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Massimo, Verona
Ciao a tutti, ho appena visto il sito e mi piace molto per la sua pulizia, poi guardando qua e là ho trovato il nome di Simone Lanciotti e allora ho capito tutto. Felicissimo di ritrovarla, signor Lanciotti.
A questo punto le dico il motivo per cui le scrivo: la larghezza del manubrio. Non sono un agonista, non faccio gare di enduro, ma in Mtb ci vado per divertirmi. Ho una full da 150, preferisco non dire la marca, e guardo i miei amici di uscite che montano manubri sempre più larghi. Secondo lei che cosa dovrei fare? E’ vero che un manubrio più largo migliora la guida?
Grazie tante e continuate in questa direzione.

Risposta di Simone Lanciotti
Grazie degli apprezzamenti caro Massimo e passiamo alla risposta.
La misura della larghezza del manubrio è un argomento che coinvolge diversi fattori e non esiste una regola certa che vada bene per tutti.
Oggi, complice anche la ruota da 29 pollici, si vede un dilagare di larghezze molto accentuate (sopra i 68 cm) nel settore dell’Xc e delle Gf, ma anche in altre discipline si sta assistendo a questo fenomeno, dove i valori sono anche molto maggiori rispetto all’Xc.
Ma come si fa a scegliere la larghezza corretta?
La regola che prevede un manubrio un po’ più ampio della larghezza delle spalle è valida solo nel mondo della bici da strada. In Mtb occorre prestare attenzione anche ad altri aspetti.
Più è largo e maggiore è la stabilità della bici sul veloce, ma se è troppo largo diminuisce l’agilità nei cambi di direzione oppure nelle curve molto strette.
Nell’enduro ad esempio occorre prestare attenzione a questo aspetto: in speciale (come anche nelle discese fra amici la domenica) non sono affatto rari i casi in cui un tornante stretto metta in difficoltà il rider, specie se questi ha un manubrio un po’ troppo largo.
Quindi, l’enduro ci pone davanti degli esempi molto chiari: manubrio largo, sì, ma senza eccessi.
Quale misura, quindi?
Gli agonisti viaggiano con pieghe da 75-76 cm e solo in Dh, ormai, si vedono valori che arrivano (e superano anche talvolta) i 78 cm. I valori indicati sopra, ovviamente, dipendono dalle misure antropometriche del biker e/o dalle sue preferenze. Se la statura è ridotta conviene optare per un manubrio leggermente più stretto o comunque per una misura che consenta alle braccia di lavorare in maniera ottimale, cioè leggermente flesse e mai distese.
Occorre anche considerare, però, il profilo, generalmente fra i 10 e i 15 mm, e il backsweep (la piegatura all’estremità del manubrio): ogni costruttore su quest’ultimo parametro adotta scelte differenti. Se ne avete la possibilità, impugnate i manubri dei vostri amici di uscita e cercate di cogliere le differenze. E’ solo così che tanti numeri possono diventare un’indicazione più precisa della scelta da fare.

Passare ad un manubrio più largo
Una modifica del genere, molto popolare negli ultimi anni, implica però altre considerazioni. Siccome la lunghezza delle braccia non cambia e siccome per una posizione di guida corretta devono poter restare leggermente flesse, allargando il manubrio si avvicina inevitabilmente il busto verso il manubrio stesso. Ovvero se l’attacco manubrio non scende di lunghezza si rischia di spostare molto in avanti il baricentro del biker, aumentando il rischio di overbar.
Per riportare l’assetto nella posizione di prima è necessario montare un attacco manubrio più corto ed ecco perché sulle bici da enduro c’è un gran dilagare di attacchi manubrio sempre più corti, addirittura pari a zero centimetri nel caso della Mondraker con Forward Geometry.
Un manubrio più largo quindi giova senz’altro alla guida se la decisione è presa con cognizione di causa e valutando le implicazioni descritte sopra.



Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti