Il mio Mondiale Marathon 2026: 14° posto e una gara da ricordare

Daniele Concordia
|
test

Il mio Mondiale Marathon 2026: 14° posto e una gara da ricordare

Daniele Concordia
|

Il mio Mondiale Marathon 2026 è stato un lungo viaggio, iniziato molto prima della gara stessa.
Avevo nel mirino questo evento da un bel po' di tempo, per due motivi ben precisi: il mondiale in Italia non capita sempre e tutti mi avevano detto che la Mythos almeno una volta nella vita andava fatta.
Quindi, andiamo!

Il mio mondiale marathon 2026

Sebbene l'avessi nel mirino da tempo, ho iniziato a pensare più seriamente al mio Mondiale Marathon 2026 dopo il Campionato Italiano Xc, che ho chiuso al quarto posto tra gli M3.
Nervesa della Battaglia, sede del tricolore Xc, dista circa un'ora e mezza da Fiera di Primiero, quindi io e il mio amico Luca Chiodi decidiamo di tirare dritto dopo la gara tricolore per provare il percorso: un mondiale in casa non si può improvvisare, proviamo ad approfittare del “fattore campo”.
Da lì in poi, tutta la preparazione è stata incentrata sulla gara iridata...

Il mio mondiale marathon 2026
La prova percorso fatta a luglio. A farci da guida è stato Samuele Debertolis, figlio di Massimo Debertolis

Volume e salite a non finire

Fino all'italiano Xc avevo fatto un buon volume, ma per presentarsi nelle migliori condizioni al Mondiale Marathon bisognava alzare il tiro.
Per questo, l'ultimo mese e mezzo prima della gara trentina mi sono concentrato ancora di più sui chilometri e sul dislivello, andando a cercare le salite più lunghe, sia su strada che in Mtb.

Il mio mondiale marathon 2026

Da questo punto di vista è stata utile la settimana passata in Abruzzo, ai piedi del Gran Sasso, una zona perfetta per fare dislivello e chilometri su salite storiche come Campo Imperatore, Prati di Tivo, Prato Selva e così via.
In 6 giorni ho accumulato circa 18 ore di allenamento su strada, con due uscite da oltre 5 ore fino a 3200 metri di dislivello. Bene!

Una volta tornato a casa ho ripreso la Mtb, svolgendo i lavori specifici durante la settimana e delle lunghe uscite nel weekend insieme ai miei amici Luca e Pierluigi: fare 3000 metri o anche di più dalle nostre parti non è facile, serve testa e pianificazione, ma con la giusta tenacia (o “tigna”, come la chiamiamo noi) si fa tutto.

A circa due settimane dal mio Mondiale Marathon 2026 ho iniziato a diminuire i chilometri e il dislivello, facendo solo dei richiami e dando modo al fisico di recuperare.
Nel mezzo è capitato International Bike Festival, ma per non perdere la forma ho portato con me la bici anche a Misano: sveglia all'alba e via pedalare. Poi a lavorare in mezzo agli stand, tra foto, video e spiegazioni tecniche... Volere è potere! 😎

La vigilia: un film rivisto

L'esperienza al Mondiale Marathon 2026 l'ho condivisa con il mio amico Riccardo, lo stesso Riccardo che mi aveva accompagnato alla Capoliveri Legend 2025, che quando si parla di grandi eventi, chilometri e dislivello non si tira mai indietro: pedala seriamente da pochi anni, ma ha una tenacia invidiabile!
Ecco perché, mi sembra un film rivisto.

Il mio mondiale marathon 2026
Il mio amico Riccardo, compagno di avventura anche questa volta

Stavolta ci siamo organizzati meglio, partendo due giorni prima della gara, viaggiando con calma e senza alzatacce.
Partiamo il venerdì mattina, per arrivare a Fiera di Primiero nel pomeriggio, con l'obiettivo di ritirare subito i numeri e fare una sgambata breve sulla ciclabile per sgranchire le gambe intorpidite dal viaggio. E così è stato.
Tra l'altro, dopo una settimana di piogge, in Val di Primiero ci accoglie un bel sole ed una temperatura perfetta, con un meteo che promette bene per tutto il weekend.
Top!

Il mio mondiale marathon 2026

Dopo la sgambata ci dirigiamo in Hotel a San Martino di Castrozza, giusto il tempo di una doccia e una cena coi fiocchi: risotto ai funghi porcini, brasato di manzo con polenta e strudel di mele.
Siamo in Trentino, approfittiamo!

Ultimi 10 km: croce e delizia

Parlando con chi aveva già corso la Mythos negli anni precedenti, avevamo capito che gli ultimi 10 chilometri sarebbero stati molto delicati.

Il mio mondiale marathon 2026

Dopo il ponte tibetano c'è una salita di 3 km da affrontare con 3000 metri di dislivello nelle gambe e una discesa lunga, tecnica e sconnessa, che sarebbe meglio conoscere per non fare errori.
Durante la prova percorso che feci a luglio non ero riuscito a provare questa parte, quindi il sabato mattina decido di andare insieme a me un bel gruppetto di amici: ritmo tranquillo, risate, ma anche un po' di tensione.

Il mio mondiale marathon 2026
In cima all'ultima salita insieme a Mauro (a sinistra) e Riccardo (a destra)

La salita con le gambe fresche non sembra durissima, ma già so che il giorno dopo la musica cambierà... Godiamoci il panorama oggi, che è meglio! 🤪

Il mio mondiale marathon 2026

La discesa invece non è banale, ancora un po' viscida dalle piogge dei giorni precedenti, ma gli organizzatori hanno fatto un bel lavoro per sistemare i punti più insidiosi. Inoltre, ogni roccia appuntita è segnalata. Tanta roba!
Tuttavia, questa discesa nel finale di una gara così massacrante va gestita con attenzione, senza esagerare, anche a costo di perdere qualche secondo, perché forare o scivolare è molto facile...
Si vede bene nel reel pubblicato dal mio amico Angelo Guiducci:

Prima il dovere...

La vigilia del mio Mondiale Marathon 2026 è stata anche lavorativa, infatti prima della sgambata di ricognizione ho seguito la partenza delle gare elite e subito dopo ho aspettato il loro arrivo per fare dei reel e delle storie sui social di MtbCult.
Nulla di super faticoso, sia chiaro, ma nemmeno troppo rilassante...
Tra una cosa e l'altra siamo tornati in hotel verso le 16, doccia e un po' di relax, finalmente.
Gambe all'aria, un po' di stretching e cena, stavolta da veri atleti: pasta in bianco, petto di pollo e crostata. Perfetto!

Il mio mondiale marathon 2026

Carbo load

La sveglia prima del mio Mondiale Marathon 2026 suona alle 05:15.
Si parte alle 8:30, ma bisogna anticipare tutto perché si entra in griglia molto presto, inoltre c'è da calcolare il trasferimento in macchina di circa 30 minuti.
Colazione in stanza con fette biscottate, miele, yogurt: i proprietari dell'Hotel Jolanda, dopo aver compreso le nostre esigenze, ma anche i “problemi psicologici” tipici dell'atleta fedele al protocollo, ci hanno fornito un vassoio con tutto il necessario.
Grazie mille! 🤣

Il mio mondiale marathon 2026

La sera prima avevamo già preparato tutto: body e bici con il numero attaccato, occhiali puliti, borsa pronta e gel selezionati.
In gara ho portato 9 gel, da prendere ogni 30-40 minuti, di cui uno con caffeina per il finale, gli altri con 45 grammi di carbo e sodio. In più, un gel piccolo con 55 mg di caffeina da prendere prima del via.

Il mio mondiale marathon 2026

Insieme ai gel ho portato una borraccia da 750 ml con 110 grammi di carbo ed una borraccia da 600 ml con sola acqua.
Sul percorso avrò l'assistenza del mio amico (nonché meccanico della Nazionale e del Team Basso-Lee Cougan) Emanuele Crisi, al quale ho dato altre due borracce, una con 90 grammi di carbo e un'altra con acqua.
Di sicuro non resterò a secco...

Il mio mondiale marathon 2026

Pressioni e setup

Una volta arrivati a Fiera di Primiero controlliamo la pressione delle gomme.
Per questa gara decido di gonfiare a 1.45 bar dietro e 1.25 bar davanti, come vi avevo già detto, ho scelto delle Maxxis Aspen da 2.40” con inserto Tubolight Diamana SL solo al posteriore.
Per fare spazio nelle tasche, sulla bici ho legato una camera d'aria Pirelli in PTU e una bomboletta di Co2 grande: non si sa mai.
Un'ultima oliatina alla catena, accendo il Garmin, calibro il misuratore di potenza e via: ci siamo!

Il mio mondiale marathon 2026

Partenza per categorie

Un dettaglio che ho apprezzato particolarmente di questo Mondiale è stata la partenza per categorie.
Ogni categoria aveva una griglia specifica, con numeri dorsali di colore diverso, che aiutano a capire quali sono i reali avversari.
D'altronde, a Massimo Panighel e Massimo Debertolis non bisogna insegnare nulla, sanno che la differenza nello scegliere o non scegliere di partecipare ad un evento la fanno anche questi dettagli.

Il mio mondiale marathon 2026

Le griglie aprivano presto, ben 45 minuti prima del via, ma non si può rischiare di rimanere imbottigliati, quindi entro tra i primi sacrificando un po' il riscaldamento e sono in prima fila.
L'aria è frizzantina, ma non fredda, la giornata promette bene.
Manca un minuto al via.
La tensione sale, guardo il cardio e sono a 105 battiti.
Meno 30 secondi.
Meno 15 secondi.

Il mio mondiale marathon 2026
Foto di Daniele Simonetti

Fuoco alle polveri!

Parto in seconda posizione, senza tirare un metro.
Si mette subito in testa il campione europeo M3, che non conosco, ma di sicuro va forte. Difatti fa il ritmo per buona parte della prima salita.

Il mio mondiale marathon 2026

Sono a ruota, nel frattempo arrivano altri atleti che pedalano bene: un portoghese, uno svizzero, un americano, un belga e altri. Credo si conoscano e si studino.
Io sono a ruota di Leopoldo Rocchetti, ex elite ed ora Master di ottimo livello. Poco dopo arriva anche Francesco Collini, attuale campione italiano Xc.
Siamo in 7-8 lì davanti, guardo i watt e il ritmo è ancora alla mia portata: sono intorno alla soglia, anche sotto in alcuni tratti, quindi respiro e provo a tenerli.

Il mio mondiale marathon 2026

Ma quando manca circa un chilometro al primo GPM di giornata il ritmo aumenta, sul Garmin vedo 340-360-370 watt... Okay, andate pure! 😉
La gara è lunga e il finale è bastardo, quindi procedo con il mio ritmo, anche perché dopo Col dei Cistri la salita non è finita, fino al chilometro 26 tende sempre a salire.
Calma e sangue freddo.

Il mio mondiale marathon 2026
Anche dall'altimetria si nota come la prima parte, fino al km 26-27, il tracciato tende sempre a salire

L'unione fa la forza

Prima di arrivare a San Martino di Castrozza mi raggiunge Giacomo, amico di Rieti che sulle salite lunghe e costanti ha un passo niente male, quindi ci facciamo forza a vicenda.
Al paese c'è Emanuele a fare rifornimento, prendo la borraccia con i carbo, bevo e la lascio, la mia è ancora quasi piena.
Da San Martino in poi, Giacomo fa il passo in salita, mentre in discesa sono io a fare le traiettorie. La tattica funziona, il ritmo è buono, non fortissimo ma efficace.

Il mio mondiale marathon 2026

Il bike park di Tognola è il primo tratto in cui si recupera un po', ma purtroppo la discesa è sempre troppo corta per recuperare veramente 😐
Meglio non pensarci, proseguiamo!

Il mio mondiale marathon 2026
Foto di Daniele Simonetti

Dopo un po' di su e giù, inframezzato da qualche discesa più naturale, si torna a salire verso il Lago di Calaita. La salita non è lunghissima, ma costante.
Le posizioni della mia categoria sembra si siano assestate, credo di essere intorno alla decima/dodicesima posizione. Sto dando quello che posso, vediamo se qualcuno pagherà nel finale.

Il mio mondiale marathon 2026
Foto di Alessandro Billiani

Nel frattempo ci supera Angelo, un altro amico M4 che, al contrario di me, su questi percorsi con salite lunghe e costanti dà il meglio di sé. Daje!
Arriviamo al Lago di Calaita, bevo un bel sorso di carbo, non c'è tempo di prendere un gel, ci aspetta un lungo ciottolato e poi una discesa bella “croccante”.

Il mio mondiale marathon 2026

Crampi? Ora no eh

La discesa è tecnica, soprattutto nella prima parte in cui le radici sono belle alte, poi diventa più agevole, ma richiede attenzione e dei movimenti più bruschi.
Quando si torna a salire, Giacomo passa in testa a tirare e io sento uno strano segnale agli adduttori della gamba destra: crampi? Ora no, vi prego!
Metto un rapporto più duro, pedalo più regolare e sembra che la situazione migliori. Speriamo bene...

Il mio mondiale marathon 2026

La discesa successiva, quella che porta al passo Gobbera, è la più lunga e insidiosa dell'intero percorso, perché è buia e scivolosa. Ma la conosco bene, quindi niente paura. L'unico pensiero sono i crampi, che potrebbero ritornare da un momento all'altro.
Per fortuna, invece, al termine della discesa sono più le mani che le gambe a soffrire.
Meglio così...

Bedolé: lo scoglio più grande

La penultima salita di giornata è quella che arriva a Bedolé.
Parte dal passo Gobbera, si imbocca con le gambe già imballate dalla discesa tecnica, svolta secca a sinistra e sbam: strappone in asfalto duro impestato.
In quel punto si hanno già 2500 metri di dislivello nelle gambe, mancano circa 25 km al traguardo e in prova su quella salita avevo iniziato ad accusare, per questo la temevo.

Il mio mondiale marathon 2026

Oggi è un altro discorso: non sono fresco, ma la conosco e so cosa aspettarmi. Quindi mi metto di passo, alla feedzone cambio la borraccia, ora ne ho un'altra piena di carbo da scolarmi senza troppi scrupoli.
Gli strappi che portano all'imbocco della vera salita fino a Bedolè fanno male, Giacomo si avvantaggia di qualche metro, poi lo riprendo, mi metto di nuovo davanti, ma quando mancano due chilometri al GPM sento che gli è successo qualcosa.
«Tutto ok?». Chiedo prima di voltarmi.
«Vai Dany, tu vai».
Mi giro e intuisco che si tratta di un problema al reggisella, è rimasto abbassato per via di un problema al cavo.
Okay, ora testa bassa, sono solo e devo restare concentrato.

Il mio mondiale marathon 2026
La salita di Bedolé è insidiosa, perché non molla mai ed è tutta a sole, da affrontare nelle ore più calde


Non lontano vedo un atleta portoghese della mia categoria, lo avevamo ripreso sulla salita di Calaita, sembrava morto, finito, invece è “resuscitato” e non riesco a prenderlo!
Non posso forzare troppo, di passo salgo bene, però non ho il cambio di ritmo, rischio di rimanere piantato sull'ultima salita.
Salgo con il mio passo, la salita è tutta sotto il sole, fa caldo.
Bevo mezza borraccia, poi respiro e mi tuffo nei single track che portano in località Dismoni.
Inizio ad incontrare i partecipanti del percorso Classic, prendo qualche jolly per superarli, ma per fortuna resto in piedi.
Ultimo gel con caffeina sul Passo Rolle, un sorso d'acqua e concentrazione: manca solo l'ultima salita.

Il mio mondiale marathon 2026
Foto di Aldo Zanardi

Quello stimolo in più...

Dopo l'attraversamento del Passo Rolle si imbocca un single track bello viscido, ma l'ho provato alla vigilia, quindi vado tranquillo.
Altro breve tratto di bosco e arrivo all'imbocco della salita finale, quella che arriva a Malga Civertaghe.

Il mio mondiale marathon 2026


Mi volto e vedo una sagoma che conosco bene, è quella del mio amico Luca, il primo M6 che mi raggiunge (pensate che gamba). In una frazione di secondo realizzo che sta andando a vincere il mondiale della sua categoria.
Lui è a tutta, io pure.
Lo incito, mi chiede supporto con la voce rotta dall'emozione, ma non è ancora finita e per lui il finale sarà una scarica di adrenalina incredibile.
Resto con lui fino al ponte tibetano, poi non riesco a tenere il suo ritmo sugli strappi più ripidi.
Vado di passo, lo vedo lì davanti e sono sicuro che andrà bene.

Il mio mondiale marathon 2026
Infatti è andata bene, Luca ha vinto il mondiale M6

Questo sorpasso ha reso gli ultimi chilometri meno duri anche per me. Le gambe iniziavano a chiedere pietà, ma la felicità per la vittoria di un amico è servita da ulteriore stimolo per dare tutto fino alla fine.
Arrivo al GPM con 3400 metri di dislivello nelle gambe, respiro profondo, bevo e poi giù a capofitto per l'ultima discesa
Come mi ero promesso alla vigilia non rischio, guido leggero, scelgo le traiettorie sicure e fila tutto liscio.
Sono sulla ciclabile, mancano circa 3 km all'arrivo, quando da dietro vedo un atleta spuntare. È della mia categoria, tenta di superarmi, ma non ci sto.
Mi butto sulla sinistra e meno forte, poi rompo la scia deciso verso destra: okay, non si combatte per la maglia e nemmeno per il podio, ma perdere una posizione all'ultimo chilometro proprio no 🤣

Il mio mondiale marathon 2026

Contento a metà


Ultime due curve nel parco Vallombrosa, poi svolta a sinistra e arrivo.
Chiudo il mio Mondiale Marathon 2026 in 4h51', non sono a podio e lo so già, ma il tempo non è male per niente.
Solo dopo mezz'ora so di aver chiuso al 14° posto tra gli M3 (sesto degli italiani), un risultato che a primo impatto non mi soddisfa a pieno: volevo almeno la top ten.

Il mio mondiale marathon 2026

Però, a bocce ferme, posso dire di aver fatto una buona gara, costante e senza cali drastici, su un percorso non proprio adatto alle mie caratteristiche. Preferisco le salite più corte, i percorsi più nervosi, ma la Mtb è anche questo, bisogna adattarsi, saper accettare i propri limiti e dare il massimo per superarli.
Quindi, ci vediamo presto, cara Mythos!

Qui sotto, l'attività Strava del mio Mondiale Marathon 2026:

Qui sotto, la classifica degli M3:

Un evento perfetto

Chiudo con un doveroso cenno allo staff organizzatovo del Mondiale Marathon, capitanato da Massimo Panighel e Massimo Debertolis.

Il mio mondiale marathon 2026
Massimo Debertolis (a sinistra) e Massimo Panighel (a destra) sono i creatori della Mythos Primiero Dolomiti

Quello di Fiera di Primero è stato un evento praticamente perfetto sotto tutti i punti di vista: un percorso di vera Mtb, ma con grande attenzione alla sicurezza sul percorso, segnalazione al top, docce super pulite, pasta party da urlo, lavaggio bici offerto da Beltrami e Muc Off, servizio di deposito bici custodito (questa è una vera chicca), location molto comoda e tanti altri servizi per niente marginali.
Insomma, sfido chiunque a trovare un difetto degno di nota.
Grazie a nome di tutti i partecipanti!

Per altre informazioni: MythosPrimiero.com

Qui le classifiche complete di tutte le categorie.

Condividi con
Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

Commenti su: Il mio Mondiale Marathon 2026: 14° posto e una gara da ricordare

Iscriviti alla nostra newsletter

... E rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie!
Logo MTBCult Dark
Newsletter Background Image MTBCult
MtbCult.it arrow-leftarrow-right