Attualmente, la Unno Horn 2026 è una delle full da Xc/Marathon più interessanti in commercio.
Il marchio spagnolo ha un fascino particolare sin dal momento della sua nascita (nel 2016) e la nuova Horn include dei dettagli tecnici che la rendono unica, sia esteticamente che in termini di praticità e prestazioni.

Noi abbiamo avuto la possibilità di provare la Unno Horn 2026 per circa un mese, mettendola alla frusta su ogni tipo di sentiero: osserviamola da vicino e vediamo come si è comportata, iniziando con un video.
Dettagli tecnici
- Telaio
Il telaio della Unno Horn 2026 è realizzato in carbonio T800 e T1100, impiegato in zone diverse per donare un comportamento specifico e ottimizzare la resistenza nei punti più sollecitati.
Esteticamente si contraddistingue per la trama del carbonio “a scacchiera”, che nel mondo bici viene utilizzata da pochissimi marchi.

La Unno Horn 2026 è studiata per offrire le massime prestazioni, ma anche la praticità necessaria sui campi gara e nelle officine.
Per questo motivo, il passaggio dei cavi è interno (e guidato nel telaio), ma con ingresso esterno nella zona anteriore dello sterzo: a qualcuno potrebbe sembrare obsoleto, in realtà è una soluzione sempre valida, che migliora la praticità generale e riduce l'usura di tubi, guaine e cuscinetti.


Nella zona di sterzo è presente anche un limitatore di sterzata con un range di 135°, denominato “Block Lock”, che evita impatti del manubrio sul telaio in caso di caduta o quando si carica la bici in macchina.

Sempre con la praticità nel mirino, Unno ha scelto di utilizzare un movimento centrale BSA (filettato).

I portaborraccia sono due, posizionati entrambi sul tubo obliquo.

Altri dettagli di pregio riguardano il morsetto reggisella con vite a scomparsa, il guidacatena fissato direttamente sul telaio, i cuscinetti schermati e garantiti a vita, le protezioni in plastica di dimensioni generose nei punti più esposti e il piccolo parafango posizionato nel punto di snodo tra il carro posteriore e il triangolo principale.
Nel complesso, il telaio è davvero rifinito e curato nei dettagli.






- Geometria
Sul fronte delle geometrie, Unno ha osato parecchio, ma d'altronde ce lo aspettavamo: l'ideatore del marchio (Cesar Rojo) è stato anche l'inventore della Forward Geometry quando lavorava in Mondraker e tutt'ora mette la firma su dei progetti rivoluzionari a livello di design.

Lo sterzo della Unno Horn ha un angolo di 66°, si abbina ad un reach di 450 mm, ad uno stem di 60 mm e ad un tubo di sterzo alto 100 mm sulla taglia S2 usata nel test (corrisponde ad una M delle altre aziende).

L'angolo “reale” del piantone misura 73,5°, mentre quello “effettivo” è di 78° (con piccole variazioni causate dall'altezza sella): davvero molto in piedi!

Il carro posteriore è lungo 435 mm, quindi è compatto ma non troppo, per far spazio a gomme di sezione massima pari a 2,6”.

La Unno Horn 2026 è disponibile in tre taglie, qui sotto le tabelle con tutte le specifiche riportate sul sito:

- Sospensioni
Lo schema sospensivo è un Single Pivot con foderi alti flessibili.
Il fulcro principale è posizionato nella zona sopra al movimento centrale, nel punto in cui i foderi bassi del carro si vanno ad inserire nel triangolo principale.


Non ci sono snodi sul carro, questo lavora in simbiosi con un piccolo link in alluminio che fa da ponte tra foderi alti e ammortizzatore. Quest'ultimo è inglobato sotto al tubo orizzontale della bici ed ha un travel di soli 37,5 mm, che diventano 110 mm alla ruota.


Questo è possibile grazie al rapporto di compressione di 1:2,9 mm, che consente di avere un'escursione da vera full, con un ingombro minimo dell'ammortizzatore nel telaio.

La curva di compressione è leggermente regressiva nella prima parte, con un Anti-Squat del 100% che aiuta ad ottimizzare le doti in pedalata e nei rilanci, mentre dal punto di Sag in poi diventa più progressiva per donare sostegno a metà corsa ed assorbire al meglio gli impatti più importanti. In pratica, questo è uno schema ideale per una bici da Xc/Marathon.
E per ottimizzare il suo lavoro è stata effettuata una taratura specifica dell'ammortizzatore, in questo caso un RockShox SIDLuxe FA.


L'escursione è di 110 mm anche sulla forcella anteriore, nel caso specifico una RockShox SID SL Ultimate (quindi con steli da 32 mm) munita di sistema Flight Attendant. Tuttavia, la Unno Horn è compatibile anche con forcelle da 120 mm.

- Componentistica utilizzata
La bici in test è un mix con telaio Pro e allestimento Factory FA, ma l'unica differenza tra il telaio Pro e quello Factory riguarda le grafiche, mentre a livello strutturale o tecnologico non cambia niente.

Come abbiamo detto nel paragrafo precedente, le sospensioni sono RockShox Flight Attendant (automatiche e elettroniche), ciò implica che siano abbinate al misuratore di potenza Quarq, al gruppo Sram XX SL Eagle Transmission e al reggisella telescopico RockShox Reverb AXS di ultima generazione. Il kit completo lavora in simbiosi per ottenere il giusto comportamento della bici in ogni situazione.



Della famiglia Sram fanno parte anche le ruote Zipp 1ZERO HiTop SW, munite di sensori Tirewiz che dialogano con l'App Sram AXS: pressioni delle gomme e setup dei vari componenti si controllano dalla stessa piattaforma.


I freni sono italianissimi, parliamo dei Formula Cura X con leva in carbonio, abbinati a dei dischi Sram Centerline da 160 mm.


Le gomme sono Schwalbe da 2,35” (Rocket Ron davanti e Thunder Burt dietro).


Il manubrio integrato Deux si contraddistingue per le linee pulitissime e per il sistema di chiusura nascosto nella parte inferiore della piega: le due viti agiscono su un morsetto nascosto nella parte interna dello stem.



Chiudiamo con la sella, che in questo caso è una Selle Italia SLR Boost con carrello in carbonio, ma sulle specifiche indicate sul sito c'è scritto che il modello Factory FA dovrebbe uscire con una Fi'zi:k Vento Antares 00, salvo cambiamenti sul catalogo 2026.
In ogni caso, l'allestimento è super: difficile chiedere di meglio.

- Peso telaio e/o bici
La bici che abbiamo usato per il test (taglia S2) pesa 10,2 kg senza pedali, mentre il modello Factory SL con sospensioni tradizionali scende sotto i 10 kg (9,64 kg il peso dichiarato).
Il kit telaio, completo di ammortizzatore SIDLuxe Ultimate tradizionale, serie sterzo, protezioni e viteria completa pesa 1,96 kg mentre il telaio nudo pesa 1,48 kg.
Nel complesso, i pesi sono davvero ottimi.

- Prezzo telaio e/o bici
La Unno Horn Factory FA, che è identica a quella che abbiamo provato ma ha delle grafiche leggermente diverse, costa 12795€ (Iva inclusa).
Il prezzo è molto alto, ma comunque inferiore a quello dello stesso modello proposto nel 2025, che montava delle ruote DT Swiss XRC 1200 al posto delle Zipp 1ZERO HiTop SW.
Tuttavia, la Unno Horn è disponibile anche in altri tre allestimenti meno costosi e in più c'è la possibilità di acquistare il kit telaio con ammortizzatore a cavo ad un prezzo di 3195€ (prezzi 2026 da confermare).

- Garanzia
Come tutte le bici Unno prodotte dopo il 2022, anche la nuova Horn è coperta da una garanzia a vita, applicata dall'azienda seguendo le condizioni indicate QUI.

Assetto in sella
Le geometrie sono particolari e richiedono un assetto specifico.
Il piantone estremamente verticalizzato pone il rider in una posizione molto avanzata, ottimizzata per la salita.
Allo stesso tempo, questo avanzamento del corpo invita a stare più raccolti sulla bici e il tutto è amplificato dall'attacco manubrio piuttosto corto (60 mm).

Chi è abituato ad una posizione distesa potrebbe non trovare subito il giusto feeling, mentre chi ama l'assetto racing “aggressivo” amerà la posizione offerta dalla Unno Horn 2026.
Io sono alto 172 cm, pedalo a 72,5 cm di altezza sella ed ho scelto una taglia S2, che si è rivelata giusta per le mie necessità. Ma per raggiungere un assetto adeguato ho dovuto arretrare la sella più di quanto sono abituato.
In posizione da discesa mi sono trovato bene, anche perché il reach non è tra i più contenuti, ma forse con un attacco leggermente più lungo mi sarei trovato ancora meglio.

Comportamento in pedalata
L'assetto super proiettato verso l'anteriore invita a spingere forte in salita, la Unno Horn non è una Mtb da usare quando si vuole andare piano.
Dà il meglio di sé sulle rampe ripide, situazione in cui l'angolo sella così in piedi permette di spingere forte senza scomporsi.
Ovviamente, il Flight Attendand delle sospensioni influenza molto le prestazione nel pedalato, perché in base a come si regola il sistema si avrà una risposta più o meno immediata e precisa.

Nel mio caso ho settato il Bias (soglia di sblocco) a +1 e ho lasciato che l'Adaptive Ride Dynamics regolasse in modo automatico la risposta delle sospensioni in base ai watt impressi sui pedali.
Con questa configurazione e con un Sag del 20% sull'ammortizzatore ho trovato il giusto compromesso che garantisse una piattaforma stabile sui fondi più lisci e capace di ottimizzare la trazione sullo sconnesso.

L'unico “neo” (non legato al telaio Unno) è la risposta del sistema Flight Attendant su asfalto o su sterrato battuto: in assenza di sconnessioni, le sospensioni sono super ferme e si aprono solo quando si incontrano buche o avvallamenti, ma per bloccarsi di nuovo occorrono 3-4 secondi.
Questo "problema" è risolvibile attivando manualmente il lockout dal comando remoto (Override Mode), ma avrei preferito una risposta più veloce del sistema.

Comportamento nel guidato
Avevo grandi aspettative e la Unno Horn 2026 non ha tradito le attese.
Il mix tra sterzo “aperto” ed escursione moderata offre un grande feeling in tutte le situazioni: sui salti e sullo scassato spiana tutto, ma nello stretto non si pianta, è maneggevole e pronta a cambiare ritmo.
Questo comportamento ideale è donato anche dallo schema sospensivo che, con il contributo del Flight Attendant, permette al telaio di non sedersi mai troppo, resta alto e reattivo.

Mi ha stupito sulle compressioni più violente e sui salti, perché nonostante il travel non sia troppo abbondante è veramente difficile raggiungere il fondo corsa completo, resta sempre quel piccolo margine che dona un comportamento più fluido e “protegge” il telaio da problemi strutturali.
Lo avete capito: in discese a nel guidato la Unno Horn mi ha fatto divertire.

In conclusione...
La Unno Horn 2026 è una Mtb da Xc/Marathon davvero completa ed esclusiva su tutti i fronti.
È curata nei dettagli, leggera, pratica da utilizzare e manutenere, ma anche super performante ovunque: è davvero difficile trovarle dei difetti.
L'unica raccomandazione riguarda la scelta della taglia: valutate bene le geometrie, capite come l'angolo sella effettivo di 78° potrebbe influenzare il vostro assetto in sella e poi agite di conseguenza.

Il prezzo?
Sì, è molto alto, ma non mi sento di metterlo tra i difetti, perché è influenzato dalla presenza del Flight Attendant. Infatti, la stessa bici con le sospensioni tradizionali (Factory SL) costa quasi 1000€ in meno, una cifra paragonabile a quella delle Mtb di pari livello proposte dai marchi più blasonati.
Ma c'è una differenza da non sottovalutare: in questo caso parliamo di un prodotto esclusivo, proposto da un marchio "piccolo", che ha delle spese superiori e dei margini inferiori. Dettagli per niente marginali...

Per altre informazioni Unno.com
Qui gli altri articoli sulle Mtb Unno.
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Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
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