

Le gare guidano ancora l’innovazione?
Questa domanda è uno dei due temi portanti della 7ª puntata di Fuori Sentiero insieme all'introduzione dei 3 fondatori dell'Enduro World Series, ovvero Chris Ball, Fred Glo ed Enrico Guala, nella Mountain Bike Hall of Fame.
Vale a dire una delle più importanti onorificenze in campo Mtb.
Ne parliamo con il diretto interessato, Enrico Guala, al quale ho posto domande anche sul futuro della disciplina enduro e del ruolo che hanno avuto e ancora oggi hanno le e-Mtb.
Vi invito a mettervi comodi...
Le gare guidano ancora l'innovazione?
L'evoluzione nella Mtb c'è ancora, ma è meno evidente e appariscente rispetto a molti anni fa.
In generale, oggi i brand rischiano di meno.
Sviluppare qualcosa di veramente nuovo richiede soldi e tempo, ma soprattutto espone a rischi, in un momento in cui l’obiettivo è stabilizzare il mercato e le vendite.
In campo e-Mtb c'è una certa standardizzazione: pensiamo a Santa Cruz che ha deciso di rinunciare ad una sospensione iconica, il VPP, in favore di un classico seppur efficace 4 Bar.
E funziona bene, salvo che ora è piuttosto "funziona bene per molti anche se non è iconico".
E comunque di Vala e di Bullit se ne vendono.
In ambito XC e DH dove le gare ci sono e anche ad altissimo livello l'evoluzione c’è, ma ha rallentato.
O almeno in apparenza.
E le domande sono molte…
Forse le case produttrici preferiscono momenti di maggiore prosperità per azzardare?
Forse un tempo si azzardava di più e più facilmente perché la bici era vista con maggiore incanto e stupore?
Forse oggi il pubblico degli appassionati e praticanti di ciclismo ha un atteggiamento diverso rispetto alla bici, diciamo più maturo e disincantato?
Oppure siamo solo in attesa della prossima vera rivoluzione, la cosiddetta "next big thing"?
Che non sappiamo quale sarà, sebbene qua e là qualcosa di interessante si vede.
Anzi, proprio il fatto che non si veda troppo la dice lunga su come stanno cambiando le cose.
Quando un telaio nuovo non basta più
Il quadro è questo: se chi produce bici è maggiormente concentrato sullo sviluppo del telaio e solo poi con l’integrazione fra esso, motore e componenti (che sono più o meno sempre quelli), come si fa davvero ad innovare?
E qui entra in ballo la Orbea Rallon RS, che non introduce un telaio o un motore nuovo, ma un salto concettuale in termini di integrazione.
Di sicuro elettronica e software avranno un ruolo sempre più cruciale.
Quindi, se l’evoluzione diventa meno appariscente è il segnale che siamo arrivati al limite dello sviluppo tecnico oppure è, finalmente, un segnale di maturità?
Proviamo a capire meglio…
Quando le gare erano l'unico laboratorio
Le gare in tantissimi settori sono un grandissimo laboratorio di sviluppo.
“Win on Sunday, sell on Monday”, cioè “vinci di domenica e vendi di lunedì” è il motto che per decenni è stato adottato da tantissimi marchi di auto, moto e anche di bici.
La pressione del cronometro e del risultato costringeva a osare, soprattutto in ambito Xc e Dh e, in misura minore, anche enduro ed e-Mtb.
L’errore era parte del processo.
Oggi l’evoluzione è meno appariscente
L’ambito delle gare ci ha abituato ai "marginal gain" (cioè tanti piccoli miglioramenti) piuttosto che a rivoluzioni vistose e soprattutto vediamo da tempo una decisa convergenza su geometrie e soluzioni tecniche.
Angoli, misure e schemi sospensivi sono quelli e hanno smesso di cambiare.
Non la chiamerei stagnazione, ma piuttosto una chiara convergenza tecnica.
Perché oggi si rischia meno?
Un errore oggi ha perso la sfumatura romantica di tanti anni fa ed è diventato strutturalmente costoso.
Le aziende non sono meno coraggiose, ma hanno a che fare con un mondo, un mercato e dei clienti molto diversi rispetto a 30-40 anni fa.
E cosa intendo con “clienti molto diversi”?
Siamo tutti un po’ più preparati sul tema tecnico e se non lo siamo è più facile, rispetto a 15 anni fa, diventare “preparati”.
Certamente non esperti, ma diciamo documentati.
Qui apro una piccola parentesi: nell’epoca dei social l’informazione è più libera e varia, ma anche più facilmente pilotabile e meno onesta. E riconoscere la differenza non è per nulla semplice.
Di fatto questa è una delle sfide di MtbCult e di BiciDaStrada.it: conquistare attenzione grazie alla competenza.
Chiusa parentesi.

Foto Dan Milner - Shimano
Se i componenti sono standard, dove nasce l’innovazione?
In uno scenario in cui i componenti, cioè i “mattoni” di Mtb ed e-Mtb sono più o meno gli stessi l’innovazione occorre cercarla altrove.
L’obiettivo di chi produce bici è assicurarsi che vadano bene per un’ampia fetta di utenti, accettando una certa standardizzazione.
E questo è un quadro comune alla maggior parte dei brand.
Ma dove trovo oggi l’innovazione che è alla base dell’evoluzione?
Nel concetto di “sistema bici”.
Il caso Rallon RS: l’innovazione è nel sistema
E veniamo appunto al caso della Orbea Rallon RS.
Non rivoluziona lo schema sospensivo.
Non inventa un nuovo motore.
Da fuori si vede ben poco di nuovo, mentre dentro è molto diversa, mettendo in dialogo drive unit, trasmissione, sospensioni, reggisella e gestione energetica.
Tutto è alimentato dalla stessa batteria.
Qui l’innovazione è nell’integrazione.

La bici non è più solo telaio più componenti, ma è una piattaforma interconnessa.
Precisazione doverosa: per Shimano questa è una missione da anni, ossia arrivare ad un’ingegneria di sistema che non riguardi più solo i componenti Shimano, ma che si apra anche a quelli di marchi esterni.
La Rallon RS è un progetto di Orbea reso possibile dalla visione aperta di tutti i marchi coinvolti, fra i quali anche Shimano.
E' possibile che questa sia la prossima vera innovazione in ambito Mtb, cioè la capacità di mettere in connessione componenti e telaio fra loro in una maniera unica, originale e addirittura identitaria?
Una vera maturità collettiva
Riassumiamo i punti salienti per arrivare ad una conclusione più umana e meno business:
- - l’innovazione oggi non necessità dell’agonismo come in passato, sebbene sia ancora importante per Xc e Dh;
- - il pubblico è più informato e più esigente: maggiore attenzione ad affidabilità e valore
- - i prodotti sbagliati sono un duplice danno: immagine e costo
- - nuove strategie industriali: questo punto meriterebbe un discorso a parte, ma per ora si può dire che stiamo vedendo una generale semplificazione della gamma bici
- - il rapporto fra reale innovazione e prezzo finale rimane centrale
Già, il prezzo.
Per quanto magnifico sia il mondo della Mtb e della e-Mtb e per quanto mirabolanti ci possano sembrare le prossime novità in arrivo, tutto, alla fine, va calato nella realtà in cui viviamo.
Con la quale le aziende stesse si confrontano.
In varie parti del mondo.
Per quanto possa sembrare assurdo al mondo del business, il ciclismo è sia uno sport che uno stile di vita basato su semplicità e autenticità ed è capace di un forte impatto su fisico, mente e anima delle persone.
E la conclusione, per un ciclista della strada e un biker dei sentieri, è semplice: produrre meno, guadagnare meno e sperperare meno.
Poi la tecnologia e tutto il resto.
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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