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MONTEREY – Che cosa sta combinando Maxxis?
Dietro a standard nuovi, diametri e combinazioni di sezioni sempre più variegate, un produttore di gomme deve avere gli occhi molto aperti, ascoltare chi produce bici, ruote e componenti e intuire la tendenza generale.
Mica facile.

maxxis plus enduro

In questo momento alla Sea Otter Classic è un proliferare di gomme Plus e bici con ruote Plus, siano esse 27,5” che 29”, senza dimenticare che stanno arrivando anche il 27,5” per fatbike e il 26 Plus e , quindi, continuano ad arrivare ancora altre varianti.
Bobby Brown di Maxxis spiega che il suo brand, proprio per rimanere davanti agli altri, è in continuo contatto con l’industria e di richieste ce ne sono davvero tante.

maxxis plus enduro

Nel frattempo alla Sea Otter Classic abbiamo visto qualche novità interessante, ossia la versione 27,5×2,80” del Maxxis High Roller II (con carcassa a 120 tpi e mescola 3C Maxxterra Exo Tubeless Ready) e la 29×3,0” del Maxxis Minion Dhr II (con le stesse specifiche dell’High Roller II), cioè il Plus comincia a salire di livello abbandonando la sfera del trail riding-all mountain.

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Le Maxxis Minion Dhr II: a sinistra la 27,5×2,35″ e a destra la 29×3,0″

Ci sarà addirittura una versione DoubleDown (cioè con una carcassa a doppio strato da 120 tpi con un inserto in butile di rinforzo)  e quindi l’orientamento enduro diventa ancora più evidente.
Maxxis per ora non dichiara il peso (non hanno ancora finalizzato il prodotto), ma questa nuova serie di gomme apre uno scenario del tutto nuovo (ma in parte previsto) alle gomme Plus.


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maxxis plus enduro
La Maxxis High Roller II 27,5×2,80″

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«Non posso ancora dire quali marchi ci hanno chiesto gomme Plus più robuste per un uso enduro – ha dichiarato Brown di Maxxis – ma è qualcosa che sta arrivando. Ci stanno lavorando da un po’ anche con i pro’».
Quindi 650b Plus anche nell’enduro? Pare proprio di sì.

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E il 29 Plus?
«E’ una nicchia che non possiamo ignorare. E’ riservata a chi preferisce un’hardtail piuttosto che una full e conta sul diametro maggiore per avere benefici nella guida. C’è una richiesta piccola per queste gomme, come ci potrebbe essere anche per il 26 Plus. E noi cerchiamo di accontentare tutti».
– Fra la sezione da 3,0” e quella da 2,8” quale si affermerà di più in ambito 650b?
– La 3,0” rende la bici più simile a una fatbike anche se non nascondo che in alcune situazioni sia utile e divertente, ma richiede cerchi più larghi. Il 2,8” invece può diventare più popolare perché è una misura più vicina a quella di una Mtb tradizionale, permette di capire meglio quello che sta accadendo sotto le ruote e può essere montata anche con cerchi più stretti. Insomma, è un po’ più universale e in chiave enduro potrebbe affermarsi meglio per la migliore scorrevolezza. Ma dipende dai tracciati.
– L’impronta a terra maggiorata quale implicazioni comporta nello sviluppo della gomma?
– Ci sono più tasselli che toccano il terreno quindi più gomma coinvolta nell’aderenza e in futuro sarà possibile gestire il modo in cui la gomma si deforma e ritorna in posizione di riposo. Il Plus è una sorta di extra-travel a disposizione del biker, ma è fuori controllo, al contrario di una forcella il cui rebound, ad esempio, può essere gestito. E’ una cosa che si può fare anche con le gomme (e già lo si fa) e in particolare con le Plus può portare a dei benefici interessanti, perché la gomma non rimbalza più a destra e a sinistra.


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Insomma, che vi piaccia o no, nel 2017 quasi certamente ci saranno delle bici da enduro con ruote Plus e in particolare 650b Plus, ossia la misura che più facilmente permette di essere montata su telai a doppia sospensione.
L’escursione posteriore delle bici salirà rispetto agli attuali 130-135 mm?
Forse sì, anche se 135 mm su una full 650b Plus, per quanto visto almeno sul percorso del Superenduro di Massa Marittima, possono essere più che sufficienti.

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti