scritto da Redazione MtbCult in Domande il 09 Mag 2013

Quando fare a meno dello zaino idrico?

Quando fare a meno dello zaino idrico?
        
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Maurizio
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Un saluto a MtbCult.it da un appassionato della Mtb da non molto tempo. Ho una domanda da farvi: nelle uscite che normalmente faccio porto con me lo zaino idrico e anche piuttosto carico direi. Dopo un po’ di ore in sella inizio a sentire la fatica sulla schiena e mi chiedo se portare oggetti sulla schiena sia davvero la soluzione migliore in Mtb.
Nelle foto delle gare di enduro, poi, vedo che molti dei migliori pedalano senza zaino e quindi con il casco integrale sempre infilato.
Mi chiedo come facciano con l’acqua e con gli oggetti che possono servire contro una foratura.
Mi sapete rispondere? Grazie tante.

Risposta della redazione
Abbiamo chiesto a due pro rider, Davide Sottocornola e Manuel Ducci, di spiegarci la loro esperienza in materia. Ed ecco le loro risposte:
«In gara non uso mai lo zaino idrico – spiega Davide Sottocornola – ma solo in allenamento. Cambia tanto fra averlo e non, ma proprio tanto. Preferisco patire un po’ di più con il casco integrale in salita piuttosto che avvertire il peso dello zaino e peggio ancora dell’acqua in discesa.
Per rimediare a incidenti meccanici ho realizzato un multitool ridotto al minimo e lo tengo nella tasca posteriore dei calzoni insieme alla bomboletta dell’aria e alla camera d’aria. I calzoni Zero Rh si prestano molto bene.
Per gli integratori, invece, studio di volta in volta soluzioni diverse, ma c’è sempre un po’ di spazio e poi non porto mai tanta roba con me. Oggi ho fatto un’uscita di 45 km in Mtb e ho messo una bottiglietta d’acqua nella tasca posteriore…».

Sottocornola senza zaino idrico: eccolo alla gara di Sestri Levante del mese scorso.

Sottocornola senza zaino idrico: eccolo alla gara di Sestri Levante del mese scorso.

«Il setup, in effetti – spiega Manuel Ducci – non si limita solo alla bici, ma si estende anche all’abbigliamento. Di volta in volta si sceglie cosa indossare e anche lo zaino è soggetto a questo tipo di decisioni.
Alla gara di Riva del Garda, siccome c’erano pochi ristori, è stato necessario usare lo zaino con la sacca idrica piena e quindi lo zaino era bello carico.
A volte si fa a meno della sacca idrica (che arriva a pesare anche due chili) perché essendo collocata nella parte alta del corpo, rallenta la guida e affatica prima la schiena. Pensate ad un metronomo: tanto più il cursore è posto verso il basso tanto più velocemente oscilla. Immaginate lo stesso effetto sulla schiena del biker.
E’ chiaro che a volte non se ne può fare a meno.
La cosa che noto con piacere è che anche le aziende si stanno adoperando per realizzare una sacca idrica e un paraschiena molto leggeri. Hanno capito che è cruciale abbassare il peso dello zaino.
Ovviamente se non hai la sacca idrica c’è il rischio disidratazione: se ti disidrati è sicuramente peggio che portare qualche chilo in più, quindi, prima di partire, occorre sapere quanti punti di ristoro si trovano lungo il percorso.
Se non porto lo zaino, fisso la camera d’aria di scorta su una parte bassa del telaio per abbassare le masse e lo stesso discorso vale per gli accessori, sempre più in basso possibile».

Camera d'aria, minipompa e multitool possono bastare davvero? Nelle escursioni più impegnative così come nelle gare di enduro gli imprevisti possono essere tanti. Serve però un compromesso per non pedalare troppo pesanti.

Camera d’aria, minipompa e multitool possono bastare davvero? Nelle escursioni più impegnative così come nelle gare di enduro gli imprevisti possono essere tanti. Serve però un compromesso per non pedalare troppo pesanti.

L’esperienza di Sottocornola e Ducci, quindi, mette in luce cinque dati importanti in base ai quali decidere se portare o meno lo zaino idrico:
1 – conoscere il percorso;
2 – conoscere le proprie necessità alimentari-idriche;
3 – eventuale necessità di un paraschiena (se integrato nello zaino);
4 – sapere dove mettere oggetti necessari come una camera d’aria o un multitool;
5 – agilità nella guida.
Analizziamoli nel dettaglio:

1 – Conoscere il percorso
Significa in sostanza sapere quale dislivello si sta per affrontare e dove si trovano punti di ristoro idrico. Se non siamo in gara parliamo di fontane. Se non si usa lo zaino idrico si può utilizzare il portaborraccia e se questo è collocato in una posizione non raggiungibile mentre si pedala occorre fermarsi, scendere e sfilare la borraccia. Senza dimenticare però che spesso la borraccia rischiamo di perderla se non siamo in grado di fissarla in maniera più che bene.
Alternativa: portare lo zaino con un minimo quantitativo di acqua dentro se si ha modo poi di riempire la sacca lungo il tragitto.

2 – Conoscere le proprie necessità idrico-alimentari
Questo punto è molto influenzato dalla stagione: se è estate la necessità di reintegrare i liquidi persi è molto maggiore che non d’inverno, quindi lo zaino idrico con il caldo diventa ancora più importante. Se l’uscita è breve e se siamo in grado di collocare le parti di ricambio sul telaio o sull’attacco manubrio, allora si può fare a meno dello zaino idrico.

Una soluzione possibile? Non mettere troppa acqua nella sacca, ma solo quella che davvero serve, magari pianificando di riempirla lungo il percorso. Un solo chilo in più sulla schiena (l'equivalente di un litro d'acqua) si fa sentire tantissimo, sia in salita che in discesa.

Una soluzione possibile? Non mettere troppa acqua nella sacca, ma solo quella che davvero serve, magari pianificando di riempirla lungo il percorso. Un solo chilo in più sulla schiena (l’equivalente di un litro d’acqua) si fa sentire tantissimo, sia in salita che in discesa.

3 – Eventuale necessità di paraschiena
E’ obbligatorio in gara, ma può essere una necessità avvertita anche durante le uscite di allenamento. Non è necessario ricorrere però allo zaino, in quanto esistono in commercio svariati paraschiena, comodi e più leggeri di uno zaino idrico. Il proliferare delle gare enduro sta accelerando anche l’evoluzione di materiali e prodotti.

4 – Collocare i ricambi sulla bici
Non si può uscire senza una camera d’aria di scorta, una minipompa e dei levagomme. Questo è il corredo minimo se si vogliono fare delle discese un po’ tirate. Quindi, occorre posizionare questi oggetti sul telaio, utilizzando magari del nastro adesivo, del velcro o delle fascette, oppure sull’attacco manubrio. Oppure ancora con il sistema Swat di Specialized. Sconsigliabile il sottosella, almeno se si ha un reggisella telescopico, perché finirebbe con l’aumentare il peso della sella e quindi complicare la vita al telescopico. Ogni bici, comunque, ha le sue posizioni furbe.
E le tasche dei calzoni? Potrebbe essere un’idea, ma non vanno bene le tasche laterali o quelle che scendono lungo la gamba: aumentare anche di 100 grammi il peso che insiste su una gamba ad ogni pedalata significa affaticarla prima. Sconsigliato. Molto meglio usare la tasca posteriore, come fa Sottocornola, oppure scegliere un abbigliamento che abbia delle tasche in posizioni strategiche (cioè non sulle gambe).

5 – Agilità nella guida
Abbiamo la necessità assoluta (magari anche solo occasionale) di massimizzare la performance in discesa? Allora niente zaino idrico. Mettiamo a frutto quanto detto nei punti precedenti e scendiamo quanto più leggeri possibile.
Fra gli inconvenienti c’è la necessità di portare sempre il casco integrale in testa, almeno se siamo in gara. Anche qui molto dipende dalle abitudini del rider, dal suo livello di allenamento (soprattutto) e da quanto caldo fa. E’ una scelta molto popolare fra i top rider che spesso hanno caschi anche molto leggeri.

        
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