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Troy Lee Designs produce accessori e capi di abbigliamento che fanno sempre parlare di sé.
A guardarli da fuori verrebbe da pensare che la grafica e lo stile siano i fattori sui quali il produttore americano ha riversato maggiore attenzione, ma in realtà le cose stanno diversamente.
Molto diversamente.
E il nuovo casco Troy Lee Designs A2 ne è la conferma.

Troy Lee Designs A2

Rispetto al modello precedente, l’A1, il nuovo ha una maggiore attenzione verso la ventilazione e la capacità di assorbimento di impatti di piccola e grande entità.
Per le spiegazioni tecniche, però, vi rimandiamo all’articolo di presentazione nel quale vi mostriamo anche tutte le colorazioni disponibili.
Quella che vedete nelle foto è la versione Sram, ma la sostanza rispetto alle altre non cambia.

Troy Lee Designs A2

DETTAGLI TECNICI
– Materiali utilizzati: 10
I materiali impiegati sono di altissimo livello e prevedono due tipi di polimeri, ossia l’Eps (posizionato più esternamente) per gli impatti ad alta velocità e l’Epp (posizionato più internamente) per quelli a bassa velocità.
Inoltre, lo spessore di questi strati varia a seconda della posizione, ovvero della probabilità di impatto.

Troy Lee Designs A2
I due strati di polimero impiegati per assorbire gli impatti (di colore grigio chiaro e grigio)…
Troy Lee Designs A2
…sono ben visibili anche dall’esterno

A contatto con il capo, infine, abbiamo il sistema Mips che riduce l’entità delle lesioni in caso di impatto con il terreno.

I pad tergisudore sono in X-Static, ossia un materiale che prevede dei filamenti di argento al fine di contenere i cattivi odori e permette un’asciugatura rapida.
La visiera è in materiale plastico, è regolabile e si fissa con tre viti in alluminio anodizzato.
La qualità dei materiali è molto elevata.

Troy Lee Designs A2

Troy Lee Designs A2

Troy Lee Designs A2

– Regolazioni consentite: 9
Oltre ovviamente a regolare la posizione del cinturino sotto al mento, il casco Troy Lee Designs A2 permette di posizionare in altezza a proprio piacimento anche il sistema di ritenzione posteriore.

Troy Lee Designs A2

Questo, inoltre, permette di fermare in modo stabile il casco sulla testa, senza generare pressioni spiacevoli sulla testa, ed è attivabile con una sola mano.
La visiera, infine, è regolabile tramite 3 viti.
– Omologazione: 10
Tutte quelle necessarie per essere venduto in tutto il mondo, ossia: CPSC 1203, CE EN 1078, AS NZ 2063:2008.
In Italia però viene commercializzata la versione che risponde agli standard CE EN 1078.
– Peso: 9
E’ uno dei punti di forza di questo casco. Il peso, infatti, è di 382 gr, in taglia M-L e con visiera inclusa.
Nell’ambito dei caschi da all mountain è un peso che si colloca più vicino a quello del leggero Specialized Ambush (364 gr, sempre in taglia L, ma senza Mips) rispetto ai pesi del Bontrager Rally Mips (444 gr, taglia L) e del 661 Evo Am Mips (446 gr, in taglia L).
– Prezzo: 7,5
248€, cioè una cifra superiore rispetto a quella dei modelli di punta della concorrenza. Sul Pro-M Store lo potete trovare scontato a 223,20€, mentre su All-Tricks.it costa 203,90€.

Voto finale (da 1 a 10): 9,1

Troy Lee Designs A2

PRESTAZIONI
– Comfort della calzata: 9
Molto buono, anche se il casco, almeno per come è fatto il cranio del sottoscritto, non aderisce sulla testa in maniera uniforme.
In alcune zone, ad esempio sulla fronte, si sente di più la sua presenza e lo stesso dicasi sulla parte posteriore.

Troy Lee Designs A2

Nonostante questa disomogeneità di contatto sulla testa il Troy Lee Designs A2 non genera particolari fastidi, anche dopo molte ore di utilizzo.
La buona leggerezza che lo caratterizza lo rende ancora più comodo.

Troy Lee Designs A2

Troy Lee Designs A2

Un appunto da segnalare: il pad tergisudore frontale (foto sopra) non permette una barriera uniforme contro il sudore e infatti quando fa più caldo è frequente trovarsi delle gocce di sudore sul viso o, peggio ancora, sulle lenti degli occhiali.
In salita, quando è particolarmente caldo, è meglio togliere gli occhiali.
– Ventilazione: 9
Molto valida in relazione al numero ridotto di feritoie sulla calotta (comunque più grandi del 25% rispetto al modello precedente A1) e il livello di protezione di cui è capace (e lo testimoniano le varie omologazioni).

Troy Lee Designs A2

– Estensione della copertura: 9
E’ adeguata alle necessità di un casco half-shell (cioè “aperto”) con vocazione all mountain. I suoi rivali più diretti sono a un livello paragonabile.
La testa nella parte posteriore è nel complesso più protetta rispetto a una casco di estrazione Xc.

Troy Lee Designs A2

– Calzata: quale taglia scegliere? 9
Solitamente il sottoscritto utilizza caschi di taglia L, avendo una circonferenza cranica di 60 cm. La taglia M-L in questione è data per misure comprese fra 57 e 59 cm.
La calzata è risultata comunque abbastanza comoda.

Voto finale (da 1 a 10): 9,0

VOTO COMPLESSIVO (da 1 a 10): 9,05

Troy Lee Designs A2

In conclusione…
Il Troy Lee Designs A2 si conferma un Troy Lee Designs.
Lo stile e le grafiche sono curatissime e lo stesso si può dire per le finiture e il comfort.
I dettagli che contano confermano che l’A2 di Troy Lee Designs è un casco fuori dal coro.
In commercio esistono caschi di pari livello di protezione e leggerezza, ma a prezzi molto più abbordabili, come ad esempio lo Scott Vivo Plus Mips, ma l’A2 aggiunge stile e finiture di livello superiore.
Sta a voi decidere quanto queste siano importanti.

Qui tutti gli altri caschi da all mountain testati e presentati da MtbCult.it

Per informazioni TroyLeeDesigns.com oppure Dsb-Bonandrini.com

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti