggior parte dei ciclisti ad utilizzarlo.
Insomma, Zwift è divertente ed in questo periodo ne abbiamo bisogno, non solo per il fisico, ma anche per la mente…

Ci si allena alla grande, a patto che…
Francamente, quando necessario mi sono allenato sui rulli (interattivi) in modo ottimale anche senza Zwift, utilizzando la App di Elite oppure collegando il ciclocomputer al rullo.
Di certo, però, Zwift offre qualcosa in più e questo è uno dei motivi per i quali l’abbonamento costa 14.99€ al mese.
Questo software permette di svolgere delle sedute di qualità con la massima precisione, soprattutto se si ha a disposizione un rullo interattivo o almeno di tipo Smart, con i quali si ha un’esperienza più reale ed una pedalata più fluida.
Chi possiede i rulli tradizionali o liberi, può utilizzare Zwift collegando il misuratore di potenza o il sensore di velocità, ma questi sistemi hanno comunque dei limiti, ai fini allenanti e delle competizioni virtuali.

Zwift
I rulli interattivi o Smart sono simulano meglio la fluidità della pedalata su strada e le pendenze delle salite



Parlando di allenamento vero e proprio, Zwift offre la possibilità di svolgere delle tabelle già strutturate e disponibili sulla piattaforma, spesso realizzate dai team professionistici o da coach di alto livello. Inoltre è possibile creare degli allenamenti personalizzati o meglio ancora eseguire i lavori caricati dal proprio preparatore su Training Peaks.

Al momento dell’iscrizione, infatti, è possibile sincronizzare le due App e successivamente gli allenamenti verranno caricati giorni per giorno su Zwift. Basterà accedere, cliccare sull’allenamento desiderato e Zwift vi guiderà nell’esecuzione dei vari esercizi.
Ovviamente, in questo caso la resistenza del rullo non varierà in base alla pendenza della strada, ma in base ai wattaggi pre-impostati. Si lavorerà quindi in modalità “Erg” (lavoro) e non in modalità “Sim” (simulazione).
Personalmente, trovo utilissima questa funzione e la sto utilizzando nella maggior parte dei casi, la consiglio a chi vuole usare Zwift ai fini allenanti e non solo come passatempo.
Un’ultima curiosità: Zwift si può collegare anche a Strava, Garmin Connect e altre App simili, in questo modo, gli allenamenti si sincronizzeranno automaticamente una volta salvati.
Figata, no?

Zwift

Si pedala (anche) in compagnia
Fisicamente siamo soli, a casa propria, nel garage o in qualsiasi altro posto.
In realtà, però, Zwift offre la possibilità di pedalare con gli altri ciclisti di tutto il mondo che si incontrano sui vari percorsi in quel momento.
Proprio per questo motivo, la App permette anche di fare il gesto del saluto, oppure quello del gomito per invitare a darsi il cambio e così via. Queste funzioni sono ancora più pratiche da utilizzare se si scarica la App di Zwift Companion, che sarebbe la parte social di Zwift.
Sempre tramite Companion, è possibile anche organizzare dei “Meetup”, ossia dei raduni, invitando gli altri “zwifters”, ossia i propri amici virtuali iscritti a Zwift.

Questo tipo di Meetup possono essere normali, ossia c’è la possibilità di staccare il compagno di uscita aumentando il ritmo, oppure si può utilizzare la funzione “mantieni insieme” che permette di restare in gruppo, o comunque di contenere i distacchi, indipendentemente dal ritmo che si imprime e dal rapporto potenza-peso del ciclista.
C’è da dire, quindi, che le possibilità offerte per annoiarsi il meno possibile sono diverse, basta capire come si intende sfruttarle in base alle necessità e alla giornata.

Zwift

Le gare? Senza scrupolo!
Sui rulli si fatica meno? Prima di dirlo, provate a fare una gara su Zwift…
Sì, perché anche se la durata non sarà elevatissima (circa un’ora, di solito), pedalare a tutta sui rulli, quindi senza recuperare veramente come accade ad esempio nelle discese “reali” è davvero impegnativo. Inoltre si suda parecchio, quindi vi consiglio un locale non troppo caldo e arieggiato…
Resta il fatto che, se l’obiettivo è unire l’utile al dilettevole, ossia passare del tempo svolgendo un buon allenamento di intensità, le gare su Zwift sono un’ottima opportunità per farlo.
Come fare per iscriversi? Scaricando la App Companion è molto semplice ed intuitivo, basta scegliere la gara preferita, selezionare il proprio livello atletico (ne parliamo tra poco) ed il gioco è fatto.
Non resta che andare in griglia all’orario prefissato.

Anche qui esistono i “furbetti”
Proprio così, ahimé! Il doping virtuale, sebbene abbia ancora meno senso di quello reale esiste eccome.
Ma come si fa a barare anche sul web? Semplice, basta inserire un peso corporeo più basso di quello reale, oppure selezionare un livello atletico inferiore (le gare funzionano su 4 categorie stilate in base al rapporto potenza/peso) o ancora manomettere il rullo facendo in modo che segni wattaggi superiori… Insomma, i furbetti una scorciatoia la trovano sempre.
Pensandoci bene, fanno quasi tenerezza…

Zwift
Le 4 categorie create in base al rapporto potenza/peso del ciclista

Attenzione, però, sta prendendo piede “l’antidoping virtuale” e si chiama Zwiftpower: parliamo di un sito web, utilizzato dagli utilizzatori più assidui di questo tipo di gare indoor, che incrocia i dati di Strava (wattaggi, frequenza cardiaca, peso…) con quelli di Zwift, creando un vero e proprio storico sulle performance dell’atleta.
Se Zwiftpower evidenzia delle prestazioni anomale o delle variazioni di performance esagerate, può squalificare l’atleta proprio come accade nelle competizioni vere e proprie.
Bella idea, non trovate?
Chissà se un giorno Zwift integrerà questa funzione così evoluta direttamente nella App, intanto qualche segnale in questo senso lo ha già dato con l’ultimo aggiornamento, grazie al quale sono stati “bloccati” i dati di sesso, nazionalità e data di nascita degli iscritti.
Già, perché c’era anche qualche “fenomeno” che pur di vincere partecipava nella categoria donne 🤦🏻‍♂️



Dietro a Zwift c’è un mondo. Anzi, 6 mondi tutti da scoprire
Per spiegare tutti i dettagli ed i segreti di Zwift ci vorrebbe una giornata, e probabilmente in pochi sarebbero in grado di farlo…
Per conoscerlo al meglio bisogna utilizzarlo e capire come funziona, anche perché dietro ai percorsi e alle funzionalità c’è davvero un mondo, anzi “6 mondi”.
Già, perché i mondi virtuali di questo videogioco per ciclisti sono:

– Watopia
– Innsbruck
– Richmond
– Londra
– New York
– Yorkshire

Zwift

Il primo, Watopia, è un mondo di fantasia creato appositamente per Zwift, non a caso è il più utilizzato. E’ composto da 26 percorsi (al momento) ma non tutti sono utilizzabili sin da subito, bisogna superare dei livelli per visualizzarli tutti: più si pedala su Zwift, più sale il livello del rider.
Di solito i percorsi di Watopia si “sbloccano” dal livello 12 in poi, ma in questo periodo del Covid-19 sono diventati “free” dai livelli 5-6 in poi.
Se Watopia è presente sempre, gli altri mondi sono inseriti a rotazione durante il mese, in base ad una programmazione ben precisa.
Inoltre, solo in occasione di particolari gare o eventi, Zwift dà la possibilità di affrontare dei tracciati diversi e disegnati per l’occasione.
Insomma, le possibilità di scelta sono infinite, per scoprire tutti i mondi e i percorsi cliccate qui.

Esistono anche i percorsi da Mtb e Gravel, ma…
In mezzo a tanti percorsi asfaltati, c’è anche qualcosa dedicato ai bikers e agli appassionati del fuoristrada.
Da poco tempo Zwift dopo l’iscrizione permette di scegliere anche la Mtb o la Gravel al posto della bici da strada. Ricordiamo, infatti, che gli “zwifters” possono personalizzare anche mezzo tecnico ed equipaggiamento, sempre con un sistema di “sblocchi” in base al livello raggiunto.

Zwift

Scegliendo la Mtb o la Gravel al posto della bici da strada, si viaggia ad una velocità inferiore per via della maggiore resistenza al rotolamento delle gomme tassellate, proprio come succede nella vita reale.
In compenso, utilizzando la Mtb si ha la possibilità di scoprire un altro piccolo mondo virtuale, quello del percorso “Jungle” di Watopia, utilizzabile dal livello 10 in poi: in questo caso si pedala, ma si guida anche su un single track.

Zwift
Oltre ai percorsi di Mtb, Zwift offre la possibilità di utilizzare dei piani di allenamento specifici per la Mtb e il Gravel.

Sarà il rider, infatti, a dare direzionalità alla bici lungo il sentiero mentre pedala, simulando ancora di più le uscite reali. L’unica accortezza, ovviamente, è quella di utilizzare un rialzo mobile sotto la ruota anteriore che permetta di girare lo sterzo a destra e a sinistra.
Il “difetto” di questa soluzione è che difficilmente, su tale percorso, si riesce a svolgere lavori specifici o comunque a sostenere un ritmo elevato, quindi ai fini dell’allenamento consigliamo Zwift classico, mentre a scopo “ludico” e per richiamare il colpo d’occhio, il percorso Jungle può essere una buona alternativa.
Da quanto abbiamo capito, comunque, questo tracciato fuoristrada potrebbe essere servito come “test” per aggiungere in futuro altri itinerari per i bikers ancora più utili e divertenti, speriamo che questo accada al più presto.
Per scoprire il Jungle Circuit cliccate qui.

Zwift
Di tanto in tanto, inoltre, vengono organizzate delle simulazioni di gare in Mtb, a tappe e non. La più celebre è sicuramente la Cape Epic.

Per concludere, quindi, dopo una settimana di Zwift ho capito che la tecnologia ha raggiunto del livello assurdi. Zwift è divertente e in situazioni particolari come quella che stiamo vivendo in questo periodo è un espediente utile per mantenere la forma senza pedalare all’aperto e per appagare (in parte) anche gli agonisti più incalliti.
Ovviamente, ricordiamoci che anche questo è solo un gioco: utilizziamo Zwift con cautela, alleniamoci e gareggiamo il giusto, senza farci prendere troppo dall’entusiasmo e dall’agonismo, perché si rischia l’overtraining anche pedalando solo sui rulli, soprattutto in questo periodo in cui di tempo libero è maggiore di sempre e la voglia di competizione è tanta…

Qui tutti gli altri articoli sull’allenamento.

Per scaricare Zwift visitate il sito Zwift.com
Per altre informazioni visitate il sito ZwiftInsider.com

Se invece non volete usare Zwift, ma cercate delle tabelle semplici da svolgere sui rulli, guardate qui:

Allenamento sui rulli per la Mtb: tre tabelle semplici (ma efficaci)

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Daniele Concordia

Ciao, mi chiamo Daniele Concordia e sono nato nel fuoristrada! La Mtb e il motocross sono le mie passioni più grandi, amo l'adrenalina, la fatica e le sensazioni che regala lo sterrato in tutte le sue forme. Ho corso tanti anni in mountain bike, tra Xc e Granfondo nelle categorie agonistiche, ma prima di tutto sono un amante del mezzo e della tecnica in generale. Dal 2012, dopo aver ottenuto la Laurea in Scienze Motorie allo IUSM di Roma, ho avuto la fortuna di fare della mia passione il mio lavoro, non solo come biker, ma anche come intermediario tra aziende, atleti e lettori. Seguitemi su Mtb Cult, qui sotto potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Daniele Concordia