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Alessandro
via e-mail
Buongiorno, ho letto il test della Rocky Mountain Altitude Rally Edition. Sono interessato all’acquisto, ma sono titubante dopo aver letto “ma l’ammortizzatore continua a muoversi se ci si alza sui pedali”. Volevo chiedere se è un bobbing accettabile o se la sensazione è come avere l’ammortizzatore tutto aperto. Ho un sistema VPP su una Intense Tracer e volevo passare ad una bici più trail. Sapreste dirmi se sono simili o se effettivamente la Rocky è più pedalabile?
Grazie.

Risposta di Simone Lanciotti
Il test della bici è stato condotto essenzialmente in discesa e per tale scopo era stato preparato l’ammortizzatore tramite il sistema Ride-9. Se guardi la foto di questo particolare che abbiamo pubblicato nell’articolo, e che ti riproponiamo qui di seguito, la Rally Edition provata in pratica aveva un setup orientato soprattutto alla discesa (corrisponde al Setting 6 che puoi verificare in questo sito).

Il sistema Ride-9 della Rally Edition era in posizione numero 6, cioè una di quelle rivolte ad un uso in discesa.
Il sistema Ride-9 della Rally Edition era in posizione numero 6, cioè una di quelle rivolte ad un uso in discesa.

Se a ciò abbini anche l’ammortizzatore Fox Float X (il cui test è attualmente in corso) che ha un comportamento molto più lineare del Float Ctd ne risulta una sospensione posteriore molto sensibile e reattiva, ma anche poco propensa ad annullare il cosiddetto bobbing quando ci si alza sui pedali.
Questa è un’impressione ricavata da un test molto veloce e quindi relativamente probante.
E’ doverosa però una precisazione: di fatto sono pochissime le sospensioni che riescono a ridurre la compressione dell’ammortizzatore quando ci si alza sui pedali.
La spinta che arriva dal pedale, aiutata dal peso del corpo e da uno spostamento del baricentro, è di notevole intensità e va ad interferire con il funzionamento della sospensione, inevitabilmente.
Se invece si procede in salita pedalando seduti il discorso cambia, come cambia per quasi tutte le sospensioni posteriori.
L’efficienza di pedalata (con la quale si fa i conti soprattutto in salita) è data sia dalle caratteristiche cinematico-geometriche della sospensione sia dal tuning dell’ammortizzatore, sia, in seconda battuta, dallo stile di pedalata.
Facciamo un esempio: un ammortizzatore tarato per diventare rigido quando si aziona il freno in compressione (chiamato lock-out) sarà in grado di dare alla Mtb un comportamento quasi da hardtail in salita, ma è un tuning di ammortizzatore che non è compatibile-consigliabile per tutti gli schemi di sospensione.
Prendi il Vpp della Tracer, appunto, che, nel caso in cui venga settato il Sag in modo corretto, prevede un annullamento del bobbing grazie al cinematismo della sospensione stessa. Ovvio però che se ci si alza sui pedali un certo movimento dell’ammortizzatore rimane comunque evidente.

L'ultima versione, quella 2013, della Intense Tracer 275.
L’ultima versione, quella 2013, della Intense Tracer 275.

E questo è vero per numerosi schemi di sospensione.
Concettualmente le Mtb sono costruite per pedalare offroad, anche in salita, e questa è un’impostazione tecnica comune a tantissimi marchi d’Oltreoceano e non (fanno eccezione il Brain di Specialized e l’Ei-Shock di Lapierre) e più evidente con i modelli di bici che utilizzano ammortizzatori Fox.
Fox, infatti, predilige dei tuning più orientati allo sterrato e alla discesa piuttosto che all’asfalto, soprattutto negli ultimi anni.
Quindi la Rally Edition non fa differenza: se ci si alza sui pedali dondola, ma se si pedala seduti è molto più composta ed efficiente, proprio come ci si aspetterebbe che fosse.
Questo è quanto abbiamo potuto capire dal nostro breve test.

Una considerazione. La Altitude Rally Edition non è tanto più trail della tua Tracer: parliamo pur sempre di 150 mm di travel e di ruote da 27,5 pollici.
Rocky Mountain, infatti, l’ha realizzata proprio per le gare di enduro. Se stai cercando un mezzo più “trail oriented” potrebbe non essere la bici che fa per te.

Se avete altre domande cliccate qui.

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti